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domenica, 2 Ottobre 2022

Forum FVG-Austria: uno sguardo (insieme) al futuro della macroarea

28.07.2022 – 07.01 – Il futuro di Friuli Venezia Giulia e Austria come un’unica, sinergica, macro regione non potrà mai realizzarsi senza i giovani; e in seconda misura senza che questi giovani vengano formati attraverso un’istruzione e un’università che sia autenticamente europea e transfrontaliera, recuperando il meglio di ciascun territorio. Una comune formazione universitaria può pertanto essere la molla per una cooperazione a trecentosessanta: culturale, economica e fiscale. Una visione che ha molto in comune nella realtà con un’altra macroarea che va al di là del mondo italo tedesco: ovvero la regione di Alpe Adria, anch’essa impegnata in simili sinergie.
L’Associazione Mitteleuropa, nell’ambito di Mittelfest, ha organizzato a Villa de Claricini Dornpacher il forum economico-culturale che ogni anno vede protagonista un diverso Paese: dopo la Slovenia nel 2021, quest’anno è stato dedicato all’Austria col titolo “FVG e Austria: un futuro da condividere”.
“È un forum dedicato ai destinatari più importanti del nostro lavoro: i giovani – sottolinea Paolo Petiziol, presidente dell’Associazione Mitteleuropa – si parla, infatti, di collaborazione tra paesi, regioni e università: se la sinergia tra gli atenei di Udine, Trieste e Nova Gorica è già in cantiere, presto potrà diventare un lavoro a quattro coinvolgendo anche l’Università di Klagenfurt per un progetto di alta formazione transfrontaliera a tutti gli effetti”.

Il primo panel ha visto la partecipazione dei deputati del Parlamento austriaco Erwin Angerer, Philip Kucher e Christian Ragger che hanno sottolineato due aspetti molto diversi, ma strettamente connessi della cooperazione transfrontaliera: la formazione dei giovani da un lato e i rapporti economici, dall’altro.
Ragger ha portato un esempio di innovazione della logistica di confine recentemente presentata dall’Italia per movimentare le merci con i droni fino a 120 kg: su tale modello italiano, l’Austria lavorerà ad un sistema simile pronto a rivoluzionare lo scambio merci tra i due paesi ed in particolare tra FVG e Carinzia con una portata di droni che toccherebbe i mille kg.

Nel secondo panel i riflettori erano puntati sulle università di confine con Roberto Pinton, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Udine, Bostjan Golob, Magnifico Rettore dell’Università di Nova Gorica e Valter Sergo, Prorettore Vicario dell’Università degli Studi di Trieste e Saša Dobričič, Professore dell’Università di Nova Gorica.
“Fare rete è una vocazione che deriva dalla specificità geografica di un territorio, quello tra FVG, Austria e Slovenia, in cui convergono culture, tradizioni, lingue. Ed è proprio su questa unicità – ha sottolineato Pinton – che bisogna elaborare una formazione capace di valorizzare il ruolo delle zone di confine: sviluppo sociale ed economico, patrimonio culturale, formazione, gestione dell’ambiente, creando competenze uniche e concorrenziali a livello internazionale”.
“Un modo completamente nuovo e rivoluzionario di fare formazione – ha commentato Golob, che punta alla creazione di un’Università europea come istituzione”.
Tuttavia, ha sottolineato Sergo, occorre stare attenti a “non uniformare i sistemi universitari dei singoli Paesi che, con le proprie specificità rappresentano storia, cultura e identità di ogni popolo”.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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