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mercoledì, 29 Giugno 2022

Giallo Resinovich, immutato il quadro investigativo

22.03.2022 – 11.20 – Non è mutato il quadro investigativo sulla morte di Liliana Resinovich, dipendente regionale in pensione, scomparsa dal rione di San Giovanni a Trieste lo scorso 14 dicembre. “Al fine di determinare le cause della morte del soggetto Liliana Resinovich sono state effettuate analisi tossicologiche per la ricerca di droghe, sia di tipo immunochimico su sangue e urine, sia di tipo cromatografico in spettrometria di massa tandem per tutte le altre matrici biologiche. Le analisi tossicologiche immunocmmiche di screening hanno dato esito negativo”. La Procura della Repubblica di Trieste informa che è stata depositata ieri la consulenza tossicologica effettuata sulle matrici biologiche tratte dal corpo appartenuto in vita a Liliana Resinovich, matrici a suo tempo consegnate al laboratorio. “Per aumentare la capacità d’indagine – afferma la Procura in una nota – si è poi proceduto con analisi più sofisticate e a più ampio raggio di ricerca adottando metodologie di analisi in spettrometria di massa specifiche (“fangef”) per centinaia di sostanze, in modo da avere la massima sensibilità. Si è potuto così rilevare la presenza di sostanze che il soggetto aveva assunto durante un pasto, presumibilmente la colazione (caffeina e teobromina, uvette) e che avesse assunto verosimilmente qualche multivitaminico (sostanze appartenenti al complesso della vìt. 86), e un’aspirina e una tachipirina, di cui tracce sono state ritrovate solo nelle urine. Una metodica specifica in LC-MS/MS per la ricerca e la determinazione di particolari sostanze sintetiche (Nuove sostanze psicoattive), la cui tossicità è associata a basse concentrazioni, ha dato pure esito negativo”.
ln conclusione: “Le determinazioni tossicologiche sulle diverse matrici biologiche consegnate al laboratorio non dimostrano assunzione di sostanze xenobiotiche, droghe e farmaci, che possano aver cagionato il decesso del soggetto né concentrazioni che possano aver concorso ad uno stato psicofisico alterato incosciente”.
Proseguono comunque le ulteriori attività d’indagine affidate da questo Ufficio alla Squadra Mobìle della Questura di Trieste ed alle competenti ahicolazioni scientifiche della Polizia.

mb.r

 

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