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sabato, 13 Agosto 2022

Villaggio del Pescatore: operativo il mini-mose

23.12.2021 – 07.58 – Una barriera antiaggressione marina lungo la banchina del Villaggio del Pescatore: il mini-mose è pronto e pienamente operativo. Un muro di contenimento che contrasterà i fenomeni di alta marea che da sempre comportavano allagamenti e danni a case private. Un progetto dell’assessore ai lavori pubblici Lorenzo Pipan, che ha coinvolto il vicegovernatore con delega alla Protezione Civile Riccardo Riccardi e portato a termine assieme al Consorzio di Bonifica Pianura Isontina. Per il sindaco, Daniela Pallotta, un lavoro “avviato e concluso per la nostra comunità”. L’acqua alta ha spesso visto “gli eccezionali volontari della squadra della Protezione Civile comunale impegnati giorno e notte a collocare sacchetti di sabbia a difesa delle case – spiega Pallotta – uno sforzo condotto sentendosi tuttavia impotenti perché l’acqua superava la banchina e non si fermava, raggiungendo le abitazioni. Ora con queste barriere abbiamo letteralmente posto un argine a questo fenomeno, mantenuto una promessa importante e consegnato ai cittadini un Villaggio del Pescatore più sicuro”.

È lo stesso Pipan ad ammettere che i fondi per il mini-mose “furono stanziati addirittura tra il 2010 e il 2011. Quando ci siamo insediati nel 2017 abbiamo subito deliberato di procedere con i lavori ma prima dovemmo risolvere la condizione di pre-dissesto del bilancio comunale”. L’amministrazione ha messo in campo ulteriori 460mila euro attraverso lo strumento della Delegazione Amministrativa Intersoggettiva. “Per velocizzare i lavori – spiega Pipan – abbiamo affidato al Consorzio di Bonifica della Pianura Isontina il ruolo di RUP e di appaltatore.  Dopo aver concluso il primo lotto di interventi – aggiunge – abbiamo potuto utilizzare il ribasso di gara per finanziare questa ulteriore e ultima opera, che ha visto concludere la barriera in cemento armato per i circa 20 metri rimanenti”.

L’opera vedrà la sua inaugurazione ufficiale a gennaio ma è già pronta; gli alberi rimossi per permettere i lavori sono stati ripiantati: non più pini, “che con il loro apparato radicale portano a sollevamento e danneggiamenti del manto stradale e delle opere contigue” racconta l’assessore ai lavori pubblici, ma alberi autoctoni come i lecci. “Sono più idonei e garantiscono una durata maggiore dei manufatti” conclude.

b.b

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