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sabato, 2 Luglio 2022

“Norma Cossetto era fascista”, scoppia la polemica nel Comune di Gradisca

24.03.2022 – 07:00 – Non c’è pace per la storica figura di Norma Cossetto, la giovane studentessa di Visignano stuprata ed uccisa dai partigiani titini nel 1943 nei pressi della Foiba di Villa Surani. Negli scorsi giorni, infatti, presso il Comune di Gradisca d’Isonzo, in Provincia di Gorizia, alcuni esponenti della Lega (Cattarin, Di Matteo, Nascimben, Ursic) avevano proposto alla giunta Tommasini di intitolare una via alla ragazza istriana quando l’Assessore del Partito Democratico Francesca Colombi, forse ignara del drammatico episodio che colpì la famiglia Cossetto, sembrerebbe aver dichiarato che “Norma era fascista, non merita l’intitolazione di una strada”. Successivamente la seduta del consiglio comunale gradiscano si è trasformato in un enorme battibecco. Tale episodio, poi, non è passato inosservato agli esponenti regionali di Fratelli d’Italia, tra i più celebri sostenitori della promozione della verità storica sulle vicende della giovane istriana i quali hanno immediatamente reagito con indignazione: “La signora Colombi chieda scusa e si dimetta immediatamente da assessore comunale. Non è ammissibile che chi riveste ruoli istituzionali proferisca simili gravissime affermazioni rivolte alla figura di Norma Cossetto e più in generale a tutte le donne che hanno subito violenza” – ha commentato, in una nota, Claudio Giacomelli, Capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione. “Vorrei ricordare a questa immeritevole assessora, evidentemente accecata dal più bieco odio ideologico – ha continuato Giacomelli – che Norma Cossetto, lungi dall’essere ‘sempre stata considerata una martire fascista’ come lei afferma, è stata insignita della medaglia d’oro al merito civile dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. La giovane vittima istriana, pertanto, rappresenta un esempio di coraggio civile per tutta la Nazione e per tutti gli italiani”. “Ma la cosa che stupisce e amareggia ancora di più – ha continuato il Segretario di Fratelli d’Italia Trieste – è che proprio una donna, e proprio un’assessora alle Pari Opportunità, si esibisca in scandalosi e inaccettabili distinguo sulle ragioni dello stupro e dell’efferato assassinio di questa giovane ragazza come se ci potessero essere motivazioni più o meno valide per giustificare un simile gesto”. “Mi aspetto dal Partito Democratico, dalle cui fila questa assessora proviene una pronta e ferma presa di distanza dalle sue dichiarazioni e un’irrevocabile richiesta di dimissioni dal ruolo istituzionale che questa persona ha dimostrato di essere indegna di mantenere” – ha concluso Giacomelli.

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