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venerdì, 12 Agosto 2022

Supermercati, inflazione e caro prezzi. Fabio Bosco: “Difficile lasciarsi crisi alle spalle”

04.05.2022 – 11.12 – Rincaro dei prezzi dell’energia, delle materie prime, aumento delle spese e inflazione. Le famiglie italiane cercano di far fronte al caro bollette e, al contempo, cercano di far quadrare il bilancio familiare. Vale anche per le imprese, per le quali il caro prezzi pesa sui bilanci ma, come spesso accade, la vera sfida sta nel sapere come reagire. È il caso della catena di supermercati Bosco di Trieste: efficientamento energetico per contenere i costi, continuando a investire, e particolare attenzione non solo al bilancio aziendale ma, soprattutto, al cliente. Secondo Fabio Bosco, imprenditore e titolare dell’omonima catena di supermercati a conduzione familiare, il segreto è evitare a tutti i costi la speculazione e, al tempo stesso, risparmiare dove possibile senza rinunciare alla qualità, che da ormai 142 anni contraddistingue i supermercati Bosco. 

Dott. Bosco, come state affrontando questo difficile periodo per imprenditori e famiglie? 

La mancanza delle materie prime ha creato tutta una serie di difficoltà: un’esplosione nei prezzi dell’energia e nella produzione di attrezzature. Noi lo abbiamo rilevato con i lavori previsti per il rinnovo del punto vendita di via Franca, non solo un aumento dei prezzi delle materie prime, come il ferro o le componenti elettroniche, ma soprattutto la mancanza delle stesse. La pandemia aveva portato alla deflazione mentre con la guerra, poi, c’è stato quasi un recupero accelerato negli incrementi dei prezzi. Sia per noi che per la clientela. 

Di che percentuale di incremento parliamo?

Solo per l’energia elettrica, con un costo triplicato, l’inflazione incide sui prezzi per un +1,2%. Il resto dell’incremento, che anche noi subiamo, dipende dai fornitori e facilmente si arriva ai valori indicati dal’Istat, tra il 5% e il 7%. Detto questo, quando i prezzi aumentano è purtroppo inevitabile il disagio per il cliente. 

I primi mesi del 2022 come sono andati?

Per noi è andata bene. Prendiamo in considerazione il punto vendita di piazza Goldoni, la nostra cartina al tornasole. Nello specifico: è proprio quel punto vendita ad aver registrato un calo delle presenze, poiché posizionato nel centro cittadino, evitato durante la pandemia dal pubblico per comprensibili paure e disagi alla circolazione dovuti al lockdown. Negli altri sette supermercati rionali della catena Bosco, invece, c’è stato un incremento. Mentre nel 2020 si registrava una supervalutazione degli incassi, nel 2021 il fenomeno è diminuito, mantenendo comunque incassi piuttosto elevati. Dopo l’iniziale “follia collettiva” ci si è assestati. Nel 2022 tutto si è stabilizzato ancor di più, ma sempre in misura superiore al 2019.

Avete notato delle differenze nelle abitudini dei clienti rispetto al periodo della pandemia?

Va distinto il cliente rionale da quello del centro. I rioni hanno registrato, soprattutto durante il lockdown, considerata la chiusura dei centri commerciali, un aumento negli incassi e della clientela. Nel marzo del 2020, sempre a causa delle chiusure dei grandi centri commerciali, abbiamo avuto un’esplosione delle vendite, tanto che l’incremento nei punti vendita rionali può essere definito irraggiungibile nei prossimi anni. Anche nei rioni, al secondo anno di pandemia, la clientela ha ormai consolidato l’abitudine di fare acquisti più elevati e meno frequenti.

Quali accorgimenti o strategie avete messo in atto per compensare questo cambio di abitudini?

La vendita online con la consegna a domicilio. Ci siamo adoperati anche con la Bottega Bosco su Amazon: 300 articoli del territorio che ci hanno stupito per la distribuzione. Le vendite su Amazon vanno tutte fuori città. I triestini che hanno nostalgia della città hanno iniziato ad acquistare. Oggi portiamo mille pacchi l’anno fuori Trieste con le vendite Amazon. Non ne possiamo trarre guadagno ora come ora, ma dobbiamo spingere e prepararci a una concorrenza online sempre più agguerrita. Fra dieci anni probabilmente porteremo la spesa con i droni. 

Bosco come seleziona i propri prodotti?

In quanto azienda a conduzione familiare assaggiamo e selezioniamo noi stessi i prodotti. La nostra attenzione è focalizzata sul territorio, sul quale continuiamo e continueremo a spingere: dalla pinza triestina, al vino, alla birra. Tutti i prodotti Bosco vengono da aziende della zona. 

Anche la selezione dei prodotti permette di rendere questa situazione più sostenibile per l’azienda e per il cliente?

Certo. E lavorando più duramente. Poi, ci vogliono trasparenza e vicinanza al cliente. 

 Fabio Bosco nasce a Trieste nel 1954, dopo gli studi scientifici si iscrive alla facoltà di economia e commercio. Si laurea con una tesi in Supermercati e Ipermercati, attività di famiglia che va avanti da ormai 142 anni. Assieme ai fratelli e ai figli è amministratore della catena triestina. 

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