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sabato, 2 Luglio 2022

ItaliaDomani, il punto della situazione sui fondi PNRR tra Trieste e FVG

23.04.2022 – 07:00 – “ItaliaDomani”, ciclo di Incontri promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per comunicare con Cittadini, Imprese e Amministrazioni Locali sui contenuti e le opportunità del “PNRR”, nella giornata di ieri ha fatto tappa a Trieste. L’evento è stato ospitato presso il Trieste Convention Center dell’antico scalo giuliano. Il dibattito, moderato da Simonetta Nardin dell’Ufficio Comunicazione di Palazzo Chigi, è stato ideato per illustrare i progetti per la città e i vantaggi per il territorio regionale nell’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. All’evento hanno preso parte il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il Governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, assieme ai Ministri italiani quali Stefano Patuanelli, alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e Mariastella Gelmini, agli Affari Regionali e alle Autonomie. In base a quanto emerso nel corso dell’incontro, il PNRR offrirà alla città di Trieste gli importi più alti pro capite rispetto a qualsiasi altra città italiana grazie all’enorme investimento programmato assieme alle istituzioni locali per implementare le infrastrutture portuali e lo sviluppo del Capoluogo. “Per il Governo, quello di Trieste, è lo scalo più importante d’Italia e, in quanto tale, deve continuare a esserlo” – ha sottolineato Patuanelli. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato nel 2021 dal Governo italiano per rilanciare l’economia nazionale in seguito alle conseguenze negative portate dalla pandemia da Covid-19 e promuovere un più rapido sviluppo della transizione ecologica e digitale, fa parte di un programma UE al quale è stato associato un fondo (Recovery Fund, ndr) dal valore di 750 miliardi di euro per la ripresa del Vecchio Continente. All’Italia sono stati assegnati 191,5 miliardi dei quali 70 in sovvenzioni a fondo perduto e 121 in prestiti. Ma cosa cambierà concretamente nella nostra città e nel nostro territorio in seguito all’utilizzo di questi fondi? Per il territorio del Friuli Venezia Giulia sono già stati stanziati 749,8 milioni di euro per l’implementazione e miglioramento delle infrastrutture; con un occhio di riguardo per lo sviluppo della mobilità sostenibile. 148 milioni, poi, sono stati stanziati a favore del sistema sanitario territoriale, seguiti quindi da ulteriori 112 milioni messi a disposizione per il settore dell’istruzione. 61,9 milioni poi, saranno destinati all’edilizia residenziale pubblica e alle cittadelle giudiziarie ed infine, ultimi, ma non meno importanti, i 14,34 milioni destinati ad essere impiegati per la realizzazione e concretizzazione di politiche ed iniziative destinate al mondo del lavoro.

Foto: Gabriele Turco.

“Il PNRR – ha dichiarato il Governatore Fedriga – non va guardato solo come un piano di singoli interventi ma come un piano di sviluppo per un intero modello sociale che costruiremo da qui ai prossimi anni. Il Friuli Venezia Giulia, con 118 milioni, andrà ad implementare la qualità del suo sistema sanitario, aggiungendo ai fondi PNRR ulteriori fondi regionali, ampliando così ulteriormente le opportunità per il Friuli Venezia Giulia. La sanità del domani nella nostra Regione dovrà guardare con particolare attenzione all’accesso dei cittadini ed al diritto alla salute, permettendo di godere dei suoi servizi anche alle categorie marginali. Il forte impulso del Governo sulla sanità del territorio è fondamentale e si integra benissimo con la volontà di sviluppare anche la telemedicina, un sistema che sia in grado di garantire un’assistenza costante ed una presa in carico del cittadino, soprattutto quello con cronicità. Non dimentichiamolo, noi siamo una delle regioni con i cittadini di età più avanzata e dobbiamo fare in modo di assistere le cronicità affinchè non diventino acuzie”.

“Con il PNRR – ha voluto sottilineare Fedriga – bisogna pensare a come vogliamo costruire il destino del nostro Paese, un futuro che oggi come non mai vige in uno stato di incertezza dovuta alla particolare situazione internazionale che si è andata a creare e che influisce anche sull’incisività del PNRR stesso. Il rincaro dei costi dell’energia e delle materie prime, ad esempio, sta influendo sui progetti del PNRR. Per questo voglio ringraziare il Ministro all’Economia, Daniele Franco, per aver voluto eseguire assieme a Confindustria e alla Conferenza delle Regioni, un adeguamento del PNRR rispetto al contesto in cui stiamo vivendo e alle mutate esigenze del Paese”.

“Per quanto concerne la transizione ecologica – ha continuato il Governatore – dobbiamo ricordarci che non siamo dinanzi ad una trasformazione ma ad una transizione, quindi per noi isitituzioni politiche accompagnare il Paese nel compiere questo passaggio è fondamentale. Il nostro sistema paese negli scorsi anni ha guardato con poca lungimiranza circa le necessità di materie prime, componentistica e di energia. Oggi invece dobbiamo diversificare le modalità di approvigionamento energetico, ricercare nuove fonti sul territorio nazionale e mettere da parte convinzioni ideologiche guardando con maggiore intensità alle reali esigenze del Paese. Infine, dobbiamo riprendere in mano il settore della componentistica a basso valore aggiunto, oggigiorno quasi completamente delegata a paesi terzi, e fare in modo che le nostre realtà produttive non subiscano nuovamente arresti a causa delle situazioni sociali e politiche internazionali”.

“Il PNRR avrà successo solo se ci sarà una collaborazione intraistituzionale tra le regioni ed il Governo italiano – ha asserito Fedriga. Le regioni da sole non possono fare nulla. I ministeri da soli non possono fare nulla. O abbiamo la consapevolezza delle necessità di creare un’unità d’intenti e di sviluppare un lavoro condiviso, oppure il fallimento sarà dietro l’angolo. Di questo gli imprenditori e le realtà produttive dei territori italiani ne sono consapevoli”.

“Il Friuli Venezia Giulia – ha poi continuato Fedriga – ha fatto delle scelte molto chiare; sia in merito al progetto bandiera della Regione, l'”Hydrogen Valley”, firmando un protocollo con Slovenia e Croazia per creare la prima Hydrogen Valley europea ripartita su tre stati, garantendo energia verde a prezzi sostenibili in grado di incentivare le realtà produttive a fare impresa, sia per quanto riguarda la valorizzazione dei borghi, delle cosiddette “Smart Community” e la vivibilità dei centri abitati del nostro territorio”.

“Dobbiamo cercare di utilizzare al meglio i fondi del PNRR – ha concluso Fedriga – in quanto l’opportunità di oggi, se sfruttata male, rischia di trasformarsi in un danno per le future generazioni. I fondi PNRR sono un fondo a debito, sia a livello italiano che europeo e devono portare alla crescita del Paese. Se gli utlizzeremo male, invece, si tramuteranno in debiti per le prossime generazioni che si ritroveranno a dover resituire i denari senza aver goduto di alcuna crescita”.

“Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, con i suoi fondi, ha avuto un effetto importante sullo sviluppo della nostra città – ha dichiarato il Sindaco Dipiazza – fondi che saranno aggregati ad un ulteriore innesto di risorse che sono state stanziate a suo tempo dal Ministro alla Cultura e al Turismo, Dario Franceschini. In questo momento al nostro territorio tutto ci manca tranne che i soldi, ma la vera domanda è “riusciremo in 4 anni a spendere queste risorse?” noi probabilmente si ma ci sono diverse realtà attualmente più o meno ostacolate dalla burocrazia (Piazza di Roiano, Tram di Opicina, Galleria Foraggi, ndr). Se vogliamo davvero ragiungere a pieno gli obiettivi del PNRR bisogna attuare una marcata sburocratizzazione delle procedure. In questo momento credo sia opportuno che i sindaci diventino commissari, come la vicenda del Ponte Morandi di Genova ha insegnato. Le amministrazioni devono essere messe in grado di spendere. Il PNRR è una grande opportunità per il nostro Paese e per i nostri territori, diamoci una mano tutti quanti, per raggiungere questi obiettivi” – ha concluso il Primo Cittadino di Trieste rivolgendo un invito ai Ministri presenti.

Foto: Gabriele Turco.

“Il problema dei costi delle materie prime, delle difficoltà di approvvigionamento e quindi del tempo di attuazione del piano sono variabili che mutano come muta il contesto internazionale e credo sia necessario ragionare su come rendere efficace la spesa del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” – ha dichiarato il Ministro Patuanelli.

Nelle scorse settimane, in una conferenza a tema, il Presidente del Porto di Trieste, Zeno D’Agostino, aveva asserito che i fondi del PNRR stanziati per lo scalo giuliano potrebbero non essere più sufficienti vista la mutata situazione internazionale. A riguardo Patuanelli ha risposto che “tale preoccupazione e reale ed è valida per tutti i progetti del piano”. Purtroppo il tema che riguarda l’aumento dei costi delle materie prime ed il loro reperimento sta prolungando i tempi di realizzazione delle opere. “Questa è una delle variabili che mutano con il contesto internazionale – ha dichiarato il Ministro – ed è necessario ragionare su come rendere nuovamente efficace la spesa del Piano Nazionale”.

Sulle criticità circa l’approvvigionamento di prodotti agricoli, spesso provenienti dai balcani e dalle zone attualmente in guerra, in particolar modo semi di girasole, semi di mais, soia, legumi e olio di colza, il Ministro ha rassicurato che “al momento non abbiamo carenze di stock né di materiali ma abbiamo un grosso problema di prezzi legati all’aumento del costo dell’energia il quale incide su tutte le materie prime e a fenomeni speculativi che vanno affrontati con la trasparenza del mercato. Il problema è anche quello dell’acqua, sta piovendo poco in un periodo importante come quello della semina in cui i produttori stanno riflettendo su quanto seminare, perché non hanno garanzia di avere acqua durante tutta l’estate”.

Infine, il Ministro alle Politiche Agricole e Alimentari – ha trattato il problema dell’energia dichiarando che: “la prossima settimana il Governo emanerà un decreto dal valore di 5 miliardi che accompagneranno i 20 che abbiamo già investito per sostenere le spese di aziende e famiglie. Certamente risorse non infinite e non sufficienti. L’Europa deve approcciare in modo comune il tema del costo dell’energia ponendo un tetto al prezzo del gas e ragionando come Unione Europea e non come singoli stati”.

Foto: Gabriele Turco.

“Il Governo intende confermare il PNRR, soprattutto nell’ottica del piano internazionale totalmente cambiato – ha dichiarato il Ministro Gelmini. Le modifiche apportate al PNRR alla luce della crisi ucraina devono ancora essere negoziate con Bruxelles ma la missione, ora, è quella legata alla transizione ecologica, la stiamo già modificando assieme al Ministro Roberto Cingolani, inquanto vogliamo rafforzare la produzione di energia da fonti rinnovabili nel nostro Paese attraverso una drastica opera di semplificazione delle autorizzazioni, diversificando i mercati dove approvigionarci di gas. L’obiettivo del Governo è il mantenimento dei posti di lavoro, dell’occupazione e del nostro sistema industriale”.

“Al Governo – ha continuato Gelmini – stiamo lavorando affinché grazie al sistema dell’idrogeno, finanziato dal PNRR e su cui il Friuli Venezia Giulia si sta già impegnando, si possa almeno in parte colmare il nostro fabbisogno di energia. Sono convinta che se continueremo a lavorare sulle riforme consegneremo alle prossime generazioni un Paese cambiato e all’Europa un Paese diverso. Per questo bisogna fare squadra sugli obiettivi” – ha concluso il Ministro.

 

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