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sabato, 2 Luglio 2022

Spazio… relazione: traumi e rapporti

16.04.2022 – 09.30 – Vi siete mai chiesti se le difficolta che incontrate nel trovare un partner dipendano da qualche problema profondo che non riuscite a capire? Molti traumi, anche se distanti nello spazio e nel tempo, portano spesso a essere vulnerabili nelle relazioni, rivelando vecchie ferite mai guarite che possono portare a situazioni come quelle descritte nei precedenti articoli che trattano di narcisismo e narcisisti. Ogni nuova esperienza di contatto con l’altro rappresenta una sfida, un’opportunità per realizzarsi finalmente o per soffrire ancora nel profondo del cuore.

Effetti del trauma – Le esperienze traumatiche alterano la capacità di connettersi con gli altri in modo autentico. Si tende a costruire muri di difesa guidati dalla paura, si vedono e si immaginano gli scenari più terribili. Di conseguenza sviluppiamo strategie di difesa che non ci permettono la vera espressione, e la fiducia diminuisce. Una sensazione di ansia diffusa ci accompagna quando dobbiamo relazionarci con gli altri in modo profondo. Il trauma va oltre a ciò che è successo, i sentimenti, le convinzioni e le sensazioni corporee che si sono vissute durante il trauma vengono assorbite e rimangono vive dentro di noi, non come ricordi, ma come reazioni nel presente. Un trauma nasce anche da bisogni insoddisfatti, da abbandono e negligenza della cura.

Queste parole evocano qualcosa in voi? Notate connessioni tra le esperienze passate e le convinzioni e le paure attuali quando uscite per un appuntamento galante? Quando parliamo di traumi poniamo l’accento sulla capacità di elaborazione dell’evento più che sull’evento in sé, anche degli episodi che per gli altri possono essere trascurabili possono diventare un trauma, il trauma è personale!

Come elaborare e guarire il trauma? – Quando il trauma è legato a un’esperienza, anche la guarigione deve essere necessariamente un’esperienza: capire a livello mentale e cognitivo non porta a grossi miglioramenti. Gli eventi traumatici sono immagazzinati nell’emisfero destro del vostro cervello. Sono frammentati, somatici, non verbali, emotivi e comportamentali. Per guarire, si deve fare esperienza della sicurezza. La neurocezione, termine creato da Porges, è il sistema di vigilanza che controlla l’ambiente circostante, e che identifica gli stimoli esterni e derivanti dal nostro corpo e li classifica come sicuri o pericolosi. Secondo l’autore siamo aperti o chiusi verso l’ambiente e gli altri a seconda della sicurezza percepita. Nasciamo con il bisogno e la tendenza alle relazioni, che sono vitali per la sopravvivenza, i traumi modificano la nostra struttura cerebrale per cercare prima protezione e poi eventualmente relazione. Ci si trova a eliminare il gioco, la gioia, la fiducia e il relax perché si è tesi alla ricerca di segnali di pericolo, è un fenomeno subconscio ed è difficile esserne consapevoli.

Come migliorare la situazione che sembra disperata? Circondarsi di persone emotivamente sicure aiuta a regolare il proprio sistema nervoso, le relazioni sicure permettono una regolazione condivisa con l’altro. Avete mai pensato a chi vi fa sentire sicuro? Le persone emotivamente sicure creano uno spazio di sicurezza e serenità per lo sviluppo di pensieri e sentimenti nuovi. Questa sicurezza emerge nella loro presenza, nel linguaggio del corpo e nell'”energia” trasmessa. La regolazione permessa da queste persone, avviene perché vi sentite visti, i vostri sentimenti vengono capiti e percepiti e le vostre esperienze accettate senza giudizio. Questo permette di sentirsi a proprio agio. Ci sono altri modi per regolare il vostro sistema nervoso? Passare del tempo con i vostri animali domestici, stare nella natura, sono attività di auto-cura nel mentre lavorate, con l’aiuto di un terapeuta che trasmette la sicurezza e ha la competenza necessaria per recuperare le esperienze traumatiche.

Autocompassione – Nel viaggio per l’elaborazione dei traumi è necessaria l’autocompassione, quando ci critichiamo e disapproviamo i nostri comportamenti è difficile cambiare, la critica cristallizza i comportamenti e la colpa blocca i cambiamenti. Accettarsi per quello che si è in questo momento, permette di sentirsi diversi nel momento successivo. Siamo esseri imperfetti e meritevoli di gentilezza, tutti meritano compassione, secondo gli insegnamenti della Mindfulness. L’autocompassione fa spazio alla sicurezza e al cambiamento, una sana frequentazione inizia con il mostrarsi prima di tutto a sé stessi con compassione.

Quando entriamo in una relazione, è importante accettare il proprio partner per come è, allo stesso tempo è importante fissare dei limiti da non superare e che portano alla rottura. Una relazione sana si basa su entrambi, accettazione e limiti.

Quali sono questi elementi?

  • Onestà: Non fidatevi di qualcuno che mente.
  • Trasparenza: Vi parlano di loro senza difficoltà? Rispondono alle domande in modo rilassato? Vi invitano a far parte della loro vita, della loro famiglia e dei loro amici? Sono a loro ago a raccontare i segreti più profondi e dolorosi?
  • Responsabilità: Mantengono le promesse e gli impegni? Ricordate che le azioni parlano più forte delle parole.
  • Etica: Quando non ci sentiamo a nostro agio con i loro valori morali, meglio cambiare strada.
  • Alleanza: Prendono in considerazione le vostre esigenze o agiscono solo per il loro interesse personale? Se vi coprono le spalle, anche con piccoli gesti, allora è un ottimo segno.

Quando affrontare le relazioni è difficile, a causa dei traumi piccoli o grandi che tutti abbiamo attraversato, non rassegniamoci, non significa che debba essere sempre così, la guarigione è possibile, iniziate a fare il primo passo, trattarvi in modo compassionevole.

Scrivete le vostre domande, riflessioni, pensieri, esperienze di relazione, che saranno trattate in forma anonima, via mail a [email protected] o via WhatsApp al 3921805011 o come messaggio su Facebook a Psicologo Trieste e ti risponderò con gioia, la tua esperienza può essere spunto di crescita e riflessione anche per altri lettori.

[Il dott. Marco Folla è psicologo clinico di adulti, coppie, adolescenti e bambini. Si dedica ad ambiti quali terapia di coppia, problemi di ansia, depressione, dei disturbi alimentari, anche maschili. Traduce libri di psicologia dall’inglese, è certificato analista transazionale, formato in Training Autogeno e in corsi di crescita personale e di miglioramento psicofisico. Ha ottenuto il diploma di secondo livello nella terapia di coppia con il metodo Gottman, in Emi therapy (protocollo di riprogrammazione dei movimenti oculari in accordo con la terapia somatica), sul rischio suicidario. Tiene corsi sulla mindful eating.] 

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