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mercoledì, 10 Agosto 2022

Quale futuro per il nucleare (sloveno)? Un dibattito al Revoltella

17.05.2022 – 08.30 – Quasi quarant’anni dopo il disastro Chernobyl una crisi energetica di approvvigionamento di gas dalla Russia, sempre legata suo malgrado all’Ucraina, sta riportando all’attenzione di governanti, tecnici e opinione pubblica europea la cosiddetta “opzione nucleare”.
In questo contesto s’inserisce la situazione della centrale di Krško in Slovenia, sita a pochi chilometri dal confine con la Croazia e a circa 140 km in linea d’aria da Trieste. Al futuro della centrale di Krško, che dopo il dissolvimento dell’ex Jugoslavia è stata fin qui co-gestita da Slovenia e Croazia, è dedicata una serata tra cinema e attualità, organizzata dalla Comunità Croata di Trieste – Hrvatska zajednica u Trstu.
Mercoledì 18 maggio alle 19, nell’Auditorium M. Sofianopulo del Museo Revoltella, verrà proposta in proiezione la terza parte del docufilm “Jedna, Jedina“ (“Una unica“), realizzato dal giornalista e produttore croato Dubravko Merlić. Della durata di poco meno di un’ora, questa terza parte dell’opera è quella più legata all’attualità e al dibattito in corso in Slovenia e Croazia, che inevitabilmente sta avendo eco anche nelle vicine Austria e Italia. L’uso del nucleare infatti è un tema caldo in tutt’Europa, che ha portato i vari Paesi a scelte di politica energetica anche completamente antitetiche. Si va dalla posizione della Francia, che ha continuato nella sua politica di sviluppo fino a raggiungere un livello di più del 70% della produzione di energia elettrica derivata dal nucleare, a quella di Italia (fin dal referendum sul nucleare del 1987) e Germania (dopo l’altro grande disastro nucleare, quello di Fukushima nel 2011), che hanno invece deciso di uscire completamente dal nucleare. Partendo dal fatto che la centrale di Krško è ormai giunta alla fine del suo ciclo produttivo e Slovenia e Croazia stanno decidendo se procedere o meno con dei lavori di ristrutturazione e ammodernamento per prolungarne l’attività, il documentario tenta di illustrare, attraverso una serie di interviste a politici, tecnici, rappresentanti di comitati e associazioni e abitanti del territorio, i vari scenari che questa scelta comporterà.

Dopo la proiezione del documentario (in lingua croata con sottotitoli in italiano) seguirà un dibattito dedicato al futuro della centrale nucleare di Krško e agli sviluppi del nucleare come fonte energetica in questo periodo di crisi. Moderato da Enzo D’Antona, giornalista e scrittore, già direttore de “Il Piccolo”, e introdotto dal presidente della Comunità Croata di Trieste Damir Murkovic, il dialogo vedrà la partecipazione dell’autore del docufilm, giornalista e produttore Dubravko Merlić; di Alessandro Bianchi, docente dell’Università di Bologna e ad di Nomisma Energia, società di ricerca settore energetico; di Guglielmo Cevolin, docente dell’Università di Udine, presidente di “Historia” ed esperto in geopolitica e comunicazione e di Livio Sirovich, ricercatore esperto in geofisica e rischi sismici e scrittore.

L’ingresso all’appuntamento è gratuito con prenotazione obbligatoria presso il Ticketpoint di Corso Italia 6 o la biglietteria online (https://biglietteria.ticketpoint-trieste.it/). Per seguire meglio il dibattito saranno disponibili, per coloro che ne faranno richiesta, ricevitori wi-fi con cuffiette monouso per la traduzione simultanea italiano-croato, da richiedersi all’ingresso della sala previa consegna di un documento d’identità.

[z.s.]

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