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lunedì, 27 Giugno 2022

Amianto: a che punto è la situazione in Italia?

23.06.2022 – 12.00 – Quest’anno in Italia si toccano i 30 anni di messa al bando dell’amianto, grazie a una delle normative di legge più precoci al mondo in tema di prevenzione della salute pubblica.
La legge 257/1992, infatti, ha anticipato di 13 anni il divieto alla produzione e al consumo di manufatti contenenti amianto emanato dall’Unione Europea, rendendo il nostro Paese all’avanguardia nel campo dello smaltimento di questo materiale dannoso per la salute.
Ovviamente, c’è ancora tanto da fare per rimuovere tutto l’amianto ancora presente negli edifici residenziali, pubblici e aziendali, considerando che secondo il CNR sarebbero circa 32 milioni le tonnellate di materiale da bonificare.
Nel frattempo, l’UE ha fissato al 1° luglio 2025 il termine ultimo per la completa eliminazione dell’amianto attraverso il Regolamento UE 2016/1005, perciò sarà necessario accelerare nella rimozione dei manufatti pericolosi ancora presenti.

Che cos’è l’amianto e perché è pericoloso per la salute?
Nel dettaglio, l’amianto è un composto formato da una serie di minerali silicatici fibrosi, i quali presentano delle caratteristiche specifiche molto apprezzate in ambito edilizio e non solo, come un’elevata resistenza agli agenti chimici, fisici e alla trazione, oltre ad essere semplici da lavorare.
Questi aspetti resero tali materiali molto utilizzati in passato per la realizzazione di manufatti e prodotti, come coperture in Eternit o fibrocemento, lastre ondulate, tubazioni domestiche e industriali, pavimenti in vinile e canne fumarie.

Fino agli anni 90 l’Italia è stato uno dei maggiori produttori di amianto a livello globale, un primato dovuto soprattutto alla grande cava di Balangero considerata l’impianto di estrazione più importante d’Europa, produzione nazionale che è stata interrotta nel 1992 con la legge 257/1992.
Il problema di questi materiali è legato alla pericolosità delle microscopiche fibre dell’amianto, la cui grandezza è nell’ordine di 2-3 micron, ovvero circa 40 volte inferiore a quella di un capello. Per questo, quando i manufatti sono perfettamente integri non esistono particolari rischi per la salute.
Tuttavia, i processi di lavorazione, il degrado dei materiali e qualsiasi intervento che comporti la manomissione del rivestimento, causano la dispersione di queste fibre e la loro inalazione all’interno dell’apparato respiratorio.
Fonte: “amianto cos’è” a cura di mosaikosrl.net.

Gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità sugli effetti dell’amianto sulla salute
Secondo l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), soltanto nel periodo 2010/2016, quindi dopo oltre 18 anni dalla messa al bando, sono stati rilevati 4.400 decessi riconducibili a patologie provocate dall’esposizione all’amianto.
Tra le malattie che possono essere causate da questo materiale ci sono il mesotelioma maligno, l’asbestosi, il tumore polmonare e il tumore ovarico. Inoltre, l’ISS indica come la maggior parte dei mesoteliomi sia legata all’esposizione all’amianto avvenuta in ambito lavorativo, situazione monitorata dall’INAIL a partire dal 2022 attraverso il ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi).

Dov’è presente l’amianto e come si smaltisce
Il largo impiego dell’amianto per la realizzazione di numerose tipologie di prodotti, soprattutto coperture per edifici e tubazioni, lo rende presente in tantissimi luoghi pubblici e privati.
Questo materiale si trova all’interno di alcuni mezzi di trasporto, ad esempio nella coibentazione di navi e treni, oppure in alcune componenti come i freni, le guarnizioni e gli schermi parafiamma. L’amianto è stato largamente utilizzato nel campo industriale, per esempio come isolante termico e materiale fonoassorbente.
Una delle applicazioni più diffuse è quella edilizia, dove l’amianto si trova nelle coperture, nei rivestimenti per incrementarne la resistenza al fuoco, in alcuni pannelli per le controsoffittature e nei sottofondi dei pavimenti in linoleum.

In ambito domestico, l’amianto può essere presente in alcuni vecchi elettrodomestici come stufe e forni, nelle prese della corrente e nei guanti da forno. Il materiale è stato impiegato in edifici residenziali, fabbricati industriali, scuole, cinema, chiese, carrozze ferroviarie, centrali elettriche e perfino ospedali.
L’unica soluzione in queste circostanze è rivolgersi a una ditta autorizzata, per procedere con la rimozione dell’amianto e il suo smaltimento presso centri specializzati. Si tratta dell’unico metodo definitivo per la risoluzione del problema, in quanto alternative come l’incapsulamento e il confinamento sono solo degli interventi temporanei.
Naturalmente, è essenziale affidarsi appena ad aziende qualificate e abilitate a questo tipo di operazioni, per garantire che l’amianto sia tolto in modo sicuro e smaltito senza danneggiare l’ambiente e le risorse naturali.

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