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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Lavoro agile nella PA: Giunta Fvg si impegna, Dal Zovo (M5S) ritira la mozione

01.02.2022 – 16.35 – Un’istanza definita pienamente giustificata negli obiettivi da raggiungere, ma non propriamente corretta sul piano espressivo e dei contenuti che, pertanto, troverà nuovamente spazio in futuro nei lavori della Giunta e dei consiglieri regionali.
È stata così ritirata dagli stessi proponenti, su esplicita richiesta dell’assessore regionale alla Funzione pubblica, Pierpaolo Roberti, la prima mozione esaminata in Aula dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Piero Mauro Zanin.
“Vi chiedo il ritiro del documento – aveva chiuso il suo intervento l’assessore – garantendovi comunque il mio impegno in proposito. Sono disposto a lavorare insieme a voi per una normalizzazione dello smart working, ma tra queste righe ci sono troppi elementi da valutare e svariati errori da correggere per poter esaminare la mozione in prospettiva delle sue finalità”.
La mozione 305 “Iniziative per la valorizzazione e la semplificazione del lavoro agile nella pubblica amministrazione” era stata presentata dai consiglieri del Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle (prima firmataria Ilaria Dal Zovo), insieme a Furio Honsell (Open Sinistra Fvg).
Con il provvedimento, in considerazione del fatto che “la modalità di lavoro da remoto, oltre a consentire uno strumento di contrasto all’emergenza epidemiologica, determina una serie di esternalità positive”, si chiedeva alla Giunta regionale “di stilare i contenuti previsti dal Piano organizzativo del Lavoro agile (Pola), a oggi incompiuto all’interno del Piano integrato di Attività e organizzazione (Piao), rispettando le scadenze previste. Inoltre, è necessario semplificare per tutte le categorie di dipendenti l’iter dell’accordo individuale per l’accesso allo smart working”.
La richiesta, presentata alla Presidenza il 25 gennaio scorso, ricordando che “una circolare sottoscritta dai ministri Brunetta e Orlando prevede che ciascuna Amministrazione possa equilibrare il rapporto lavoro in presenza/lavoro agile secondo le modalità organizzative più congeniali alla propria situazione”, avrebbe voluto inoltre impegnare l’Esecutivo regionale “ad attivarsi tempestivamente nei confronti del Governo per intraprendere iniziative costruttive volte alla revisione delle proprie decisioni in materia di smart working e ad avvalersi maggiormente delle esperienze interne già consolidate e degli strumenti adottati già in precedenza sul tema, che hanno consentito egregiamente e tempestivamente di affrontare tutta la fase emergenziale”.
La pentastellata Dal Zovo aveva introdotto la mozione auspicando “una Regione più snella e al passo con i tempi, anche per conciliare vita personale e professionale, visti i buoni risultati pervenuti nelle esperienze passate”. Stessa lunghezza d’onda anche da parte di Honsell che ha anche suggerito l’idea di “provvedere a specifiche audizioni o a informative esaurienti in sede di Commissione”. La dem Chiara Da Giau aveva invece parlato di “un’opportunità importante: non solo come forma di organizzazione logistica, ma come manifestazione concreta dell’acquisizione di una mentalità diversa in termini di indipendenza”.
Roberti, prima di avanzare la sua richiesta ed esprimere la sua disponibilità sul tema, ha ricostruito nel dettaglio la storia dell’applicazione del lavoro agile nella Pubblica amministrazione del Fvg nell’arco degli ultimi due anni. “Nel testo si sovrappongono piani diversi e non conciliabili. Sono favorevolissimo allo smart working, utile non solo come strumento emergenziale, ma da mettere a regime per una Pa indietro di anni rispetto al privato. Tuttavia, oltre ai limiti legati alle norme in essere e ai decreti che finora ci hanno indicato cosa fare, non può certamente essere considerato elusivo per eludere l’obbligo del Green pass”.
[c.s]
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