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mercoledì, 10 Agosto 2022

Casa dello studente, lavatrici e questioni di responsabilità

30.06.2022 – 10.38 – Un euro e novanta per il ciclo di lavaggio e uno e sessanta per l’asciugatura. Le lavanderie comuni della Casa dello studente di Trieste, Pordenone, Gorizia, Udine e Gemona del Friuli vengono convertite da gratuite a pagamento. Un servizio, quello della lavanderia, che prima era compreso nella retta degli studenti ospiti degli alloggi ARDiS (Udine esclusa, lì le lavatrici a gettoni ci sono già da qualche tempo); ora, questi, si trovano a dover far fronte a una spesa di venti euro al mese (stimando un solo ciclo di lavaggio e asciugatura a settimana). Si tratta di macchine di tipo industriale, con un carico maggiore rispetto alle vecchie lavasciuga e che, ora, comprendono anche interventi di manutenzione da parte della ditta vincitrice della gara. Perché si, c’è stata una gara. E, come riferito dagli studenti, nessun precedente confronto diretto con i rappresentanti. A dirla tutta quello delle lavatrici a pagamento era uno spettro che da mesi si aggirava tra i corridoi della Casa dello studente. Un detto non detto che è stato scoperchiato grazie alla sezione “amministrazione trasparente” del sito dell’ARDiS. L’Agenzia, con il decreto n°125/ARDISSTRIESTE del 31/01/2022, ha sottoscritto la concessione a una ditta di Prata di Pordenone “per una durata di 5 anni”, si legge sul documento, “per un canone di concessione pari all’11% del prezzo di ciascun ciclo di lavaggio/asciugatura applicato dalla Ditta agli studenti fruitori del servizio stesso”. ARDiS stima in “euro 133.385,00 oltre IVA” l’ammontare presunto complessivo derivante dagli introiti dell’uso delle dodici macchine lavatrici e dodici asciugatrici di proprietà dell’impresa, che saranno utilizzate dall’utenza residente negli studentati “senza oneri diretti a carico di ARDiS”, si legge ancora nella delibera. 

“È una cosa molto speciosa, della quale si lamentano solo a Trieste”, fa sapere Pierpaolo Olla, direttore generale di ARDiS. Dal canto proprio Olla vede nelle nuove macchine un’opportunità, da diversi punti di vista: in primo luogo le precedenti macchine non erano manutenzionate, con grande disagio degli studenti e  “complicazioni e costi amministrativi non indifferenti” per l’agenzia. Riguardo la spesa che gli studenti dovranno affrontare Olla spiega che “i costi sono assolutamente allineati a quelli applicati alle analoghe realtà che operano su livello nazionale, dove già da tempo, molto prima di noi, il servizio è a pagamento”; il prezzo è “compreso di detersivo”. Ma c’è di più. Questa, secondo la regione e la stessa ARDiS, può essere un’occasione. “Altro aspetto è quello relativo a garantire che non ci siamo indebiti consumi – fa presente il direttore generale Olla – Prima, essendo gratuite, c’era un utilizzo così, molto easy. In questa maniera abbiamo voluto anche responsabilizzare gli utenti. Per cui se c’è un piccolo sacrificio in termini economici da versare (gli studenti ndr.) lo fanno con la consapevolezza che forse anziché fare due lavaggi ne possono fare tranquillamente uno risparmiando elettricità, detersivo, acqua”. 

Ma non è solo questione di lavatrici. Lo scorso 6 aprile le studentesse e gli studenti universitari erano scesi in piazza. Un presidio organizzato dai rappresentanti degli studenti presso l’ARDiS, Alessandro Sicali e Davide Rotondaro, con i rappresentanti delle case dello studente di Trieste e Gorizia e gli attivisti delle liste Studenti in Movimento, Lista AutonomaMente e Link Trieste. In quell’occasione era stato lo stesso Alessandro Sicali ad ammettere come “il lavoro dell’Agenzia è senz’altro complesso ed è aggravato da anni di mancata manutenzione delle strutture, che le precedenti direzioni hanno perpetrato nonostante le puntuali segnalazioni degli studenti”. Un malcontento denunciato più volte dagli studenti, culminato con “l’installazione delle lavasciuga a pagamento, peraltro con prezzi superiori rispetto ad altre realtà italiane”, aveva detto Sicali. “Come rappresentanti ci aspettavamo un coinvolgimento formale nell’individuazione di una soluzione – si legge nella nota diramata la scorsa primavera – invece l’ARDiS ha deciso unilateralmente di affidare il servizio ad un gestore privato”. In altre parole, “la direzione ha deciso autonomamente di far gravare sui quasi mille residenti una spesa fino ad ora inclusa gratuitamente nella retta mensile”; una soluzione che, secondo i rappresentanti “mal si concilia con la missione di agevolare gli studenti privi di mezzi: riteniamo che la risposta corretta a questo tipo di difficoltà non sia una riduzione dei livelli di welfare, ma un maggiore impegno finanziario da parte dell’amministrazione regionale”. Come, ad esempio, un gettone da distribuire agli studenti per agevolarli nella spesa per la pulizia dei vestiti. 

Chiesto un commento all’assessore regionale all’educazione, Alessia Rosolen risponde a stretto giro, ricordando le risorse iniettate dalla regione per il diritto allo studio: “Mi sembra che la regione non abbia altro da fare se non educare, responsabilizzando”. La proposta del gettone “non mi pare un argomento – aggiunge Rosolen – visto che sul diritto allo studio universitario siamo passati da 11,5 milioni del 2019 ai 21 (se non di più) del 2022. Con ulteriori 3,6 milioni messi in campo a luglio”. 

mb.r

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