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giovedì, 6 Ottobre 2022

Omnibus, approvate anche misure sulla sanità

26.05.2022 – 19.00 | Rispondere alla carenza di personale sanitario – un problema che tocca tutte le regioni italiane, compreso il Friuli Venezia Giulia – con una serie di norme che consentiranno di stipulare contratti con laureati, medici in formazione specialistica e personale in quiescenza, e faciliteranno la scelta di sedi da mettere a disposizione dei medici. È questo l’obiettivo di una serie di emendamenti presentati stasera dalla Giunta, illustrati dal vicegovernatore con delega alla Salute e approvati all’unanimità dall’Aula. L’assessore competente ha spiegato che ci si muove su un terreno delicato in quanto si vanno a toccare anche competenze statali, confidando di superare le eventuali obiezioni che dovessero arrivare dai ministeri. Ma su questo tema il tavolo tecnico delle Regioni, compattamente e al di là di ogni distinzione di schieramento politico, ha fatto una serie di richieste allo Stato, ed è proprio su queste basi che la Giunta del Fvg ha predisposto le nuove norme, consapevole della situazione emergenziale in cui ci troviamo.

Concretamente, uno degli emendamenti (97ter) dispone che le Aziende sanitarie collaborino con i Comuni per individuare e mettere a disposizione sedi idonee ai medici di medicina generale, cercando in questo modo di mantenere un presidio sanitario nei territori più disagiati: accolto il suggerimento del Pd di privilegiare i Comuni in cui ci siano posizioni non coperte. Le stesse Aziende sanitarie potranno anche riconoscere la priorità di scelta, in fase di trasferimento, ai medici che hanno accettato incarichi in zone rimaste carenti per almeno due anni consecutivi, restando poi in tali zone per un minimo di 4 anni. Ancora più rilevanti le conseguenze pratiche dell’emendamento 97quinquies: al primo comma è prevista, per i servizi di emergenza-urgenza, la possibilità per gli enti del servizio sanitario regionale di conferire – in via eccezionale, fino al 31 dicembre 2023 – incarichi individuali con contratto di lavoro autonomo a laureati in medicina e chirurgia abilitati, medici in formazione specialistica del primo e secondo anno di corso, personale medico in quiescenza. Accolta anche in questo caso una proposta del Pd, quella di elevare a 80 euro il compenso lordo orario per i medici pensionati, mentre le altre due categorie potranno ricevere 50 euro all’ora. Lo stesso emendamento prevede la limitazione al ricorso alle esternalizzazioni e misure contro la fuga verso la sanità privata, autorizzando la Regione a destinare le risorse aggiuntive  all’incremento dei fondi contrattuali deputati al trattamento accessorio del personale.

Approvati a maggioranza gli altri emendamenti in materia sanitaria, che avevano per oggetto la diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento – da attuare entro 6 mesi nelle strutture pubbliche o, in caso di sforamento dei tempi, a carico di specialisti o strutture accreditate – e la riqualificazione del comprensorio di Sant’Osvaldo a Udine, con gestione affidata all’Asufc in quanto titolare della proprietà. Quest’ultimo progetto è stato al centro di numerose richieste di chiarimento da parte di M5S, Pd, Gruppo Misto, che hanno lamentanto in sostanza la lentezza dei tempi procedurali. Via libera infine anche a una ridefinizione lessicale dei termini usati nella legge 10 del 1988, con la sostituzione delle parole “minorati” e “handicappati”.
[c.s.]

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