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venerdì, 9 Dicembre 2022

Referendum del 12 giugno, 2 no e 3 sì per Fratelli d’Italia. “Andare a votare è importante”

09.06.2022 – 12.47 – Nel referendum sulla giustizia di questa domenica 12 giugno, due “no”, sui primi due quesiti (la scheda 1 e la 2) e 3 “sì” per (sulla 3, 4 e 5) per Fratelli d’Italia. È la posizione motivata nei particolari ed espressa con chiarezza da Fratelli d’Italia Trieste nell’incontro di questa mattina con la stampa, presenti Maurizio De Blasio, Claudio Giacomelli, Elisa Lodi e Nicole Matteoni. “Oggi siamo qui con me, con il vice segretario provinciale Nicole Matteoni, con il responsabile organizzativo Maurizio De Blasio e con l’avvocato Elisa Lodi in rappresentanza di quel mondo delle professioni che guarda a Fratelli d’Italia, non come consiglieri comunali”, ha sottolineato Giacomelli. “Fratelli d’Italia”, ha poi spiegato, “non fa quello che fanno gli altri, ovvero dire ‘5 si’ o 5 no’. Giorgia Meloni è entrata nel merito dei quesiti, spiegandone il perché e la motivazione della scelta, per fare quello che serve alla giustizia italiana”.

Netta la posizione di Fratelli d’Italia sul primo quesito, che porterebbe, in caso di ‘no’, all’abrogazione della legge Severino. “Noi voteremo contro l’abolizione della legge; un ‘no’ sul primo quesito, quindi”, così Giacomelli. “La giustizia in Italia ha bisogno di profonde riforme; anche Fratelli d’Italia ritiene che l’incandidabilità e la decadenza di una persona per una sentenza di primo grado si presti a strumentalizzazioni. Pensiamo però che la legge Severino vada riformata, ma non abolita: la legge attuale, per quanto riguarda la moralizzazione e pulizia della politica, ha una sua funzione legata alle sentenze in via definitiva. La sua abolizione porterebbe a situazioni estremamente complesse; la parola deve quindi andare al Parlamento per la modifica”, ma la legge deve restare. Della stessa opinione è De Blasio che ha poi spiegato come un’analoga situazione si verifichi per il secondo quesito, quello per la modifica dei limiti di custodia cautelare: il partito è quindi per il ‘no’. “L’abolizione del testo sulla custodia cautelare creerebbe un vuoto che impedirebbe di agire con maggiore efficacia verso reati come quelli contro il patrimonio o lo spaccio di droga”. Fratelli d’Italia ha richiamato l’attenzione sui furti in casa, ad esempio, e sulle truffe agli anziani; “le statistiche dicono che le truffe nei confronti degli anziani, e nell’ultimo periodo quelle informatiche in particolare, crescono in modo molto forte”.

Tre sì all’abrogazione invece, secondo Fratelli d’Italia, per i tre rimanenti quesiti. Sulla separazione delle carriere, spiega Elisa Lodi, “Il referendum è abrogativo. Sulla separazione delle carriere dei magistrati Fratelli d’Italia sostiene che, al di là del titolo, si tratti di separazione delle funzioni e un sistema che preveda percorsi diversi è quello che riteniamo il più giusto, un passo in avanti e l’inizio di un percorso sostanzialmente corretto. Il percorso corretto è quello di valutare la forma mentis che può avere un pubblico ministero nei confronti di un organismo giudicante, posizioni a volte inconciliabili. Chiediamo di votare sì. Anche sull’equa valutazione dei magistrati, chiediamo l’abolizione, quindi il sì al quesito. Vogliamo sia abrogata quella norma che impedisce di chiedere il voto sulla valutazione dei magistrati anche ai professori universitari e agli avvocati, rappresentati dal proprio ordine”. In conclusione, De Blasio ha ricordato che Fratelli d’Italia voterà sì anche sulla riforma del CSM, il Consiglio Superiore della Magistratura: “indichiamo il sì, l’abrogazione. Viviamo un’epoca di grandi e repentine trasformazioni e le istituzioni devono adeguarsi e orientarsi di più ai cittadini; va modificato anche l’apparato dello Stato. Con questo voto sottraiamo il CSM dalle correnti che finora hanno generato scandali e forte politicizzazione”. “Con la legge attuale”, ha ricordato Lodi, “per essere candidato al CSM un magistrato deve ottenere un certo numero di firme. Con questa modifica referendaria il magistrato potrà candidarsi senza una raccolta di firme che lo sostenga, meccanismo attuale” che ha dimostrato i suoi limiti e le influenze”. Un appello al voto, in conclusione, quello di Nicole Matteoni, che ha ribadito l’importanza del raggiungimento del quorum: “Sono circa 70 i referendum che si sono svolti in Italia da quando è stata istituita la Repubblica; il quorum, in molte occasioni, non è stato raggiunto e lo strumento è stato svilito. È importante il voto ed è importante esprimere anche il dissenso. Andare a votare è sempre importante ed è questo il messaggio che come Fratelli d’Italia vogliamo lanciare. La democrazia è qualcosa che si conquista quotidianamente”.

[r.s.]

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Roberto Srelz
Roberto Srelzhttps://trieste.news
Giornalista iscritto all'Ordine del Friuli Venezia Giulia

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