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sabato, 3 Dicembre 2022

San Dorligo, campane Dolina, la vicenda del sequestro sbarca a Bruxelles

20.02.2022 – 06:00 – Lo strano caso delle campane della Pieve di Dolina, apparso per la prima volta sulle pagine di cronaca lo scorso 12 Gennaio 2022, dal Comune di San Dorligo è giunto fino a Bruxelles, la capitale del Belgio. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ANSA in un lancio, infatti, tutti gli otto eurodeputati sloveni hanno presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Europea sostenendo che il sequestro delle campane è stata “una interruzione di una lunga tradizione e una ingerenza nella cultura e nei costumi di questo luogo”. Inoltre, hanno criticato il provvedimento adottato dalla magistratura italiana definendolo sproporzionato e pericoloso per la complessa convivenza tra le persone e le nazioni che convivono in quest’area. Gli eurodeputati hanno quindi chiesto alla Commissione se fosse a conoscenza del caso e in quale maniera intende agire “per far cessare le azioni prese nei confronti della libertà religiosa e della tradizione culturale nell’area dove vive la comunità autoctona slovena nella Repubblica Italiana”. Gli eurodeputati, infine, hanno chiesto che la Commissione non si limiti a rispondere loro in maniera burocratica ma che si impegni attivamente a risolvere questa ostica quanto bizzarra vicenda.

Continua, quindi, quello che ormai è diventato un vero e proprio romanzo giallo a puntate. Sequestrate lo scorso Gennaio dalle Forze dell’Ordine in seguito ad una raccolta firme alla quale avevano preso parte alcuni residenti indispettiti (e non solo) dal forte suono del sistema sonoro del campanile della Chiesa di Sant’Ulderico, ritenuto dagli stessi, “troppo rumoroso” e “ripetitivo”. Dissequestrate poi a fine Gennaio, la magistratura aveva cercato di trovare un compromesso tra il reverendo Klemen Zalar, responsabile della Parrocchia, e la cittadinanza, concedendo al primo di poter suonare le campane ogni giorno, tra le ore 08:00 del mattino e le ore 21:00 della sera, per un massimo di un minuto ogni ora. Tuttavia, il tentativo di conciliazione del PM per mettere in comune d’accordo tanto i residenti indispettiti quanto il parroco, non era stata accolta con grande piacere da quest’ultimo in quanto Zalar aveva reso noto fin da subito che far suonare le campane per non oltre un minuto era cosa impossibile in quanto non si è tenuto conto del tempo di inerzia delle campane e, per tanto, piuttosto che creare ulteriori e spiacevoli incomprensioni con gli abitanti della zona la Parrocchia aveva deciso di non farle suonare proprio.

Negli scorsi giorni, tuttavia, in attesa che il dissidio chiesa-residenti venisse analizzato in sede legale, nell’abitato di Dolina è stata avviata la contropetizione. L’obiettivo di quest’ultima è quello di riattivare i rintocchi delle campane della pieve secondo le modalità della secolare tradizione slovena. Più nello specifico, i residenti chiedono che il campanile ritorni a suonare l’Angelus alle ore 07:00, alle ore 12:00 e alle ore 20:00 di ogni giorno ed in particolare nella mattina di ogni domenica prima della messa, e in occasione di celebrazioni funebri ed affini. Inoltre, i residenti hanno avanzato la proposta di far suonare le campane in maniera manuale in occasione di eventi come la visita del vescovo e di alcune delle principali solennità dell’annata liturgica. I firmatari reclamano inoltre, come utilizzo laico del sistema campanario, il battito dell’orologio, ogni giorno dalle ore 07:00 alle ore 21:00, dei quarti e delle ore piene, e per scandire le fasi della tradizionale festa della “Majenca” (prima domenica di Maggio). “Il suono delle campane, dell’orologio, e le sinfonie degli scampanatori – hanno reso noto i residenti – fanno parte del patrimonio culturale e delle tradizioni locali e sono espressione della comunità paesana”.

 

 

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