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domenica, 25 Settembre 2022

Morte Boris Pahor, il cordoglio della Regione FVG

30.05.2022 – 12:00 – E’ giunta come un fulmine a cielo sereno, questa mattina, la notizia della scomparsa all’età di 108 anni dello scrittore ed insegnante triestino di cultura slovena, Boris Pahor, diffusa da Slovenian Press Agency, nota agenzia di stampa della vicina Repubblica. Nato a Trieste nel 1913, sotto l’impero austro-ungarico, a sette anni assistette all’incendio del Narodni dom, sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste. Fu un’esperienza, che lo segnò per tutta la vita e che spesso affiora nei suoi romanzi e racconti. Pahor, è annoverato tra le figure letterarie che più hanno vissuto e raccontato drammaticamente il trauma della negazione forzata dell’identità slovena, attuata dal regime fascista nell’area del territorio giuliano come le violenze squadriste, il divieto di parlare sloveno, la soppressione delle scuole e delle attività culturali e ricreative in tale lingua. Pertanto in mattinata, attraverso una nota, l’Amministrazione Regionale, per voce del suo Governatore, Massimiliano Fedriga, ha espresso il proprio cordoglio per la scomparsa dello scrittore il quale “ha trasformato la propria drammatica esperienza personale in testimonianza utile a comprendere le tragedie del Novecento”.

Parole di cordoglio sono poi giunte anche da parte del Consiglio Regionale il quale lo ha definito “un testimone straordinario del Novecento, che ne ha vissuto e raccontato tutte le tragedie, dall’odio etnico ai lager fino alla compressione della libertà esercitata dalle dittature”. “Pahor si è battuto da sempre – ha sottolineato la Presidenza – contro ogni discriminazione del “diverso”, lui che si considerava figlio di nessuno come il titolo della sua autobiografia. Fu perciò tenace difensore di lingua e cultura slovena duramente represse dal fascismo, testimone dei lager come racconta in Necropoli, aperto oppositore del regime comunista jugoslavo”. “Una coerenza – si legge nella nota diffusa dal Consiglio – che ha pagato per anni con l’emarginazione, tanto che i suoi libri hanno avuto fortuna prima all’estero che in Italia”.

“Un punto di riferimento non soltanto per la comunità slovena ma per l’intera Regione” – hanno sottolineato gli esponenti del Gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio Regionale -. “Ci lascia un uomo di cultura e un testimone della storia del Novecento, che nella sua lunga vita non ha mai fatto mancare lucidità e profondità di pensiero”.

“Con grande dolore abbiamo appreso della scomparsa di Boris Pahor, che per oltre un secolo è stato simbolo della lotta ai fascismi”. Così si è espresso in una nota il Consigliere Regionale di Open Sinistra FVG, Furio Honsell. “Fu vittima e testimone dei campi di sterminio a cui fu deportato per la sua attività partigiana. Ma è importante sottolineare anche il suo impegno a favore del diritto delle minoranze a utilizzare la propria lingua, contro le nazionalizzazioni e le regionalizzazioni violente che cercano di soffocarle. Il diritto di espressione in quella che si reputa la propria lingua, grazie a Pahor, è oggi riconosciuto come un diritto umano fondamentale” – ha concluso il Consigliere.

“Testimone in prima persona delle tragedie del Novecento, ha saputo raccontare gli orrori della Shoah e le discriminazioni verso le minoranze linguistiche trasfigurandoli in grande letteratura”. Così in una nota il Capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Moretuzzo, dove ha espresso il suo cordoglio per la scomparsa di Pahor, “strenuo oppositore dei totalitarismi, di cui ricorda l’impegno, sincero e coerente, a raccontare, soprattutto alle giovani generazioni, la sua verità sulla Storia”. “Ha frequentato a lungo scuole, circoli e associazioni di tutta Italia per mettere in guardia sul male che ha attraversato il Novecento e in difesa delle identità nazionali e culturali, profondamente convinto che il rispetto delle minoranze fosse il sale della democrazia” – ha concluso il Capogruppo del PPA.

“Oggi perdiamo un grande uomo di cultura, un intellettuale testimone importante delle vicende del secolo scorso e dei drammi della prima metà del Novecento, che ha saputo trasmettere e raccontare in maniera profonda e magistrale nei suoi romanzi, toccando il cuore e coscienze di molti. Lo afferma il capogruppo del Partito Democratco in Consiglio Regionale FVG, Diego Moretti. “La sua voce autorevole, – ha continuato Moretti – non solo nella minoranza slovena in Italia, lascia un grande vuoto e una grande eredità culturale derivante dal suo essere stato testimone e vittima degli orrori causati dalle guerre e dalle ideologie totalitarie”.

(Notizia in aggiornamento)

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