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lunedì, 27 Giugno 2022

TRIESTE.news, un 2022 di notizie. Cambio di direzione per cambiare assieme a voi

di Nicole Petrucci Roberto Srelz
06.06.2022 – 09.00 – Che cos’è TRIESTE.news?
Per essere sicuri di non smetter mai di stare al posto giusto e nel contesto giusto, ce lo chiediamo dal 2011, quando è nato – si chiamava ancora TriesteAllNews – per iniziare la crescita che l’ha portato dov’è oggi. In questo cammino, si è arricchito dei supplementi Udine.news e Gorizia.news, con la nascita del network FVG.news, e di Pordenone.news, stringendo una forte collaborazione con Maurizio Pertegato e Pordenoneoggi.it. Quale fosse, o quale sarebbe dovuta essere, la nostra identità è una domanda che ci ha accompagnato in questi anni durante il nostro percorso di crescita. E forse, è stato proprio questo continuo interrogarsi che ci ha permesso di definirci, e trasformarci, in quello che siamo oggi. Nel momento in cui cerco di mettere assieme gli attimi più importanti di questi quasi cinque anni trascorsi nel ruolo di direttore responsabile, che lascio con piacere e con orgoglio, decido di fermarmi: ci sarebbe così tanto di cui parlare, così tante cose da ricordare e da tenere presenti; non ultime la pandemia, la guerra. Cambio strada, allora, perché non è di questo che voglio parlare, ma del lavoro che facciamo ogni giorno.

L’immagine tradizionale del giornalista era quella di una figura, poche volte una stella e molto più spesso dietro le quinte, che serviva da fonte indipendente di notizie: una donna o un uomo o tutt’e due assieme impegnati nel tentativo di dare al lettore un’informazione obiettiva e basata sui fatti. Accanto a loro si muovevano l’editore e pochi opinionisti, che attorno a quella notizia cercano di costruire un contesto e un’idea, arrivando fino alla politica. L’accesso alle nuove tecnologie ha portato, dopo il Duemila, alla proliferazione di cittadini giornalisti, dando vita al movimento del “citizen journalism” , il giornalismo partecipativo al quale ciascun cittadino contribuisce; proprio anche di testate locali: in Italia ha fatto scuola il network Citynews, che accoglie, localmente, Triesteprima. Hanno iniziato poi a scrivere e a comunicare gli attivisti, più interessati ai punti di vista e alle sensazioni che alla notizia ma comunque coinvolti nella promozione di informazioni tagliate nel modo corretto e appropriato. Poco dopo è esplosa l’era dei Social network e costruendo il suo successo proprio su elementi tipici anche del giornalismo partecipativo, trasformandoli però in maniera negativa, ci ha portati ancora più avanti: alla veicolazione immediata, e massiccia, di informazioni senza controllo, spesso semplicemente sbagliate e più spesso costruite ad arte (le “fake news”). Informazioni che Internet, in un momento, fa diventare virali senza nessuna verifica dei fatti e senza lavoro editoriale. Questa capacità di comunicazione e questa competizione estrema hanno rivoluzionato il nostro lavoro: i professionisti dell’informazione operano oggi in un modo che per un giornalista del Novecento, secolo nel quale il concetto dell’informazione generalista e a disposizione di tutti si è sviluppato, sarebbe inconcepibile, così come inafferrabile risulterebbe per un giornalista televisivo degli anni Ottanta, abituato a muoversi in quel mondo che, trent’anni prima, aveva di fatto soppiantato il giornale di carta nelle preferenze del pubblico. Oggi il pezzo giornalistico nasce su uno smartphone, e la redazione vera e propria non c’è quasi più. Molte notizie (le più semplici, come il traffico, il meteo e la cronaca degli eventi e appuntamenti, in particolare nel giornalismo partecipativo) sono scritte da software; è il giornalista stesso a fare il fotografo e a realizzare anche il video e la diretta Social, grazie a strumenti tecnici in grado di produrre contenuti di qualità elevata. Il giornalista usa Twitter, Instagram, Facebook, LinkedIn e i loro correlati, e deve restare sempre attento al destino di quello che pubblica, a dove va a finire e a che cosa resta poi a quella notizia attaccato perché un commento inappropriato, un errore di valutazione, un’immagine poco opportuna potrebbero avere enormi conseguenze. Il giornale di carta, ormai, si trova solo al bar: il tempo per leggerlo, quello di un caffè: lasciare che alle notizie, su Internet, si potesse accedere gratuitamente, è stato un errore, ed è stato questo il motivo? È una domanda ricorrente: c’è chi pensa di sì, e chi di no – noi pensiamo di no, soprattutto perché immaginare qualcosa di diverso non è realistico. Tornare indietro, e riprendere con gli abbonamenti e le notizie accessibili a pagamento, è impossibile, anche se c’è chi ci prova: i numeri non lo confortano e restringendo le platee si finisce per spingere il lettore sui blog e di nuovo sui Social network, verso l’informazione parallela e le fake news. Oggi, nel mondo e Social network esclusi, ci sono quasi due miliardi di siti Internet attivi; ciascuno di essi può essere una fonte d’informazione, e chiudersi dietro ai 2 euro d’abbonamento non è una soluzione. Ecco perché per TRIESTE.news è il momento di cambiare ancora, e di fare un nuovo passo avanti, diventando completamente una nativa digitale che accoglie fra i suoi responsabili e collaboratori la nuova direttrice. Senza rinunciare all’esperienza di chi ha vissuto appieno quegli anni di transizione in cui l’entusiasmo era grande, ma un sito Internet non riusciva a esser altro che una specie di elenco delle pagine gialle: un posto per pochi eletti in cui si metteva solo un nome, un indirizzo e un numero di telefono. Il passato del giornalismo non può tornare.

È di questo mondo digitale velocissimo, che non si ferma mai eppure può essere raccontato anche in modo più lento e ragionato, che da questa primavera 2022, come direttrice responsabile, ho raccolto la sfida. Tracciare una linea fra la necessità di pubblicare una notizia al momento giusto e quella di doverlo fare nel modo giusto è spesso molto difficile: lo si fa incrociando informazioni provenienti da più fonti, facendo una telefonata, confrontando più testi e soffermandosi per qualche minuto in più cercando di catturare il senso di una notizia, quando senso c’è. È il sito Internet, quello del nostro giornale, e non i Social network o gli aggregatori d’informazioni la destinazione verso la quale indirizziamo i lettori: potremmo immaginarci come una nave che a bordo ha un carico sicuro, e che non ha difficoltà, o timori, a navigare assieme agli altri e fra gli altri nel mare dell’informazione, restando sempre ben riconoscibile. TRIESTE.news, il magazine che esce ogni giorno, è una testata che cresce con i suoi collaboratori: potremmo riassumerlo così, e sarebbe comunque riduttivo. Nel 2018, gli editori che avevano rilevato la testata precedente hanno dato a un nuovo gruppo di ragazzi e ragazze le chiavi, le istruzioni per mettere in moto e una direzione: chi ancora all’università, chi già con un piede nel mondo del giornalismo, chi lo conosceva solo da fuori. A unirli, una comunità di intenti. Una necessità, quella di fare un’informazione che fosse in linea con i tempi che corrono e rispettasse i fondamenti della professione, nata prima di tutto in quanto noi stessi lettori. Approfondita e di qualità, come il vecchio cartaceo insegnava, ma smart, semplice e fruibile, come solo l’online sa essere. Un’informazione lenta, riportata al concetto di lavoro editoriale di redazione, che non ci mettesse in competizione con chi non vedevamo come un concorrente ma come un prezioso collaboratore. Adatta a tutti, che mettesse al primo posto ciò che un giornale ha di più prezioso: i suoi lettori. Ogni articolo, ogni rubrica, ogni approfondimento nascono dalla ferma volontà di informare chi legge, partendo da ciò che noi, in primo luogo in quanto noi stessi lettori, ci aspetteremmo di trovare sulle pagine (in questo caso web) di un quotidiano: la trasparenza, la certezza – e la verificabilità – delle fonti, l’oggettività e l’imparzialità. Punti di riferimento che hanno fatto da contraltare al dinamismo che ha contraddistinto la testata negli anni. Dal 2018 a oggi siamo cresciuti e a forte velocità: è cresciuto il pubblico, è cresciuto il team, anno dopo anno. Il denominatore comune di chi collabora oggi alla testata e contribuisce ogni giorno a renderla ciò che è, è che fin dal primo momento ha creduto e abbracciato il progetto, contribuendo alla sua crescita. Oggi, dal nuovo ufficio di via del Coroneo a Trieste, pur guardandoci indietro con piacere, siamo consapevoli che il percorso davanti è ancora lungo. Quelli di oggi sono tempi di cambiamento: prima il Covid, oggi la guerra, domani chissà. Noi da questo abbiamo provato a trarne il meglio, adattandoci a una realtà mutata in pochissimo tempo, cambiando il nostro modo di fare informazione, cercando di raccontarla ai nostri lettori e comprenderla al contempo assieme a loro. La nuova direzione, che passa da Roberto Srelz a Nicole Petrucci, è una scelta che va in continuità con lo spirito che da sempre ha contraddistinto il giornale e i suoi editori: così come i suoi collaboratori, quella di TRIESTE.news è una direzione che cresce e si forma con esso. Accogliendo questa nuova sfida si vogliono raccogliere i frutti seminati fino ad ora: cambia la direzione, quindi, ma non cambia l’obiettivo, che rimane lo stesso, quello di crescere assieme, raccontando al meglio la nostra contemporaneità e il nostro territorio, al servizio dei nostri lettori.

[Roberto Srelz prosegue la collaborazione con TRIESTE.news come editorialista, dedicandosi allo stesso tempo alla nuova nata del Veneto, veneziaorientale.news]

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