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sabato, 1 Ottobre 2022

Antimafia, audizione Noava a Udine: carenza di organico problema principale

07.06.2022 – 17.00 | Un aumento esponenziale del traffico di rifiuti, specie nel settore dell’edilizia che vive un boom grazie al superbonus. Il problema del controllo delle emissioni, quasi azzerate dopo la soppressione delle Province. Il business del traffico di animali da affezione, difficilissimo da controllare. E infine il problema dei fanghi da depurazione, che a volte arrivano da regioni lontane alimentando il sospetto che si tratti di prodotti tossici da smaltire. Sono queste le quattro emergenze segnalate da Claudio Freddi, ispettore capo del Nucleo operativo per le attività di vigilanza ambientale (in sigla Noava) del Corpo Forestale regionale, protagonista dell’audizione di oggi da parte dell’Osservatorio regionale antimafia (Ora) nella sede regionale di via Prefettura a Udine. Sotto la presidenza di Enrico Sbriglia e alla presenza degli altri componenti Ruggero Buciol, Barbara Clama e Lorenzo Pillinini, l’organismo di garanzia istituito dal Consiglio regionale ha voluto fare il punto sull’attività di chi è chiamato a contrastare gli illeciti in campo ambientale.

Il problema numero uno, emerso in tutti i capitoli della vasta disamina, è quello dell’organico, in quanto quello attuale non sarebbe sufficiente a svolgere un’adeguata attività di controllo. Prendiamo ad esempio il tema dei rifiuti in edilizia, che a volte contengono tracce di amianto legate alla demolizione di vecchi edifici e sono aumentati del 30 per cento con l’introduzione delle agevolazioni fiscali: in particolare dalle province di Trieste e Gorizia ci sarebbero – è stato detto – frequenti violazioni delle norme, aggirate con il trasporto dei rifiuti in Slovenia, dove vige una normativa diversa. E questo, come segnalano spesso le associazioni di categoria, innesca un problema di concorrenza sleale da parte di chi risparmia sugli oneri di legge. Più in generale, ci sono ogni giorno circa duemila trasporti in regione ed è crescente la percentuale di materiale che finisce all’estero: numeri impossibili da controllare. Analogo problema è stato segnalato per le emissioni, un tempo sottoposte alla vigilanza preventiva delle Polizie provinciali.

L’ispettore Freddi si è soffermato anche sul traffico di animali, da affezione ma anche da combattimento. Anche questo fenomeno è in crescita e difficile da controllare per carenza di personale specializzato, con complicazioni che riguardano ad esempio la difficoltà di trovare traduttori per interrogare gli autisti, spesso dell’est Europa. Per un furgone che fermiamo, probabilmente altri cento ne passano, è stata l’amara sintesi dell’ispettore capo del Noava. Infine, il problema dei fanghi da depurazione in agricoltura, sottoposti a una rigida disciplina in quanto esistono precisi limiti alla quantità di azoto su ciascun fondo, ma appetibili per gli agricoltori, che vengono pagati per riceverne e possono in questo modo integrare il reddito. Sono migliaia le particelle dichiarate in regione, ma alcuni anni fa – ha detto ancora l’ispettore capo del Noava – ci siamo accorti che molte di queste non corrispondevano. Non è però affatto facile dimostrare a posteriori che il fango era contaminato. Di certo, l’arrivo di camion da regioni lontane come Lombardia ed Emilia Romagna lascia aperto il sospetto che qualcuno voglia smaltire prodotti tossici. E anche in questo caso il problema è la carenza di personale in grado di svolgere i controlli.

Il vicepresidente Sbriglia e gli altri componenti dell’Ora hanno preso atto delle problematiche, ripromettendosi di svilupparle anche in successivi incontri per poter arrivare a una migliore sinergia tra i diversi soggetti istituzionali che si occupano di questi temi. L’Osservatorio ha infine dato il via libera a un nuovo tirocinio curricolare, in collaborazione con l’Università di Padova.
[c.s.]

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