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martedì, 4 Ottobre 2022

Salute, ok aula a mozione su cura disturbi alimentari

14.07.2022 – 19.00 | Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Piero Mauro Zanin, ha approvato a larghissima maggioranza la mozione 351 “Creazione di centri specialistici residenziali per la cura dei disturbi del comportamento alimentare”, presentata dai consiglieri della Lega con il capogruppo Mauro Bordin primo firmatario. Vicino a quelle degli esponenti del Carroccio, a inizio lavori si sono aggiunte anche le sigle dei consiglieri di Progetto Fvg/Ar, FI, FdI e M5S, oltre ad Emanuele Zanon (Regione Futura).

Il provvedimento, illustrato all’Aula dallo stesso Bordin, in considerazione del fatto che “i disturbi del comportamento alimentare sono in costante aumento e colpiscono anche molti giovani e giovanissimi” e che “soffrire di un disturbo dell’alimentazione sconvolge la vita di una persona e ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali”, impegna la Giunta regionale “ad adoperarsi al fine di creare anche in regione uno o più centri specializzati multidisciplinari con residenzialità per la cura dei disturbi del comportamento alimentare. Solo una piccola percentuale di persone che soffrono di un disturbo dell’alimentazione – è stato evidenziato – chiede aiuto, nonostante la diagnosi precoce e la cura tempestiva siano fondamentali, evitando la loro degenerazione in patologie spesso croniche o in situazioni potenzialmente drammatiche. La ricerca scientifica ha fatto molti passi e sono stati creati modelli per capire attraverso quali percorsi si arriva alla malattia e quali fattori aumentano il rischio di ammalarsi. Tuttavia, è importante rivolgersi a centri specialistici – riporta il dispositivo – che si occupano specificamente di questi problemi, così da poter effettuare una corretta diagnosi differenziale, di effettuare tutte le valutazioni specialistiche necessarie (psicologiche, psichiatriche, internistiche e nutrizionali) e di ricevere indicazioni corrette sul trattamento da seguire”.

L’approccio più efficace indicato dai proponenti è quello multidisciplinare e integrato, come sono necessarie la collaborazione tra svariate figure professionali che si occupino in modo integrato dei diversi aspetti e la presenza in Fvg di almeno un centro specialistico, capace di fornire tutti i necessari strumenti di diagnosi e cura, inclusivi di efficaci programmi di residenzialità. L’obiettivo è anche quello di evitare “a moltissime persone di recarsi non senza disagio in altre regioni, al fine di ricevere le cure adatte al proprio caso con costi riflessi a carico del sistema sanitario regionale. Senza dimenticare che le ingenti risorse del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) consentiranno di programmare importanti investimenti”. “Una tematica – ha evidenziato Bordin – da affrontare con assoluta attenzione e grande rispetto, perché molto diffusa, già oggetto di svariati confronti con l’Esecutivo. Auspico che l’intervento sia tempestivo”.

Ampiamente favorevoli ai contenuti dell’istanza tutti gli intervenuti nel corso del dibattito. A partire dal pentastellato Andrea Ussai, che ha anche presentato un emendamento parzialmente accolto dall’Aula con cui è stato specificato “anche nel titolo che si chiedono centri residenziali, indicando che la Regione si è già mossa su questo tema e rinforzando le strutture di ricovero giornaliere”. Alessandro Basso (FdI) ha auspicato “eventuali esperienze pilota nell’area del Pordenonese”, Maddalena Spagnolo (Lega) ha portato come esempio positivo l’esperienza delle Aziende sanitarie del Friuli Centrale, il collega di partito Ivo Moras ha segnalato un’esperienza personale vissuta da primo cittadino e amministratore di sostegno, mentre Mara Piccin (Forza Italia) a sua volta ha ribadito “l’urgenza di avere un centro residenziale multidisciplinare in regione”.

Ha fatto eco Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che ha espresso la sua preoccupazione “per il possibile ridimensionamento dell’Irccs Materno Infantile Burlo Garofolo di Trieste”, chiedendo anche di “fornire alle commissioni di valutazione chiamate a operare tutte le strumentazioni e il personale che si riveleranno necessari”. Sul fronte dem, il capogruppo Diego Moretti ha tenuto a ricordare come “questa Regione non è certo all’anno zero sul tema, dispiace che la mozione non lo evidenzi. Ora – ha aggiunto – è necessario un gruppo di lavoro che richiede il tassativo coinvolgimento di professionisti”. La collega Chiara Da Giau si è infine raccomandata “di andare fuori dalle rivendicazioni territoriali e temporali. Va anche considerata la fase di prevenzione e di educazione dei genitori per comprendere in maniera precoce le situazioni a rischio, rinforzando i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, nonché i centri già esistenti, prima che si aggravino e richiedano il ricovero con residenzialità”.

Il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha rimarcato dal canto suo che l’istanza “non vuole certo disconoscere il lavoro portato avanti con efficacia in precedenza. Ho appezzato le parole di Moretti, distinguendo la sollecitazione politica dalla scelta di mettere l’applicazione del caso nelle mani di chi è competente. A noi – ha concluso – spetta il compito di stimolare, vigilare e avviare, ma poi sono i professionisti a dover entrare nel merito. La Giunta individuerà le strade per trovare una soluzione, utilizzando le stesse prospettive anche per affrontare altre tematiche simili”.
[c.s.]

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