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mercoledì, 7 Dicembre 2022

Zanin, per il futuro dell’Europa serve “Nuova stagione costituente”

12.05.2022 – 16.00 | C’è una parola di sei lettere che diventa di mese in mese sempre più importante: è l’Europa che ha affrontato la pandemia mostrando il suo volto solidale e riavvicinando molti di quelli che la percepivano come una fredda dispensatrice di regole burocratiche e finanziarie.  Un’Europa che ora si trova di fronte a una nuova emergenza, la guerra in Ucraina, potente spinta al cambiamento verso quella che la Presidenza del Consiglio regionale, invitata a Perugia al dibattito organizzato dall’assemblea legislativa dell’Umbria, ritiene debba diventare una stagione costituente. Nei saloni affrescati di Palazzo Cesaroni, a pochi metri da piazza Italia da dove si domina una buona fetta dell’Umbria, la massima carica dell’Assemblea legislativa Fvg – nel ruolo di vicecoordinatore e referente per le politiche europee della Conferenza che riunisce tutti i parlamenti regionali – ha voluto innanzitutto mettere in rilievo le ombre, e non solo le luci, della Conferenza sul futuro dell’Europa, in primis la scarsa attenzione riservata alle istituzioni e lo scarso coinvolgimento dei territori. Sempre secondo la Presidenza, la democrazia rappresentativa sarebbe stata volutamente sottodimensionata rispetto alla democrazia partecipativa, con il rischio evidente dell’uno vale uno e dell’emergere di istanze che mirano a soddisfare bisogni personali più che il bene comune.

Bisognerebbe invece – è il secondo punto toccato dal vicecoordinatore della Conferenza – rafforzare il ruolo della democrazia rappresentativa, capace di intercettare e di filtrare i bisogni dei cittadini. Servirebbe in questo senso un deciso rafforzamento del ruolo del Comitato delle Regioni, garantendo una sua partecipazione effettiva al processo decisionale europeo con nuove prerogative. In seno a questo Comitato rafforzato sarebbe importante potenziare i rapporti e le alleanze tra Regioni di Stati diversi in un’ottica davvero democratica, con decisioni prese a maggioranza, potente antidoto agli egoismi degli Stati nazionali. Ma per arrivare a questo risultato – terzo tassello del progettodi riforma tratteggiato dalla Presidenza – è necessaria la modifica dei Trattati europei in modo da arrivare a decisioni a maggioranza e non necessariamente all’unanimità, nel segno di una democrazia reale, in quanto viene  considerato insensato che Paesi anche molto piccoli possano bloccare le scelte esercitando il diritto di veto e alimentando il sovranismo. Del resto molti grandi Paesi europei, tra i quali l’Italia – è stato ancora detto a Perugia – desiderano questa riforma invocando un modello di federalismo pragmatico, come ha spiegato di recente il premier Mario Draghi. Questa novità consentirebbe di arrivare al quarto e ultimo obiettivo fondamentale, sempre secondo l’analisi della Presidenza. Un obiettivo che discende da pandemia e guerra in Ucraina, i due macro-avvenimenti che hanno mandato in soffitta  l’Europa burocratica e finanziaria cui si accennava prima. Bisognerebbe, in sintesi, costruire un’Europa più autonoma e autorevole rispetto alle grandi potenze geopolitiche come Cina, India, Russia e rispetto agli stessi Stati Uniti. L’Unione Europea dovrebbe in altre parole affrancarsi dalla sudditanza atlantica che oggi, secondo la massima carica consiliare che ha ribadito su questo tema una valutazione personale già espressa in altre occasioni, ci starebbe portando a perseguire interessi che non sono nostri. La Presidenza ha ribadito nel corso del dibattito la contrarietà all’invio delle armi in Ucraina, dal momento che l’Ue nasce per finalità di pace. La stessa autonomia andrebbe esercitata sui tavoli dell’economia, della politica energetica, della Difesa comune e della politica estera.

Prima dell’intervento della massima carica del Consiglio regionale Fvg, la vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria aveva riassunto i risultati dell’iniziativa consiliare che ha coinvolto i portatori di interesse e che si può sintetizzare nell’auspicio di un’Unione Europea reale volano di sviluppo economico e sociale, elemento facilitatore di sburocratizzazione e digitalizzazione, più attenta al benessere dei suoi cittadini. Nel portare i saluti della Giunta regionale, la Presidenza umbra ha centrato invece il suo intervento sul gap in termini di infrastrutture sofferto dalla regione del Centro Italia, invocando lo sviluppo di corridoi geografici non solo sull’asse nord-sud ma anche in senso orizzontale, con collegamenti veloci
tra i due mari. Prima dell’inizio dei lavori, la Presidenza del Cr Fvg aveva scambiato targhe e sigilli con le istituzioni regionali umbre. Hanno completato il dibattito gli interventi di Monica Puel, facilitatrice dei percorsi partecipativi nell’ambito dell’iniziativa L’Umbria per l’Europa, e dello specialista Giorgio Repetto, dell’Università di Perugia, che ha tracciato il quadro delle tante crisi europee, a partire dalla Brexit.
[c.s.]

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