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mercoledì, 10 Agosto 2022

Addio allo scrittore Boris Pahor, aveva 108 anni

30.05.2022 – 09:25 – E’ spirato all’età di 108 anni, lo scrittore ed insegnante triestino di cultura slovena, Boris Pahor. A rendere nota la notizia, l’agenzia di stampa slovena STA. Nato a Trieste nel 1913, sotto l’impero austro-ungarico, a sette anni assistette all’incendio del Narodni dom, sede centrale delle organizzazioni della comunità slovena di Trieste. Fu un’esperienza, che lo segnò per tutta la vita e che spesso affiora nei suoi romanzi e racconti. Pahor, è annoverato tra le figure letterarie che più hanno vissuto e raccontato drammaticamente il trauma della negazione forzata dell’identità slovena, attuata dal regime fascista nell’area del territorio giuliano come le violenze squadriste, il divieto di parlare sloveno, la soppressione delle scuole e delle attività culturali e ricreative in tale lingua. Pahor, testimone in prima persona delle tragedie del Novecento, ha scritto circa 30 libri tradotti in decine di lingue, tra i quali “Qui è proibito parlare”, “Il rogo nel porto”, “La villa sul lago”, “La città nel golfo”. Durante un viaggio a Parigi, nel 1986, Pahor conobbe il filosofo Evgen Bavčar (1946), grazie al quale l’opera più importante di Pahor, Necropoli, romanzo autobiografico sulla sua prigionia nel campo di concentramento di Natzweiler-Struthof, trovò il suo primo editore francese. La traduzione francese di Necropoli rese Pahor famoso nel mondo, facendolo assurgere al rango di grande classico della letteratura del Novecento. Le sue opere in sloveno sono tradotte in francese, tedesco, serbo-croato, ungherese, inglese, spagnolo, italiano, catalano e finlandese. Nel 2003 gli è stato conferito il premio San Giusto d’Oro dai cronisti del Friuli Venezia Giulia. Nel giugno del 2008 ha vinto il Premio Internazionale Viareggio-Versilia; nel maggio del 2007 è stato insignito dell’onorificenza francese della Legion d’onore; ha ricevuto il Premio Prešeren, maggiore onorificenza slovena in campo culturale. Nel 2008, con Necropoli, è stato finalista e vincitore del Premio Napoli per la categoria “Letterature straniere”. Lascia due figli, Maja e Adrian.

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