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mercoledì, 10 Agosto 2022

L’Units partecipa alla ricerca “Ecosistema Innovazione iNEST”

18.06.2022 – 10.30 – Siglata all’Università di Padova la costituzione del Consorzio “Ecosistema Innovazione iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem” per la realizzazione del programma di ricerca in qualità di ecosistema dell’innovazione nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza che l’ha finanziato con 110 milioni di euro.
Il Consorzio – che vede nell’Università di Padova l’Ente fondatore proponente – è finalizzato ad estendere i benefici delle tecnologie digitali alle principali aree di specializzazione del Triveneto (Friuli –Venezia Giulia, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano), creando così nel Nord-Est una rete capillare in grado di potenziare le tecnologie digitali nell’ambito dei settori industriale-manifatturiero, agricoltura, mare, montagna, edilizia, turismo, cultura, salute e cibo.
È costituito da 11 soci fondatori (Enti Costituenti), 9 università e due enti: Università di Padova, Università di Verona, Università Ca’ Foscari di Venezia, IUAV di Venezia, Università di Trento, Università di Bolzano, Università di Udine, Università di Trieste, SISSA di Trieste; dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e dall’Istituto Nazionale di oceanografia e di Geofisica Sperimentale OGS. Presidente nominato il prof Franco Bonollo, docente del Dipartimento di Tecnica e gestione dei sistemi industriali dell’Università di Padova.

Di durata decennale dall’atto della sua costituzione, realizzerà il programma di ricerca attraverso una struttura formata da un Hub e da Spoke. L’Hub (Università di Padova) rappresenta il referente unico per l’attuazione del Programma di Ricerca dell’Ecosistema dell’Innovazione, riceve le agevolazioni concesse per la realizzazione del Programma, verifica e trasmette al MUR la rendicontazione delle attività svolte dagli Spoke, ovvero dai soggetti esecutori presso i quali sono localizzate le attrezzature e sono svolte le attività di ricerca. La costituzione del Consorzio iNEST segna l’avvio di un’iniziativa importante per il Nordest, che rafforza i legami esistenti tra il territorio e il mondo della ricerca pubblica e privata. Il Nordest è caratterizzato da una pluralità di vocazioni che è necessario sostenere in una visione integrata per garantirne la più piena espressione, e nel nascente ecosistema, il fattore integrante è il “filo digitale” che non solo lega le tematiche che caratterizzano le attività dei 9 Spoke, ma può svolgere anche un ruolo importante nel combattere la tendenza alla frammentazione che spesso caratterizza sistemi produttivi e sociali fortemente policentrici. L’importante finanziamento del progetto da parte del Pnrr premia anche la dimensione ultra regionale dell’iniziativa, a testimonianza che muovendosi assieme si può essere più efficaci nell’affrontare le sfide impegnative che ci aspettano per implementare la transizione digitale in un’ottica di sostenibilità economica e ambientale e di impatto sociale sul territorio.

“Università, enti di ricerca e il loro territorio insieme, sulla stessa lunghezza d’onda, per dare sempre più concretezza a proposte innovative – afferma Daniela Mapelli, rettrice dell’Università di Padova –. Il Consorzio che abbiamo costituito è, mi permetto di dire, un’ottima risposta ad uno dei punti di sviluppo principali previsti dal PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ed è soprattutto una risposta unitaria, che vede partecipare attivamente nove università e due enti di ricerca nordestini e non solo: uno dei principali obiettivi è infatti realizzare progetti con il coinvolgimento delle aziende del territorio. Veneto, Friuli-Venezia Giulia, province autonome di Trento e Bolzano formano così un ecosistema che punta al potenziamento delle tecnologie digitali, mettendo a fattor comune peculiarità e competenze di ognuno dei partecipanti al Consorzio”.

“Siamo certi che le competenze multidisciplinari che caratterizzano l’Università di Trieste saranno un’importante risorsa per il Consorzio iNEST – ha aggiunto il rettore Roberto Di Lenarda – Il contributo uniTS coinvolgerà la maggior parte dei dipartimenti e metterà in campo la nostra professionalità nella gestione di progetti internazionali. Siamo certi che il Consorzio saprà trovare la giusta sintesi operativa tra le varie eccellenze presenti al suo interno. Il nostro ateneo, assieme agli altri partner, è chiamato infatti a dimostrare il ruolo centrale che gli enti scientifici e di ricerca possono e devono ricoprire nella rinascita del Paese”.

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