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domenica, 25 Settembre 2022

Un “matrimonio” che non s’ha da fare, direzione del Burlo contraria all’accorpamento in Asugi

11.06.2022 – 12.12 – Un unico dipartimento, che assorba l’Irccs Materno Infantile triestino all’interno di Asugi. L’ipotesi è stata paventata nei giorni scorsi durante un convegno organizzato da Uil e che trova il pieno dissenso del direttivo del Burlo Garofolo. Nessuna dietrologia, le motivazioni politiche non c’entrano e “non mi competono”, assicura il direttore generale Stefano Dorbolò; piuttosto è una questione di reputazione e direzione strategica. Preso atto delle decisioni del sindacato, in una lunga e dettagliata nota, il direttore generale Dorbolò spiega come pur rispettando il pensiero di tutti gli attori coinvolti “il mio è completamente antitetico. Del resto, ciò era evidentemente chiaro agli organizzatori nel momento in cui nel trattare il tema della salute materno infantile hanno invitato tutti i direttori della regione tranne quello dell’Istituto che costituisce il riferimento come hub regionale nel campo della sanità infantile. Il mio mandato – continua il direttore generale del Burlo – è quello di applicare le scelte della pianificazione regionale: il modello organizzativo disegnato dalla L.R. 22/2019 che ha previsto la strutturazione del Burlo in una sede diversa da quella istituzionale per le funzioni di pediatria e di ostetricia e ginecologia, al fine di avvicinare i suoi professionisti alle necessità delle mamme e dei bambini”.

E continua: “Un mandato chiaro che è quello di difendere l’autonomia e specificità dell’Istituto nel suo ruolo di riferimento regionale e nazionale come hub nell’area materno – infantile e come Irccs riconosciuto dal Ministero. La Regione – sottolinea Dorbolò – ha sempre salvaguardato l’autonomia del Burlo. L’Istituto ha una storia di 166 anni e da 54 ottiene periodicamente il riconoscimento ministeriale come Irccs. Questa direzione lavora per difendere il passato con la storia della pediatria di Trieste, il presente con la qualificata attività dei suoi professionisti e per creare le precondizioni di un futuro sviluppo. Si può davvero credere – chiede il direttore generale – che i decisori regionali non conoscano il modello che prevederebbe di fatto la riconduzione del Burlo a presidio di Asugi o a un suo Dipartimento? La verità – chiarisce con forza Dorbolò – è che nel momento delle scelte questa ipotesi è stata sempre rigettata. Non a caso, anche l’Assessore e Vicepresidente, Riccardi non ha mai parlato di questa operazione e mi risulta peraltro non essere stato presente all’incontro nel momento in cui è stato trattato questo argomento”.

“Ripeto – aggiunge – credo fortemente nel modello di integrazione previsto dalla nostra Legge Regionale che consentirà all’Istituto uno sviluppo e un riconoscimento ancora più ampio di quello che ha già, mantenendo la sua storica e autonoma identità. Le sinergie previste garantiranno percorsi clinico-assistenziali con migliore qualità e sicurezza delle cure erogate. E quando dico sinergie – conclude il direttore generale dell’Irccs – ribadisco che non azzereremo nessun virtuoso processo clinico assistenziale, in particolar modo riconoscendo l’eccellenza raggiunta a Monfalcone nei processi assistenziali territoriali delle professioni sanitarie che saranno valorizzate. In un sistema di tutela e di garanzia dei professionisti che potranno continuare a operare in un sistema multidisciplinare di confronto continuo”.

b.b

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