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domenica, 14 Agosto 2022

Tram di Opicina, a giugno 2022 “l’esame” dell’Agenzia per la Sicurezza

10.03.2022 – 07.01 – Come uno studente che si ripresenti a un esame dopo una sonora bocciatura, anche il tram di Opicina verrà sottoposto, il prossimo giugno 2022, a un sopralluogo di verifica condotto da quella stessa “Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali” (Ansfisa) che a suo tempo aveva bloccato la ripartenza del tram dopo l’incidente del 2016. Il sopralluogo, se con esito positivo, consentirà la ripartenza ufficiale del tram, dopo sei anni di rinvii burocratici e aggiornamenti a una delle più antiche linee tranviarie d’Europa.
Il Comune di Trieste ha intanto informato che i lavori di manutenzione straordinaria sull’armamento dei tratti critici del tram sono stati ultimati: il lavoro più ingente è stato la sostituzione delle antiche traversine di legno con un equivalente di cemento armato, con la successiva posa di rotaie di fabbricazione austriaca. Sono stati inoltre rifatti i marciapiedi nella prossimità di ciascuna fermata. Il cantiere ha permesso inoltre di rinnovare il tratto dall’ultima stazione di Opicina fino all’Obelisco.
Quale sarà il passo successivo? Procedere a una messa in sicurezza dei muri di sostegno e delle scarpate; senza trascurare i passaggi pedonali e una vegetazione che da tempo si è appropriata del luogo. Ma l’intervento maggiore concernerà quel delicato intreccio di cavi responsabile di trasmettere l’energia elettrica al tram, la cosiddetta “linea aerea di contatto“. Dopo più di cinque anni di abbandono la linea aerea è in grave stato di deterioramento: dai pali ai cavi stessi si profila un lavoro di restauro e sostituzione.
Merita una menzione anche il restauro degli scambi ferroviari che si renderà necessario tra la fermata di Vetta Scorcola e di Campo Romano. Al termine di tutto ciò e una volta ottenuto il via libera da RFI, rimarrà sempre l’incognita delle carrozze, le quali a propria volta necessitano un recupero. È evidente come il blocco del tram abbia involontariamente, al di là degli interventi richiesti dal Ministero, aumentato i costi dell’intero impianto: si pagano gli anni di abbandono sul “vecchio” tracciato.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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