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giovedì, 8 Dicembre 2022

Data Logger: cos’è e come funziona

30.01.2022 – 10.32 – Nel mondo contemporaneo le informazioni sono uno dei beni di maggior valore in assoluto. Informazioni intese non solo come i messaggi che siamo abituati a immagazzinare tramite i vari media (televisione, giornali, libri, riviste ecc.), ma anche intese come “dati”. Dati che, ovviamente, possono riguardare gli ambiti e i settori più disparati: dati finanziari, dati sanitari, dati commerciali e persino dati ambientali. A prescindere da quale tipologia di dato si intenda lavorare, esiste uno strumento pensato proprio per memorizzare, aggiornare e gestire dati in maniera altamente professionale. Questo strumento è noto col nome di data logger, un dispositivo che viene alimentato da una batteria che ne garantisce il funzionamento. Questo è progettato per registrare informazioni in maniera automatica, rendendo molto più semplici, veloci e sicuri i processi relativi al tipo di dato su cui si sta lavorando. Tutto sta nel fornire al data logger i giusti input di partenza: dopodiché, la macchina lavorerà in quasi totale autonomia.

Come funziona un data logger. Per iniziare a inquadrare un data logger da un punto di vista appena più tecnico, possiamo dire che il suo sistema di archiviazione dati lavora grazie a un microprocessore interno e che, di base, questa macchina consente di monitorare e registrare diversi parametri nel corso del tempo. Dal punto di vista fisico un data logger può presentarsi come una scheda plug-in, o magari come una scheda di comunicazione seriale: un sistema che dunque ricorrerà a un computer come sorgente da cui registrare in real time tutti i dati di cui sopra. Il tutto senza mai dimenticare che un data logger è in grado di leggere contemporaneamente diverse tipologie di segnale elettrico e quindi di memorizzare diverse tipologie di dato nella sua memoria interna.
Questi hardware di solito lavorano a intervalli regolari: vengono programmati per eseguire analisi e memorizzazione nell’arco di determinati periodi di tempo (ad esempio: una volta al mese, una volta a settimana, una volta al giorno, una volta ogni cinque ore ecc.). Le letture vengono poi a loro volta memorizzate all’interno di tabelle, che possono venire consultate singolarmente o magari confrontate l’una con l’altra tramite grafici. Questo tipo di procedura permette di andare ben oltre la lettura statica del dato: il data logger infatti aiuta a conoscere l’evoluzione dinamica di determinati parametri.

Come scegliere un data logger e come utilizzarlo. Per scegliere un data logger bisogna innanzitutto partire dal tipo di misurazione che si intende effettuare. Si consideri infatti che esistono data logger pensati appositamente per analizzare le evoluzioni di temperatura, così come ne esistono altri pensati per misurare le variazioni di umidità. E, ancora, esistono data logger creato ad hoc per registrare il suono, la corrente, la tensione, la pressione, l’acidità, l’intensità della luce. Insomma, le possibilità di utilizzo di questo strumento sono davvero moltissime e tutto sta nel capire quale sia l’opzione più adatta alle proprie personalissime esigenze. Detto questo, una volta individuato il data logger migliore per la propria attività, si procederà innanzitutto alla configurazione dei parametri da monitorare. Dopodiché sarà possibile dare il via alla registrazione dati vera e propria: per farlo, il consiglio è sempre quello di posizionare il data logger in uno spazio consono e, ovviamente, di dare input corretti in merito al tempo durante il quale dovrà lavorare e agli intervalli durante i quali dovrà attivarsi e registrare informazioni.

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