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giovedì, 6 Ottobre 2022

La stanza dell’adolescente, riflesso dello spazio interiore. Telemaco risponde

18.05.2022 – 11.50 – Tutti abbiamo delle domande difficili, scomode da articolare, questioni che non sappiamo a chi porre, che non riusciamo a dire.
Telemaco risponde” è uno spazio in cui poterle mettere in parola, anonimamente, ricevendo una risposta cucita su misura.
È possibile contattare Telemaco Trieste, associazione formata da psicologhe e psicoterapeute che si occupa della clinica dell’infanzia e dell’adolescenza, all’indirizzo: [email protected]

Domanda: Buongiorno! Ho un quesito per voi. Ultimamente ho continue discussioni con mio figlio quindicenne perché la sua stanza è sempre un caos, ma non solo non la tiene in ordine nonostante glielo ripeta in continuazione, ma si rifiuta categoricamente che la pulisca io, non vuole che metta le mani fra le sue cose.

Risponde Lucia Becce per Telemaco Trieste: Cara mamma, grazie per aver introdotto questo argomento, sicuramente nella Top Three dei litigi famigliari insieme ai compiti e all’uso del cellulare. Negli anni ho assistito a diversi tentativi per far fronte al caos adolescenziale, dalle regole appese al frigo al baratto con la password del Wifi. A volte i genitori mi portano le “prove” di questo caos: foto di stanze dove ormai non si riconosce più il pavimento, armadi che traboccano di vestiti appallottolati e scrivanie in cui si accalcano gli oggetti più bizzarri (ma stranamente assenti libri e quaderni). Spesso i genitori sono frustrati e arrabbiati e vedono il disordine della camera come un affronto personale e una mancanza di rispetto. Forse in parte un po’ di sfida c’è, ma innanzitutto consideriamo il punto di vista dei ragazzi. Se il compito dell’adolescente è differenziarsi, quale modo migliore di farlo se non questo? Prova ne è che l’adolescente preferisce vivere nel “suo” caos, piuttosto che nella stanza tirata a lucido dalla madre, soprattutto se il costo è che metta mano alle sue cose…

Ci sono diversi aspetti da considerare. L’acquisizione dell’ordine e della gestione dei propri spazi va lavorato sin dall’infanzia, non a partire dall’adolescenza dove entrano in gioco altri fattori e dove può diventare terreno di scontro. Il secondo aspetto da considerare è chiederci come mai il disordine sia così frequente in adolescenza, tanto da apparire non tanto un sintomo individuale, ma un aspetto spesso trasversale nei ragazzi. Non possiamo dare un nesso causale, ma possiamo fare delle ipotesi. Innanzitutto il tempo adolescente è processo, non un punto di arrivo: un tempo in cui l’organizzazione del tempo e dello spazio devono essere acquisiti, non sono già innati. E per imparare bisogna attraversare un momento in cui questi aspetti sono lacunosi, se non francamente carenti. Non è la stessa cosa tenere in ordine la propria stanza sotto minaccia, che apprezzare la chiarezza mentale che dona uno spazio sgombro e lindo. Il secondo aspetto è che la propria stanza riflette qualcosa del proprio spazio interiore: che a volte parla di “pezzi sparpagliati” da rimettere insieme. Spesso i genitori, ma anche i ragazzi, mi parlano di altrettanti momenti alla “Marie Kondo” in cui invece le stanze vengono rimesse (spontaneamente!) da cima a fondo e che sembrano un piccolo miracolo famigliare. Devo purtroppo guastare la festa: questi miracoli non durano troppo a lungo. La stanza pian piano ridiventa un caos, fino al prossimo moto di ordine. Ma questo indica l’inizio, appunto, di un processo interiore. L’ordine non si impara solo mettendo a posto la propria stanza. A volte è necessario acquisire un ordine mentale, prima che i propri spazi possano rifletterlo.

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