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giovedì, 26 Maggio 2022

Licenze operatori di gioco in Italia. Cosa sono e perché sono importanti

22.01.2022 – 10.32 – Si sente sempre più spesso di parlare di casinò online, a buona ragione. Si tratta del canale di intrattenimento più frequentato negli ultimi due anni, a causa della pandemia e per via di un successo che ha poi preso largamente piede, affermandosi definitivamente. L’intrattenimento oggi è solo online, anche in Italia, un paese storicamente legato alla “tradizione” e alle vecchie forme di gioco.
Intanto, mentre le sale vivono alti e bassi con una crisi senza fine, l’online spopola. Eppure non molti sanno che alle spalle c’è un lavoro lungo e faticoso, che per essere realizzato ha bisogno delle licenze. Se ne parla poco, ma senza di queste, in Italia, non è possibile erogare servizi di gioco. Si tratta dunque di un elemento fondamentale per la sicurezza e l’affidabilità di un portale di gioco, e ne va della stessa legalità della piattaforma. Una misura estesa poi in tutti i paesi e ciascuno fa le proprie regole, aggiornate nel 2018, che fissano determinati parametri per quanti desiderino ottenere la licenza online. La licenza è valida per tutti quelli che eroghino gioco a distanza, ivi comprese le scommesse sportive o i bingo.
Di licenze si parla sempre più in Italia, con la proroga per il rinnovo delle concessioni al 31 dicembre 2022, ed in Europa. Per esempio Betsson, a cui appartiene il famoso brand italiano Starcasino, ha annunciato la sospensione dei suoi servizi in Olanda, entro il prossimo ottobre, quando aprirà il mercato del gioco online. Per un cavillo normativo: chi eroga servizi agli olandesi senza licenza olandese, rilasciata dalla KSA, rischia provvedimenti disciplinari molto pesanti. L’annuncio è arrivato dopo che Entain ha ritirato i suoi servizi dal paese. Una bagarre che rischia di non risolversi.

Il procedimento che porta al rilascio della licenza è tutt’altro che breve, e tutti i requisiti vanno rispettati uno per uno. Pertanto si accede ad un bando di concorso previsto e rilasciato dall’ADM. Il bando è aperto ovviamente anche a società straniere, a patto che tutte siano o SPA o SRL o similari e che chiariscano preventivamente i servizi da erogare, il tipo di software house scelto e il dominio.it, in grado di supportare un grosso numero di utenti e sopperire ad eventuali malfunzionamenti. Passato il concorso, entro sessanta giorni la società concorrente deve riuscire ad adempiere a tutti gli altri requisiti richiesti: per esempio le approvazioni tecniche per le categorie di servizio, gli iter burocratici e i versamenti all’ADM. Inoltre, per operare in Italia, ogni operatore deve implementare il certificato SSL e utilizzare il protocollo HTTPS. La società versa poi 200mila euro nelle casse di ADM ed ottiene la licenza della durata di cinque anni. Fondamentale per una serie di motivi: la tutela della privacy, promozioni e bonus, per la trasparenza stessa di un gioco.

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