30.5 C
Trieste
domenica, 14 Agosto 2022

Viaggio nelle periferie di Trieste: la street art come motore per un turismo alternativo

08.06.2022 –  13.02 – Immaginare un turismo diverso, lontano dai ritmi frenetici del centro cittadino e con uno sguardo al brio delle periferie, è possibile? Forse sì. Dei percorsi alternativi di interesse artistico-culturale a Trieste, da Melara fino a Valmaura, sono in realtà già mappati e fruibili; il progetto Chromopolis – la città del futuro lo sa bene. Dalla fine del 2017, avviato dal PAG (Progetto Area Giovani del Comune di Trieste), in collaborazione con altri enti e partner del comune di Ts (Microaree, UniTs) e  convenzioni con le scuole (EdilMaster), Chromopolis promuove la cultura della street art con l’obiettivo di riqualificare gli spazi cittadini, inseguendo le potenzialità delle periferie. Favorire un dialogo con la cittadinanza puntando sulla forza creativa della Urban Art è l’input da cui il progetto prende vita: le segnalazioni delle persone che abitano i luoghi nelle circoscrizioni sono fondamentali per individuare nuove aree da rigenerare. Da qui, poi, arriva la chiamata e il coinvolgimento di artisti nazionali e internazionali per la realizzazione dei murales: un messaggio per dare voce alla professionalità dei mestieri che vivono d’arte. 

Per scoprire un mondo triestino in divenire, e ancora troppo ignoto nelle sue sfumature, Melara è il posto giusto per iniziare: non più solo un “Alcatraz” (nomea triestina), ma uno spazio che si colora di vita durante la pandemia. Dall’estate 2021, sulla facciata del Palamelara, l’artista Federico Duse rende omaggio con un murales a Filippo Nava: talento della ginnastica artistica, scomparso per una malattia a soli 15 anni, appare disegnato in uno slancio vivace su uno sfondo ceruleo, un inno alla vita. 

L’itinerario prosegue nel vicino rione di Altura, all’interno dell’accogliente giardino pubblico (via Alpi Giulie): un luogo di relax per famiglie o anche solo per ammirare l’opera della street artist Chiara Pulselli, in arte Kiki Skipi. Il murale  I naviganti di sogni e di storie si concentra sulle protagoniste femminili delle fiabe per raccontare le storie di Cappuccetto Rosso, Alice nel Paese delle Meraviglie, Pinocchio, la Bella Addormentata e l’Elefante Dumbo: una lente d’ingrandimento sui cambiamenti sociali in corso. 

E se il fiatone non prende il sopravvento, da Altura a Borgo San Sergio, una camminata è d’obbligo per continuare con la verve artistica. All’orizzonte – in via Grego – si staglia la Casa dei Puffi, un “palazzone” abitato con una tonalità celeste inconfondibile. E proprio lì il murale “ImmaginAZIONE” di Sara e Davide Comelli – in collaborazione con Ater e Barcolana –  non passa inosservato: sulla facciata dell’edificio prende il volo una ragazzina, racchiusa tra cielo e mare in una danza a ritmo di Bora: una musica che Trieste conosce bene per definizione. 

Pochi metri più avanti, sempre nella zona di Borgo, la ricerca artistica si palesa con Jan Sedmak e la sua opera sul retro del mercato coperto di Piazza XXV Aprile. “Buon Compleanno Ernesto Nathan Rogers” è un omaggio alla nascita dell’omonimo architetto e urbanista triestino, nonchè progettista – nel 1957 – dello stesso quartiere in cui è stato realizzato il murales: un ricordo alla “città satellite” che mirava al benessere comunitario, alla forza delle relazioni e ad un efficace sistema di trasporti per il centro. Dal disegno di un filo bianco che unisce e ripercorre diversi spaccati di vita quotidiana, l’illustratore grafico restituisce contrasti visivi di forte impatto – dal nero ardesia dello sfondo alle figure vivide e stilizzate del racconto: un vissuto intimo a simbolo della storia collettiva di un quartiere.  

Il viaggio itinerante nella street art triestina prosegue nella cornice del rione di Valmaura: un percorso circolare a regola d’arte intorno al Palazzetto dello Sport. Emblematico è, infatti, il lavoro di 4 artisti under 30 (Noyes, Tea Jurišić, Kiki Skipi, r_a_c_h_i_t_i_c_o) nel progetto corale “See the Sea”: una metafora esplicita della bellezza adriatica su cui si affaccia il capoluogo giuliano.  Dal forte imprinting culturale è, invece, il murale “Writers on writing” – realizzato in occasione del Bloomsday (giugno 2018) per rivitalizzare l’opera “Ulysses”di James Joyce –  grazie ai consigli del curatore del Museo Joyce Museum, Riccardo Cepach. L’aroma del “capo in b”  ritorna ancora per descrivere l’essenza di Trieste nell’opera “Riflesso” di Matteo Rota su Piazzale Valmaura: protagonista è una figura elegante dal volto coperto con uno specchio riflesso su una città poliedrica, divisa tra mare e verdi sentieri.

La camminata intorno al palazzetto è agli sgoccioli, ma girando l’angolo – al capolinea “della 8”- , di fronte alla corriera che riporta al centro città, brilla una parete trafitta dai raggi del sole. E’ Stefano Furlan sul murale, quel mulet che amava la Triestina, e che si è trovato in una scena di violenza da cui non è più tornato, nel giorno del derby di Coppa Italia tra la Triestina e l’Udinese (‘84). Il sorriso ammezzato del suo volto, reso dagli artisti Caktus e Maria_Kaleidos, è ben visibile nella golden hour, nell’attesa del ritorno in centro. 

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore