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lunedì, 3 Ottobre 2022

Emergenza Ucraina, querelle Polidori-Ics

11.03.2022 – 11.46 – L’Ucraina chiama e il Friuli Venezia Giulia risponde. Anche il Comune di Muggia ha annunciato nei giorni scorsi che verrà messa a disposizione una struttura da venticinque posti per accogliere i profughi in fuga dal conflitto. Si tratta del dell’hotel Lido, alle porte della cittadina riverasca: un complesso “in buone condizioni – fa sapere il sindaco, Paolo Polidori – e che in questo momento è in mano a un curatore fallimentare. Il giudice ha concesso la possibilità di usarlo, restano da valutare nel dettaglio le modalità”. In accordo con la prefettura di Trieste l’amministrazione comunale ha fatto sapere che, proprio in queste ore, si sta procedendo alla predisposizione dei locali ma non solo, anche della gestione delle spese di vitto e alloggio. Da individuare un soggetto che si occupi dell’hotel: importante per Polidori non limitare “la possibilità di vendita futura dell’immobile”. Ha poi spiegato che “l’accoglienza dei primi profughi ucraini è stata già messa in campo in questi giorni dalla parrocchia locale, grazie all’aiuto importante di don Andrea e don Ivan”; proprio nei giorni scorsi dieci persone sono state accolte negli spazi parrocchiali di Muggia Vecchia mentre nella casa della parrocchia centrale di San Francesco sono state allestite alcune stanze che potranno raggiungere una capienza massima di venticinque letti. Nel ricreatorio, invece, è stata allestita la raccolta dei generi alimentari.

Critico Gianfranco Schiavone, presidente del Consorzio italiano solidarietà (Ics), principale realtà che si occupa di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati a Trieste, che è stato sentito inizialmente dall’Agenzia Dire. “L’accoglienza dei profughi ucraini, in assoluta maggioranza donne e bambini, non andrà fatta in isolate e fatiscenti caserme, come qualche triste politico locale già invoca, ma utilizzando case e strutture ordinarie, sulla base del modello della accoglienza diffusa di cui Trieste è esempio in Italia” aveva sottolineato. Invitando la popolazione locale a segnalare eventuali disponibilità di case e alloggi aveva poi spiegato come l’Ics ha una disponibilità immediata di accoglienza per quasi un centinaio di persone; in ogni caso il Consorzio si sta attrezzando per reperire nuovi posti. Questi ultimi sarebbero necessari “anche in vista della ripresa degli arrivi dalla rotta balcanica di rifugiati che fuggono da altri, non meno gravi scenari di guerra come l’Afghanistan”, aveva concluso. In una nota successiva ha poi definito la proposta di Polidori “sconcertante”, in quanto “noto per le sue posizioni estremiste e diventato celebre sui giornali di mezza Europa per aver gettato nei cassonetti le coperte di un povero senzatetto”, fatto risalente al 2016. “È però doveroso ricordare” ha ribadito, “quando Polidori, allora consigliere comunale nel Comune di Trieste, era parte della intransigente opposizione alla temporanea ospitalità di venti rifugiati accolti nella parrocchia di Aquilinia per alcuni giorni, in attesa di un trasferimento, colpevoli solo di non essere bianchi europei ma afgani, e di essere giovani uomini che non volevano combattere per i talebani”. Per Schiavone si tratta di “una macchia indelebile sulla storia di questo territorio e che non può essere cancellata dalla falsa disponibilità di oggi, usata per spregiudicate finalità politiche”. Ha infine rimarcato come “la strumentalizzazione del dramma dei profughi ucraini, a Trieste, come nel grottesco viaggio di Salvini in Polonia fatto ‘per aiutare i rifugiati’, ripugna la coscienza civile”.

Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Muggia: “Viscide, pusillanimi, strumentali e che puzzano lontano un miglio, sono le gravissime accuse di Ics in merito al mio ‘darmi da fare’ sull’utilizzo dell’ex hotel Lido quale struttura per l’accoglienza dei profughi ucraini”. Paolo Polidori non si vuole soffermare sulla polemica che lo ha coinvolto nel 2016, “così come non intendo ricordare la pesantissima relazione della commissione consiliare del Comune di Trieste, che evidenziava in capo a Ics irregolarità fiscali riguardanti i contratti di affitto, che servivano a ospitare migranti”. E rincara: “Eviterò anche l’inutile fatica di spiegare a questi imprenditori dell’accoglienza, che fatturano somme consistenti solo per Trieste, quale sia l’enorme differenza che corre tra una donna con bambini che scappa da una guerra, e un quarantenne maschio che si spaccia da diciottenne, e che spende 6.000$ per farsi ‘accogliere’ dal Pakistan, Paese dove la guerra non c’è. Qui c’è solo da stigmatizzare la gravissima affermazione per cui la mia disponibilità ad aiutare questa povera gente è falsa e con lo scopo di raggiungere non ben definite ‘spregiudicate finalità politiche’”. Polidori ha poi annunciato che è pronto a presentare querela. “Sono stato tirato in causa quale sindaco di Muggia – ha concluso – con conseguente danno di immagine per l’istituzione stessa; le dichiarazioni di Ics appaiono inoltre pregiudizievoli per il buon esito di questa iniziativa comunale che si pone nel medesimo contesto operativo nel quale ineriscono anche le attività di tale istituto, in potenziale conflitto di interessi”.

Di poco fa la nota di risposta di Ics, che “fa presente che alcuna irregolarità è mai stata segnalata dalle competenti autorità amministrative o giudiziarie, non potendosi certo tra queste annoverare una commissione la quale, comunque, non ha potuto trovare alcuna evidenza alle latenti accuse rivolte alla nostra associazione e il cui operato non è mai stato trasparente se non nel mandato, politico, del comune di Trieste, di contrasto all’accoglienza dei richiedenti asilo in città. Trattandosi pertanto di diffusione di notizie chiaramente false e diffamatorie – conclude il Consorzio – Ics valuterà ogni opportuna azione legale”.

mb.r

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