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domenica, 25 Settembre 2022

Trieste-Opicina, “c’era una volta, poi non c’è più” (o quasi)

19.07.2022 – 07:00 – Era il 4 Giugno 1911, pioveva a dirotto quando a Trieste si tenne la prima edizione della “Trieste-Opicina”, leggendaria gara automobilistica, passata alla storia con l’appellativo de “La Monza in Salita”. Nel vecchio continente stavano dilagando le idee e i concetti del “Movimento Futurista”, grazie all’omonimo manifesto pubblicato dal poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti, il cui pensiero provocò notevoli trasformazioni nelle culture europee di allora, influenzando il mondo dell’arte, la politica, le relazioni sociali, ma soprattutto la tecnologia e i mezzi di comunicazione. Era il periodo della nascita delle prime automobili e con esse stava affermandosi il mito della velocità. Il Comune di Trieste (all’epoca ancora sotto il governo dell’Impero Austro-Ungarico), assieme all’Automobil Club Viennese e ad alcuni notabili aristocratici, organizzò, a proposito, una competizione motoristica nella quale alcuni audaci pionieri dell’automobilismo trovarono modo di dimostrare la loro bravura e la perfetta armonia che intercorreva tra il neonato binomio “Uomo-Macchina”. La prima edizione assoluta fu vinta dall’Ingegnere tedesco Otto Hieronimus, il quale, a bordo di una vettura “Laurin&Klement” (l’odierna Skoda), raggiunse il villaggio di Opicina in soli 6 minuti ad una media di circa 72 chilometri orari. Numeri strabilianti per l’epoca. Il pubblico rimase senza parole. Nonostante il successo del 1911, dall’anno seguente fino al 1925 la manifestazione sarà bruscamente sospesa a causa dell’infausto periodo che la Città di Trieste stava vivendo ed il successivo scoppio del primo conflitto mondiale. Di “Trieste-Opicina” se ne riparlerà appena nella seconda metà degli anni ’20; più precisamente a partire dal 1926, con le vittorie dei valorosi piloti italiani apprezzati dal regime fascista, quali Emilio Richetti, Ettore Franchetti, Gildo Strazza e Achille Varzi, fino ad arrivare all’edizione del 1930 quando il celebre pilota mantovano Tazio Nuvolari, a bordo di un’Alfa Romeo P2 della Scuderia Ferrari, conquistò la prima vittoria assoluta nella storia del Cavallino Rampante, con una media stratosferica di oltre 95 chilometri orari.

Enzo Ferrari (il terzo da davanti da destra) assieme a Tazio Nuvolari (il primo da sinistra in vettura) vincitore dell’edizione del 1930 su Alfa Romeo P2.

 

Nel 1932 la manifestazione fu nuovamente sospesa a causa di diverse problematiche organizzative. Riprenderà solamente nel 1939 in maniera ridotta e con la partecipazione di sole vetture a marchio italiano sponsorizzate dal regime. Gli anni ’40 non furono migliori, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale e la Città di Trieste dovette fare i conti con i tragici momenti dei bombardamenti aerei degli alleati e con le violenze dell’occupazione jugoslava. Sotto gestione anglo-americana dal 1947 al 1953, la liberazione avverrà appena nel 1954 con l’entrata in urbe delle truppe militari italiane.

Le edizioni degli anni cinquanta rappresentano il periodo d’oro della storica manifestazione triestina, con l’arrivo di un nuovo record, nel 1950, per mano del pilota veronese “Giulio Cabianca” il quale compì il percorso in soli 5’22’’ a bordo di una OSCA MT4 ad una velocità media di 100 kmh; primato battuto l’anno seguente dal gentleman driver e aristocratico Umberto Marzotto su Ferrari 212 Export Vignale (5’14’’) poi riconquistato da ”Cabianca” nel 1959 sulla medesima vettura del primo record ma con cilindrata maggiorata (4’27’’). La ‘’Trieste-Opicina’’ negli anni del boom economico italiano ritornò ad essere un vero e proprio evento mondano attirando piloti professionisti da ogni parte del mondo, fino a toccare i 250 partecipanti nell’edizione del 1970 quando il milanese Giampiero “Momo” Moretti, su Ferrari 512 S, sgretolò tutti i record, con l’arrivo ad Opicina in soli 3 minuti e 12 secondi ed una velocità media di oltre 109 chilometri orari; un record tutt’oggi imbattuto.

La Ferrari 512S di Giampiero “Momo” Moretti.

 

Domenica 23 Maggio 1971; su Trieste imperversava un tremendo acquazzone. 106 le vetture al via. Nonostante le condizioni meteorologiche tutto sembrava andare per il meglio quando ad un tratto, il pilota austriaco Herbert Jerich a bordo della sua Ford Escort 1300 TC, alla Chicane di San Cilino” perse aderenza schiantandosi violentemente su un traliccio della rete filotranviaria. Mentre i soccorsi si accingevano ad estrarre dalla vettura il pilota ferito, il temporale iniziò a diradarsi ed il driver triestino Alessandro Moncini, alla guida di una Porsche 911 RS Gr.4, arrivava trionfante al traguardo sull’altipiano carsico. Semi citando le parole del maestro Domenico Modugno, (…) tutti i colori dell’arcobaleno, fermarono una pioggia d’argento (…) ma piove piove sul nostro amor. L’edizione 1971 sarà, infatti, l’ultimo atto della grande epopea della “Trieste-Opicina”. La gara verrà definitivamente cancellata dal calendario degli eventi motoristici italiani, un po’ per l’incapacità degli organizzatori di allestire al meglio ed in sicurezza un evento divenuto negli anni di grande caratura, un po’ a causa delle lamentele di alcuni notabili locali residenti lungo la strada del percorso i quali hanno ritenuto la Trieste-Opicina non un evento da promuovere per portare in alto il nome della città nel mondo ma bensì una grossa (e rumorosa) seccatura. Di conseguenza l’appassionato pubblico triestino non avrà mai più modo di presenziare ad una manifestazione motoristica di tale spessore. Oggi, per cercare di mantenere vivo il ricordo della “Monza in Salita” e di tramandarne le sue gesta alle future generazioni, il locale Club dei Venti all’Ora con il patrocinio dell’ A.S.I. – Automotoclub Storico Italiano, fa rivivere i fasti della leggenda, grazie ad un’annuale rievocazione storica sotto forma di gara di regolarità.

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