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martedì, 4 Ottobre 2022

Austria, al via l’obbligo vaccinale: tra multe e (ri)aperture

08.02.2022 – 07.01 – La nazione leader nella medicina, tra ‘700 e ‘800, dalle prime campagne vaccinali anti vaiolo dell’imperatrice Maria Teresa, alla scuola di medicina di Vienna. Oppure l’Austria come nera madre di Adolf Hitler e degli obblighi contro la libertà. Le opinioni sulla scelta operata dall’Austria lo scorso autunno 2021 di imporre l’obbligo vaccinale vedono frapposti gli schieramenti pro e no vax; intanto tuttavia l’obbligo è in vigore da un paio di giorni.
Specificatamente da domenica 6 febbraio tutti i cittadini austriaci over 18 non vaccinati rischiano una sanzione pesante, sebbene la sua applicazione appaia ancora lontana nel tempo. La legge austriaca dell’obbligo vaccinale è stata ufficialmente adottata il 20 gennaio dal Parlamento nazionale, prima di venire promulgata dal Presidente ed essere applicata domenica.
La misura è sostenuta dal 60% dei cittadini austriaci, ma nel contempo non sembra aver prodotto conseguenze rilevanti nell’adesione alla campagna vaccinale: rimane con doppia dose solo il 70% della popolazione, con percentuali basse a confronto coi paesi mediterranei (Italia e Spagna) o con la stessa Francia. Allo stadio attuale l’Austria rimane isolata nella scelta di un obbligo totale, in compagnia delle Repubbliche centro asiatiche (Tagikistan, Turkmenistan), il sud oriente asiatico (Indonesia) e l’America del Sud (Ecuador).

L’estensione dell’obbligo all’intera popolazione si accompagna paradossalmente a una graduale apertura nei confronti dei non vaccinati nella vita pubblica e nella fruizione di negozi e locali: dal 12 febbraio infatti decadrà l’obbligo di visitare i negozi solo se vaccinati o guariti, con l’alternativa di un tampone. Inoltre già dal 5 febbraio è stato consentito a bar e ristoranti di tenere aperto fino a mezzanotte, mentre le manifestazioni pubbliche come concerti, spettacoli in generale ed eventi sportivi sono state allargate a 50 partecipanti massimi rispetto ai 25 originari.
La situazione si profila pertanto simile a quella italiana; laddove c’è un irrigidimento delle misure, ad esempio nel caso italiano con l’obbligo del Green Pass per i negozi in genere, si accompagna una diminuzione dei contagi e dei ricoveri, fanalino di coda del picco ormai raggiunto dalla variante Omicron.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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