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lunedì, 27 Giugno 2022

Spazio… relazione: sacrificarsi per amore

21.05.2022 – 09.30 – L’amore è sacrificio? Molte persone pensano che per stare in una relazione ci si deve privare della propria felicità personale e dei propri bisogni per ricevere amore, pensano che ognuno dei componenti della coppia debba rinunciare, o sforzarsi, per adattarsi alle richieste dell’altro partner.
Avete mai sentito di situazioni nelle quali l’uomo rinuncia a uscire con gli amici, in modo che la donna rimanga a casa e non esca con le amiche, perché potrebbe incontrare qualcuno migliore di lui? O di uomini che accompagnano la partner al cinema anche se odiano un film, in modo che lei lo lasci andare a pescare? Questi sono piccoli esempi di vita quotidiana che rappresentano bene quello di cui sto parlando. A volte la coppia è uno scambio di rinunce, somiglia a un contratto commerciale, che mira a far quadrare i conti dei bisogni e del tempo assieme. Pensate che questo sia il modo migliore per avere una relazione equilibrata, dove tutto è pesato e ogni azione ha un valore di scambio? Credete possa esistere e resistere un rapporto basato su questi presupposti? Quali sentimenti e che stati d’animo pensate possano suscitare in una coppia fondata su questi accordi? Secondo voi faranno da sfondo alla relazione appena descritta, felicità e serenità o frustrazione, pesantezza e recriminazione?

Esiste un modo diverso per intendere e vivere una relazione, che possa sviluppare gioia, senso di libertà, appagamento, accettazione, armonia. La logica sacrificale è quella che immagina che il sacrificio, la rinuncia, la finta accondiscendenza, siano dimostrazioni d’amore verso l’altro, che il partner ci apprezzerà e ci donerà amore se, e solo se, vedrà i nostri sforzi, le nostre privazioni fatte in nome suo. Questa è la logica del potere sull’altro, dell’ego, per cui ogni azione di rinuncia è una nota di credito, un bonus da far valere a discapito dell’altro, quando ne avremo bisogno. È la logica del ricatto emotivo, del dare per ricevere, una logica commerciale, bieca, la relazione diventa e si basa sull’amore condizionato del ti amo solo se tu… Finché stiamo in questa logica ogni cosa che pensiamo di donare prende il nome di rinuncia, di sofferenza di infelicità, mentre il dono vero è spontaneo, e non richiede nulla in cambio. L’azione o il comportamento possono essere gli stessi, ma il contenuto emotivo di chi fa il gesto e di chi lo riceve sono completamente diversi. Il dono si riconosce perché fa felice la persona da cui parte e chi lo accetta, la rinuncia invece crea lamentela, pretesa e accusa e avvelena la relazione, la uccide pian piano.

Se la coppia si lascia, e ha basato il rapporto sullo scambio tossico della rinuncia in cambio dell’amore, ci saranno molte recriminazioni del tipo “dopo tutto che ho fatto per lui, per lei, mi ha lasciato, quanta ingratitudine”, purtroppo la visione dell’amore come scambio di favori è molto radicata. Dobbiamo lavorare sull’accettazione dell’altra persona e permetterle di stare bene, di poter scegliere liberamente, di utilizzare l’egoismo sano che ci permette di tenere in considerazione i nostri bisogni nella cornice della relazione. Quando viviamo il nostro benessere, creiamo benessere anche intorno a noi. Quando sappiamo accettare l’altro, il partner non ha bisogno di fare rinunce o piegarsi alle nostre esigenze. Tra la scelta di uscire con gli amici, e rimanere a casa con la partner mantenendo l’attenzione e il pensiero alle risate degli amici al bar, cosa pensate abbia effetti migliori sulla relazione? La rinuncia a uscire, a vivere quello che è importante per noi, è dettata dalla paura di perdere l’oggetto d’amore, di perdere il partner se non saremo belli come si aspettano, gentili come si aspettano e servizievoli. Questo alimenta la colpa verso di noi e il risentimento che a lungo termine si rivolgerà anche verso i partner. Sentirsi accettati dall’altro, accolti e poter essere liberi di essere sé stessi è l’esperienza che io definirei essere amati, riuscire a fare lo stesso verso il partner significa saper amare fino in fondo, in modo incondizionato e senza giudizio.

Siamo responsabili delle azioni che mettiamo in atto nella coppia e nella scelta del partner da affiancare nella vita, se queste scelte non ci corrispondono, o sentiamo che l’altro si sta sacrificando per noi o che noi rinunciamo a noi stessi in favore del partner, meglio riflettere sul modo di stare in coppia e sulla funzione che la coppia ha per noi, cercando un aiuto qualificato. Come intendete voi la coppia? Vincoli e rinunce o accettazione e libertà? Un percorso di educazione alla relazione e di crescita. Come quelli che organizzo, porta dalla prima alla seconda situazione, aumentando il benessere di coppia.

Se queste parole vi hanno aiutato, e pensate possano essere utili a qualcuno condividete la rubrica! Scrivete pure le vostre domande, riflessioni, pensieri, esperienze in relazione che saranno trattate in forma anonima via mail a [email protected] o via WhatsApp al 3921805011 o come messaggio su Facebook e ti risponderò con gioia, la tua esperienza può essere spunto di crescita e riflessione anche per altri lettori.

[Il dott. Marco Folla è psicologo clinico di coppie, adulti, e adolescenti. Si dedica ad ambiti quali terapia di coppia, problemi di ansia, depressione, dei disturbi alimentari, anche maschili. Traduce libri di psicologia dall’inglese, è certificato analista transazionale. Ha ottenuto il diploma di terzo livello nella terapia di coppia con il metodo Gottman, terapia per superare i tradimenti nella relazione, è formato in Emi therapy (protocollo di riprogrammazione dei movimenti oculari EMDR in accordo con la terapia somatica), sul rischio suicidario e in DBR tecnica di riprocessamento del trauma di attaccamento dal punto di vista neurobiologico. Tiene corsi di mindful eating.] 

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