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martedì, 6 Dicembre 2022

Discarica abusiva in Via Grimani, accantonati dal Comune 280mila euro per la bonifica

12.07.2022 – 09:00 – Nella primavera del 2020, in un’area situata tra la Via Grimani e la dismessa Stazione di Rozzol-Montebello, fermata ferroviaria posta lungo la linea Jessenice-Trieste (Transalpina) attiva dal 1909 al 1948, il Nucleo di Polizia Ambientale della Polizia Locale di Trieste, grazie ad alcune segnalazioni pervenute al comando da parte di cittadini, aveva individuato una vera e propria discarica abusiva costituita da decine e decine di materiali e rifiuti pesanti e speciali di ogni sorta occultati all’interno di un’area di 10.000 metri quadri, caratterizzata da spazi aperti e diversi capannoni. Successivamente, gli operatori della Polizia Locale avevano eseguito una minuziosa perquisizione dell’area oggetto di indagine individuando un notevole quantitativo di rifiuti pericolosi nonchè il grave stato di degrado della zona. Dopo una perquisizione protrattasi per un’intera giornata, gran parte del materiale abbandonato a se stesso era stato catalogato come ad esempio 300 pneumatici consumati, svariati metri cubi di amianto, centinaia di barattoli di vernice, pittura e smalti (alcuni aperti e ancora parzialmente pieni), rifiuti RAEE (frigoriferi, lavatrici, condizionatori, elettrodomestici), diversi barili di idrocarburi dai quali fuoriusciva liquido inquinante, centinaia di metri cubi di cartongesso, plastica e polistirolo, diverse centinaia di metri cubi di calcinacci e rifiuti edili, carcasse di automobili e batterie di veicoli, per un totale di oltre 4000 metri cubi di rifiuti; una quantità che – come hanno sottolineato gli investigatori – sarebbe sufficiente a coprire l’intero Stadio Nereo Rocco per mezzo metro d’altezza. Dopo aver svolto un’accurata indagine, la Polizia Locale di Trieste aveva inserito nel registro degli indagati due imprese alle quali era stata contestata la violazione all’art. 256 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (Chiunque realizzi o gestisca una discarica non autorizzata è punito con la pena dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2600 euro a 20.000 euro). Ad oggi le indagini sarebbero ancora in corso per identificare ulteriori soggetti i quali, nel tempo, avrebbero contribuito ad aumentare il volume della montagna di rifiuti.

In questi giorni, la Giunta Comunale del Capoluogo Giuliano ha approvato la prima Variazione di Bilancio dell’anno 2022 dal valore di 10,5 milioni inserendo tra le tante voci, la cifra di 280.000 euro; una ingente somma di denaro stanziata per permettere al Municipio di sgomberare e bonificare adeguatamente l’area di Via Grimani. Come ricordato dall’Assessore Comunale alla Sicurezza, Maurizio De Blasio, al momento non è possibile definire con precisione quanto tempo ci vorrà prima che l’area della discarica abusiva venga completamente ripulita ma, con molta probabilità, essendo stata inserita la voce nella prima Variazione di Bilancio del corrente anno, entro la fine del 2022 il problema potrebbe essere risolto. Risoluzione che, tuttavia, nonstante l’alto valore del budget stanziato potrebbe risultare più costosa e più lunga del previsto in quanto molti dei rifiuti abbandonati presso Via Grimani sono di tipo speciale e quindi trattabili solo da specifiche ditte specializzate operanti con determinate tempistiche ed elevati costi di smantellamento.

Mettendo per un secondo da parte il caso limite della discarica abusiva, è bene ricordare che, in base ai dati rilasciati da ARPA FVG (l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) lo scorso anno, i “triestini” fanno ancora molta fatica a differenziare i rifiuti e a conferire nei centri di raccolta quelli considerati “ingombranti”, “pesanti” o “speciali”. Dati alla mano, in Friuli Venezia Giulia si ricicla circa il 65% dei rifiuti, un dato di tutto rispetto considerata la media nazionale ma che purtroppo non va ascritto al Capoluogo Regionale. Nell’ultimo triennio, infatti, i dati riguardanti la raccolta differenziata della città di Trieste non hanno mai superato il 44% anche se, rispetto al 2019, i numeri odierni fanno emergere un lieve miglioramento il quale tuttavia non arriva a toccare la soglia del 45% in grado di far passare il Capoluogo Giuliano dalla fascia rossa a quella gialla più virtuosa. A peggiorare poi la lacuna, c’è proprio il fenomeno dell’abbandono di rifiuti ingombranti lungo le strade o nei boschi. Secondo i dati Acegas, nel solo 2020, questa pratica incivile è costata alle casse del Comune di Trieste quasi mezzo milione di euro. Negli scorsi anni, infatti, sono stati numerosi i casi di abbandono di rifiuti ingombranti verificatisi in diverse zone delle città, alcuni dei quali sono stati poi oggetto di indagine da parte delle Guardie Ambientali della Polizia Locale che, una volta individuati i responsabili, in base all’Articolo 23 del “Regolamento Gestione Rifiuti Urbani e Pulizia del Territorio” ha provveduto a sanzionarli con un’ammenda dal valore di 600 euro. Le istituzioni ricordano che la gestione differenziata dei rifiuti urbani è indispensabile per ottenere la riduzione del carico dei rifiuti stessi, i quali, in quantità ormai eccessive sono destinati alle discariche, ma anche e soprattutto perché se smaltiti in modo corretto permettono di ottenere un notevole risparmio energetico, il riciclaggio delle materie prime e, quindi, un minore inquinamento ambientale.

[g.t.]

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