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Trieste, 27 Gennaio 2022, celebrato alla Risiera di San Sabba il “Giorno della Memoria”

27.01.2022 – 12:55 – Si sono svolte questa mattina, presso la Risiera di San Sabba, a Trieste, le tradizionali celebrazioni del “Giorno della Memoria”, ricorrenza istituita dal Parlamento italiano nel luglio 2000, per commemorare l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz e le persecuzioni ed il conseguente sterminio del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi di concentramento nazisti. All’evento hanno preso parte le principali autorità politiche e religiose cittadine, quali il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il Sindaco di Sgonico Monica Hrovatin, ma anche il Prefetto del Capoluogo Giuliano, Annunziato Vardè e l’Assessore Regionale Pierpaolo Roberti. Per la comunità cattolica il rito è stato celebrato dall’Arcivescovo Mons. Giampaolo Crepaldi, per la comunità ebraica dal Rabbino capo Paul Alexandre Meloni, per la comunità serbo-ortodossa da padre Raško Radovic, per la comunità greco-orientale dall’Archimandrita Grigorius Miliaris, per le Comunità Evangeliche dal Pastore Aleksander Erniša. Presenti, come ogni anno, il Gonfalone della città di Trieste, decorato di medaglia d’oro al valor militare e quello della città di Muggia, decorato di medaglia d’argento al valor militare, nonché i gonfaloni della Regione Friuli Venezia Giulia e dei Comuni di Duino-Aurisina e San Dorligo della Valle. Accanto alle autorità civili, militari e religiose, hanno presenziato i rappresentanti e i labari di vari gruppi ed Enti, delle Associazioni dei Deportati e Perseguitati Politici Antifascisti, dei Partigiani, dei Volontari della Libertà, dei Caduti, delle Associazioni combattentistiche e d’arma, dei Sindacati e del Comitato Internazionale del lager nazista della Risiera di San Sabba. Alla manifestazione, svoltasi in maniera regolare ma, come accaduto nel 2021 in forma più contenuta a causa delle normative antipandemiche in vigore, hanno preso parte anche due rappresentanti dell’Associazione Arcigay Arcobaleno, invitati personalmente in mattinata dal Sindaco di Trieste, inizialmente esclusa dagli invitati all’evento per motivi logistici attorno alla quale, nella giornata di ieri, erano emerse alcune polemiche.

“Il giorno della Memoria, – ha asserito il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, all’esordio del suo discorso – è stato istituito dal Parlamento italiano affinchè non si sbiadisca, con l’incedere del tempo, il dramma della Shoah. L’olocausto, infatti, in questo luogo ha segnato il destino di un popolo; in questo luogo l’uomo ha straziato, torturato, passato per le armi e assassinato giovani, sloveni, croati, omosessuali, zingari, disabili, tantissimi ebrei appartenenti alla nostra comunità cittadina. Persone, culture, religioni che da sempre contribuiscono alla crescita economica, culturare e sociale di Trieste.

“Il giorno della memoria – ha continuato Dipiazza – non deve essere una funzione consolatoria, il giorno della memoria non deve essere confinato a ciò che è stato, non deve diventare una fotografia in bianco e nero ma deve ricordare a tutti noi di non dimenicare; perchè solo così possiamo costruire qualcosa di positivo per il futuro”.

Dello stesso pensiero anche il Rabbino Paul Alexandre Meloni il quale nel suo discorso ha invitato i partecipanti presenti e collegati attraverso i canali social e media a “non ricordare per un giorno solo ma tutto l’anno” e “non ricordare solo le vittime ebraiche ma tutte le vittime, quali, gay, zingari, handicappati e uomini che contestavano semplicemente la politica di allora”. “Il giorno della memoria deve essere una data in cui insegnare come fare memoria. Sono più di vent’anni che questo giorno esiste ma è davvero cambiato qualcosa?”

“Secondo le statistiche dell’antisemitismo in Francia – ha spiegato il Rabbino – un ebreo su 2 ha subito un’aggressione antisemita, 2 genitori su 3 chiedono ai figli di non rivelare la loro identità ebraica. In Italia, invece, un ragazzo è stato recentemente picchiato perché ebreo e tra gli insulti più comuni c’è “Ebreo di M….”. Siamo riusciti a fare in qualche modo memoria?”.

“Memoria deve essere fatta in tutti i giorni dell’anno e il giorno della memoria deve essere l’apice di questo lavoro che dobbiamo fare. Oggi è giusto e doveroso pregare ma dobbiamo anche riflettere cosa vogliamo davvero trasmettere” – ha concluso Meloni.

 

 

 

 

 

 

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