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lunedì, 15 Agosto 2022

Da Campo Marzio alla “Collezione Stroll”, storia della Ferrari dell’Avv. Ferraro

27.07.2022 – 07:00 – Continua il nostro viaggio alla scoperta delle leggendarie vetture che tra gli anni ’10 e gli anni ’70 del ‘900 hanno corso lungo il tracciato in salita della Trieste-Opicina, percorrendo a tutto gas le strade del Capoluogo Giuliano e dell’Altipiano Carsico. Dopo avervi raccontato la storia dell’esemplare numero #3851 di Ferrari 250 GTO venduto all’asta nel 2014 a 38,115 milioni di dollari, oggi vi raccontiamo di un altro esemplare del medesimo modello; anch’esso con una storia strettamente collegata con la nostra Città. Stiamo parlando della Ferrari 250 GTO con numero di telaio #3451 appartenuta negli anni ’60 all’avvocato veneziano Pietro Ferraro il quale, a Trieste per lavoro (resideva presso il Grattacielo di Via di Campo Marzio 4), immatricolò la sua performante automobile nel Capoluogo Giuliano.
Dirigente in una azienda di componenti bellici, Ferraro venne esonerato dal prestare il servizio militare. Dopo l’Armistizio di Cassibile, il Ministro degli Esteri Pietro Nenni lo mise in contatto con l’OSS (servizio segreto statunitense precursore della CIA, ndr) e nel luglio 1944 fu paracadutato in Veneto dove avviò un ufficio informazioni caratterizzato da quattro radiotrasmittenti, con le quali furono messi in contatto gli alleati (Stati Uniti e Gran Bretagna, ndr) con le forze partigiane impegnate sul campo della resistenza veneta. Dopo la liberazione del Paese, Ferraro ritornò alla sua attività di dirigente, lavorando presso il Cotonificio San Giusto e alla Cartiere Timavo.
Nel dopoguerra con la sua Ferrari 250 GTO Ferraro ha partecipato a diverse gare in ambito nazionale ed internazionale; tra queste ricordiamo la Targa Florio del 1962, dove guidato dal copilota Giorgio Scarlatti ottenne la quarta posizione assoluta conquistando il primo posto nella categoria Gran Turismo, la Cento Chilometri del Nurburgring (gara di durata in terra tedesca mai completata per problemi tecnici) e la Trieste-Opicina dove ottenne invece il quinto posto assoluto. La vettura sfoggiava un insolita quanto elegante verniciatura marrone scuro con tetto bianco e, sulle fiancate, i numeri di gara #360 prima e #86 dopo. Della Ferrari 250 GTO #3451 non ci è dato sapere poi molto altro, se non il fatto che negli anni successivi passò nelle mani di altri gentleman driver come ad esempio il pilota francese Guy Rivillon con il quale visse stagioni ricche di eventi. Oggi (dal 1996, ndr) la vettura è di proprietà dell’imprenditore canadese attivo nel settore dell’abbigliamento, Lawrence Stroll, padre del più noto Lance, pilota di formula 1 in forza alla scuderia britannica Aston Martin Racing. Stroll, che di Ferrari ne ha una collezione intera (25 esemplari tra le quali spiccano una 330 P4, un 288 GTO, una F40, una F50 ed una Enzo), è attualmente uno degli uomini più ricchi del Canada con un patrimonio stimato di oltre 2 miliardi di dollari. All’inizio della sua carriera, infatti, Stroll ha stretto accordi con storici brand di lusso come Pierre Cardin e Ralph Lauren per ottenere la licenza di vendita dei prodotti di quei marchi in Canada e in Europa. Nel 1989, ha poi collaborato con un uomo d’affari di Hong Kong quale Silas Chou con cui ha poi sviluppato il marchio Tommy Hilfiger trasformandolo da una linea di abbigliamento relativamente conosciuta ad uno dei marchi di maggior successo degli ultimi 20 anni. Il duo continua a lavorare insieme ancora oggi, investendo in aziende come Karl Lagerfeld, Pepe Jeans e Michael Kors. Nel Giugno del 2021 la vettura è stata protagonista di un breve filmato celebrativo realizzato dall’azienda Kidston Motocars. Lo scorso Aprile, infine, dopo esser stata fatta sfilare su una chiatta tra i canali di Venezia, la vettura è stata esposta presso la mostra “Homo Faber” della Fondazione Giorgio Cini organizzata in memoria del cognato di Pietro Ferraro scomparso in giovane età nell’ambito di un incidente aereo.

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