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mercoledì, 10 Agosto 2022

Cercivento, Zanin: “Concluso percorso redenzione”

01.07.2022 – 17.00 | Esattamente 106 anni fa, il 1 luglio del 1916, la località di Cercivento veniva resa teatro dell’uccisione di quattro alpini, fucilati come disertori. Silvio Gaetano Ortis, Basilio Matiz, Giovan Battista Coradazzi e Angelo Massaro: questi i nomi dei quattro alpini giustiziati in circostanze in realtà controverse. La loro colpa, infatti, pare essere stata unicamente quella di aver rifiutato un ordine d’attacco dalle nulle possibiilità di successo e quindi suicida. Una vicenda che, oltre alla fucilazione dei quattro, costò anche la condanna a molti anni di carcere per altri ventinove componenti di quel plotone. Dopo oltre un secolo, nel 2021 il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia (regione di provenienza, peraltro, di tutti e quattro i condannati alla pena capitale) ha finalmente approvato una legge regionale che riabilitava i fucilati di Cercivento, istituendo anche la Giornata regionale della restituzione dell’onore celebrata per la prima volta un anno fa e giunta quest’oggi (1 luglio) alla sua seconda edizione.

Quest’oggi, a Cercivento, erano in tanti. Dal cappellano militare don Albino d’Orlando, che ha celebrato una messa in memoria, a moltissime “penne nere”, passando per associazioni e moltissimi rappresentanti delle istituzioni. Compreso il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin. “Il percorso intrapreso in questi 106 anni per giungere all’istituzione della Giornata regionale della restituzione dell’onore – ha esordito il presidente dell’assemblea legislativa – è sicuramente un cammino di redenzione. Un modo di approcciarsi alla verità e alla giustizia di cui la storia dei fucilati di Cercivento ne sono un esempio calzante: per molti anni di loro nessuno fece memoria, l’unico ricordo era nel cuore dei loro familiari.”. Zanin ricorda quindi le tappe del (tardivo) riconoscimento pubblico della verità: “Successivamente, però, la verità, piano piano, si è fatta strada e alcuni passaggi sono stati conquistati grazie all’impegno dei familiari, chiedendo il giusto riconoscimento dei loro cari colpiti dall’oblio e dal disonore. Insieme a loro i cittadini di Cercivento che hanno capito e intrapreso la fucilazione come un atto di ingiustizia, costruendo una coscienza morale sull’avvenimento che doveva essere urlata alla storia.”. Il FVG è stato sicuramente l’apripista in tal senso, ma è destinato a non essere l’unica regione a riconoscere il valore dei fucilati: “Una vicenda che non riguarda solo il Fvg, dove abbiamo istituito una legge specifica e una consulta che sta approfondendo questa tematica in maniera rigorosa, ma almeno altre 700 persone e che per questo ha convinto anche Veneto e Sardegna a intraprendere lo stesso percorso normativo. Redenzione – conclude Zanin – che ha il suo apice oggi con la presenza del picchetto armato, per cui ringrazio il comandante della Brigata alpina Julia, il generale Fabio Majoli, a conferma che le Forze armate giocano un ruolo fondamentale per la  promozione della pace”.

Zanin non era l’unico rappresentante del Consiglio regionale presente. Anche Luca Boschetti, consigliere della Lega, ha presenziato e preso la parola: “Più di cento anni fa, in questo luogo – ha ricordato Boschetti, già sindaco di Cercivento – quattro ragazzi hanno perso la vita per mano amica. Giovani caduti per la patria e sicuramente non dei disertori e che per questo non vanno dimenticati. È quindi importante per loro, ma anche per altri militari valorosi caduti in circostanze simili, continuare questo percorso di redenzione. Una commemorazione che fa onore a Cercivento che da sempre combatte per ricordare questi 4 alpini a cui, ora, viene riconosciuto quanto dovuto”. Anche il consigliere regionale del Patto per l’Autonomia, Giampaolo Bidoli, ha voluto dedicare qualche parola alla giornata: “Una giornata importante per la Regione oltre che per tutto il Paese e per questi 4 giovani a cui finalmente restituiamo la dignità che meritano. Dall’approvazione della nostra legge regionale in Consiglio, finalmente si celebra una giornata di festa, ancor di più perché quest’anno festeggiamo il 150.mo anniversario della costituzione del Corpo degli Alpini che sarà celebrato con l’arrivo della fiaccola della pace a Udine”.

Presente alla cerimonia anche l’onorevole carnico Renzo Tondo, che ha voluto riconoscere i giusti meriti a chi più ha combattuto affinché arrivasse questo riconoscimento: “Meglio tardi che mai – ha esordito l’onorevole Renzo Tondo -. Se siamo qua è grazie a quanto fatto da persone come Mario Gaetano Flora che hanno continuato con tenacia a battersi per raggiungere questo traguardo e per l’impegno profuso da Piero Mauro Zanin, presidente del Consiglio regionale, che politicamente su questa vicenda si è impegnato fino in fondo schierandosi a fianco all’Amministrazione comunale di Cercivento, senza piegarsi neanche nei momenti di oggettiva difficoltà. Infine, voglio ringraziare i soldati presenti e ricordare a tutti quanti noi, anche ai pacifisti di maniera, che l’Italia è il secondo Paese al mondo con presenze di truppe all’estero impegnate di missioni di pace. Per il raggiungimento di questo risultato, dobbiamo anche evidenziare il ruolo l’ex sottosegretario alla Giustizia, Franco Corleone, che si è battuto per tenere alta la memoria di questi fatti, contribuendo al raggiungimento del riconoscimento di questa giornata”. Valter Fracas, sindaco di Cercivento, ha ringraziato direttamente la regione: “Grazie alla Regione – ha dichiarato – passando la porta di questo luogo della memoria avevo il cuore più leggero perché la commemorazione rappresenta una vittoria per il Comune di Cercivento”.

A prendere la parola per primo, riassumendo la vicenda storica e ricordando anche i quattro alpini giustiziati, il pronipote di uno di essi, Mario Gaetano Flora, che ha voluto anche sottolineare come “i soldati morti in guerra sono sempre vittime innocenti, affermazione che rende ancora più drammatica e tragica la fine dei 4 alpini riabilitati grazie alla legge regionale. Soldati fucilati che non furono meno eroici dei loro commilitoni caduti in combattimento.”.
[E.R.]

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