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mercoledì, 10 Agosto 2022

Formazione, pandemia, turn-over. L’Usip fa il punto sui problemi della Polizia

19.02.2022 – 12.03 – Sono tante le problematiche interne al comparto di polizia sollevate dall’Usip, la giovanissima Unione sindacale italiana dei poliziotti. Una riduzione del personale di polizia, conseguenza del blocco del turn-over al 50%. Poi, la pandemia, la rotta balcanica, i problemi legati al capoluogo giuliano. E ancora, l’impossibilità di frequentare e iscriversi alle scuole di polizia: a causa del rallentamento di tutta la formazione i giovani agenti sono pochi, l’età media è difatti di cinquant’anni. La problematica sta anche nel deficit del personale: i numeri nazionali delle forze della Polizia di Stato siano scesi dalle iniziali 120.000 unità a poco meno di 100.000. Infine, genitorialità, ferie solidali e previdenza: i giovani dell’Usip, durante il congresso preceduto dal convegno “La previdenza nel comparto sicurezza e difesa”, si ripromettono non solo di investire su una nuova generazione di poliziotti ma, soprattutto, in una nuova generazione di sindacalisti che affrontino i giusti temi e con la giusta serietà. Il convegno si è tenuto alla presenza della vice capo di gabinetto alla Prefettura di Trieste, Astrid Pescio, il questore di Trieste Irene Tittoni, il vice presidente del consiglio regionale e consigliere comunale Francesco Russo e Maurizio De Blasio, assessore comunale alle politiche della sicurezza.

Nei giorni scorsi il segretario provinciale Imbrugia aveva incontrato il prefetto di Trieste, Annunziato Vardè, per discutere, questa volta, di problematiche legate al territorio. Particolare attenzione è stata posta ai fenomeni di protesta che hanno visto protagonista la città, oltre al fenomeno pandemico e alla delicata e annosa questione dell’immigrazione sulla rotta balcanica. Proprio questo ultimo tema “non può essere eluso semplicemente spostandolo dalla Questura al Commissariato di Villa Opicina” osserva il sindacato, è necessario piuttosto individuare “le risorse ed una struttura creata ad hoc per un emergenza che risulta oramai ciclica ed ordinaria”. La nuova struttura dovrebbe sorgere nel Polo di San Sabba ma, fa notare Imbrugia, richiede approvazioni e soprattutto tempistiche lunghe. Nell’immediato “bisognerà però fronteggiare l’emergenza in maniera fattiva, soprattutto garantendo la sicurezza dei poliziotti e della cittadinanza giuliana” osserva ancora. 
Il prefetto Vardè “ha garantito che programmerà un sopralluogo per poter osservare da vicino i luoghi di primo accoglimento che ad oggi sono attivi sul territorio giuliano – ha assicurato Imburgia – così da poter poi trovare soluzioni migliorative e, ove possibile, definitive all’annosa questione”. I punti sollevati dal sindacato sono tanti, si tratta di problematiche radicate, di complessa gestione e risoluzione; si punta perciò al confronto con le istituzioni e alla “credibilità” che “attiene alla serietà, alla coerenza, all’affidabilità”.
“Dobbiamo molto alla ‘vecchia guardia’ dei sindacalismo nella Polizia – ha concluso Marco Imburgia segretario di Trieste dell’Usi – La nuova generazione di agenti oggi vive in tempi molto più tranquilli, e si è un po’ seduta”.

mb.r

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