Università di Trieste, in vetrina a Dubai i progetti “marini” del C-Lab

03.12.2021 – 14.09 – Mappare i nostri mari, individuando le aree più inquinate e quali tipologie di rifiuti ne pregiudichino l’ecosistema. Un risultato da ottenere tramite un network che connetta pubbliche istituzioni, associazioni e lavoratori del mare. La mappatura avverrebbe attraverso i pescatori stessi, i quali segnalerebbero tramite un diario di bordo i luoghi dove anziché pescare pesci, rinvengono rifiuti; un modo, per i lavoratori del mare, di rintuzzare i propri guadagni con un contributo “verde”. Ogni area mappata corrisponderebbe infatti a un contributo degli enti di ricerca. Si chiama “Sea Side” ed è uno dei due progetti presentati dal C-Lab dell’Università di Trieste all’Expo di Dubai. L’originale proposta che rappresenta anche un concreto aiuto economico per il settore della pesca è dell’appena venticinquenne Michele Lotta, assieme ad altri otto colleghi.
Il secondo progetto, anch’esso presente nella prestigiosa vetrina di Dubai, è dell'”Audace Sailing Team“, un progetto che mira a produrre barche a vela per le regate con materiali ecosostenibili. Stavolta a essere coinvolti sono quasi mezzo centinaio tra studenti, professori e personale tecnico.
Si tratta di uno spiraglio sull’ampio range di attività e proposte che l’Università di Trieste (Units) ha offerto in questi giorni presso l’Expo italiano, sfruttando la possibilità medio orientale per migliorare la propria offerta formativa e la propria attrattiva all’estero.

[z.s.]