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martedì, 6 Dicembre 2022

“Giallo Resinovich”, sotto le scarpe di Liliana il terriccio del luogo del ritrovamento

22.04.2022 – 09:25 – Nuovi dettagli sono emersi nelle scorse ore in merito al giallo di Liliana Resinovich, la 63enne triestina scomparsa di casa il 14 dicembre scorso e ritrovata morta il 5 gennaio nel Parco dell’Ex Ospedale Psichiatrico di San Giovanni, il Rione dove la donna abitava assieme al marito Sebastiano Visintin, avvolta da due sacchi neri. Sotto le suole delle sue scarpe, gli investigatori hanno rinvenuto del terriccio compatibile con quello del bosco in cui è stato ritrovato il suo corpo. Dettaglio non da poco, emerso nell’ambito di alcune analisi di laboratorio svolte su oggetti rinvenuti addosso e accanto al corpo, che potrebbe indicare che la donna potrebbe essersi incamminata da sola lungo il sentiero che conduce al punto in cui giaceva. Dalla tac e dall’autopsia non sono emersi segni di violenza. La Procura di Trieste ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e al momento non ci sono indagati. Gli inquirenti non escludono l’ipotesi di un suicidio. Le indagini intanto proseguono. Nei prossimi giorni, la Procura della Repubblica farà rianalizzare la bottiglietta di plastica rinvenuta sul luogo del ritrovamento del corpo concentrandosi maggiormente sul suo contenuto. L’esame sarà effettuato dalla Sezione sostanze psicotrope e stupefacenti del Servizio Polizia scientifica di Roma. Infine, Mercoledì 27 Aprile, la Procura darà il via anche all’esecuzione di nuovi esami approfonditi sui due telefoni cellulari della donna, trovati nella sua abitazione, incaricando l’ingegnere informatico Nicola Chemello, di scandagliare la memoria dei dispositivi mobili per ricavare eventuali messaggi, foto e video ocultati o cancellati.

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