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martedì, 4 Ottobre 2022

Rugby e cravatte, una storia lunga una vita

21.03.2022 – 11.06 – Rugby, sport da gentiluomini, sport di persone enormi con cuori ancora più grandi, fa ridere vedere quelle caricature di rugbisti sporchi di fango sorseggiare un the tutti assieme in educatissime pose da cerimonia delle 17, eppure è così.
Forse non tutti sanno che, come dicevamo, attorno al 1870 si giocava indossando graziosissimi papillon stretti a grossi e muscolosi colli, a volte anche indossando vestiti più consoni ad una cena elegante che ad un campo da rugby, oggi non è neanche pensabile una cosa del genere sia ovvio, il mondo è cambiato ma, e c’è sempre un ma, la cravatta, gli abiti borghesi sono rimasti di forte valore e attaccamento alla propria società. La cravatta rappresenta oggi per le società di rugby un pezzo di pregio, una rappresentazione di chi sei, esprime il senso di appartenenza di un giocatore verso il suo passato, la scelta di voler dire a tutti, in una cena, in un incontro, in un matrimonio, che tu sei parte di un progetto, parte di un mondo, quello del rugby e più in particolare della tua realtà, locale, nazionale o internazionale. 

Cimeli, la cravatta fa parte di quei cimeli che nel tempo ho visto sfoggiare e persone più grandi di me con grande orgoglio per quello a cui hanno contribuito, a quello che hanno espresso e a quanto vogliono portare avanti. Ho visto imprenditori, avvocati, manager anche di livelli probabilmente inarrivabili per molti di noi andare fieri di quella cravatta avuta dalla propria società.
Appartenenza, aderire ad un gruppo, scegliere di aderire, essere battezzati come parte di questo ecco, la rappresentazione della cravatta è questo e molto altro.
Ieri sera, con onore, ho ricevuto anche io insieme agli altri ragazzi della FIRSTXV del Venjulia Rugby Trieste dalle mani di Capitan Manuel Lisetto, su mandato del Presidente Maurizio Boz, la nuova serie di cravatte Venjulia, è stato un onore esserci fino ad oggi ed è un onore poter continuare a contribuire al progetto di sviluppo di questa società. 

Restituire, probabilmente la parte e personalmente la parte più importante di tutto questo sport, questo amore, questa passione, questo sentimento di comunità e sostegno non può, NON DEVE essere a senso unico, niente è davvero tuo, la palla ovale non è tua, devi difenderla per tutti non per te e non sei mai solo in questa battaglia.
Vita, mi ricordo quando poco meno di un anno fa’ ho invitato i miei compagni di squadra, i mie amici, una bella fetta della mia vita praticamente, al mio matrimonio, a Roma e loro, senza pensarci un attimo hanno detto, si, ci siamo! Questa famiglia è partita ed ha organizzato un viaggio più simile ad una apocalisse che ad un viaggio in minibus, traffico enorme, problemi, file in tutta Italia, una storia epica, memorabile. Impossibile non ricordare anche Tomaso, partito la mattina alle 4 da Verona chiedendomi la sera prima se avesse potuto esserci ed eccoli lì, dietro di me, in chiesa, a spingere questa vita avanti,

Insieme, mi piace questa parola, anche in questa occasione i ragazzi indossavano le loro cravatte di club e vedere come le sfoggiavano mi inorgogliva, mi faceva capire anche quella occasione quanto il senso di appartenenza sia importante.
Ieri, dopo anni di pausa dalla tradizione  della consegna delle cravatte societarie abbiamo ricominciato ad onorarla, una bellissima cravatta in seta rossa con righe nere e bianche con il Nostro logo impresso sul fondo, la foto istituzionale è stata d’obbligo come anche quella in posa stupida scattata subito dopo. Questa famiglia, questa società non smette di stupirmi ogni giorno, scrivo adesso quest’articolo da un pub di Trieste assieme ai miei compagni di battaglia urlando e spingendo con urla e applausi, forse anche qualche parolaccia, la nostra Italia che resta ancora in vantaggio sul Galles con un punto di vantaggio (14 Galles – 15 Italia 60’minuto) ed il nostro Giacomo Nicotera appena uscito da una partita dura per tutti, bravo Giacomo!

Noi semo el Venjulia è una frase che diciamo spesso ma è vero, tutti noi siamo il Venjulia, nessuno escluso. Tabellino della partita, il Galles al 72′ si è portato in vantaggio per 21 punti a 15 ma bella partita, belle battaglie, belle mete, bravi, MAIMOLAR!
P.S. Alla fine abbiamo vinto e festeggiato questa storica vittoria! Grandi!!!

di Sergio Capaccioli 

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