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lunedì, 3 Ottobre 2022

Rincaro delle bollette, cosa aspettarsi? Nel 2022 gas più caro del 50 per cento

27.12.2021 – 10.16 – Con l’avvicinarsi del nuovo anno 2022 si fa sempre più accesa la discussione legata ai rincari delle bollette, ai quali si dovrebbe assistere in Italia a partire proprio dai primi giorni dell’anno nuovo (e qualcosa è già arrivato): il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, insieme a Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori, prevede a meno di ulteriori interventi del Governo un aumento delle bollette del gas del 50 per cento e dell’elettricità del 17 per cento, arrivando a picchi possibili del 25 per cento. Aumenti che colpiranno maggiormente la famiglia-tipo in regime di maggior tutela, come conferma ARERA, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ente pubblico che trimestralmente valuta le condizioni del mercato dell’energia elettrica e del gas naturale. L’Autorità è inoltre intervenuta annullando transitoriamente gli oneri generali di sistema in bolletta e potenziando il bonus sociale alle famiglie in difficoltà, grazie al decreto di urgenza del Governo che ha stanziato le risorse necessarie: un provvedimento che dovrebbe sortire, quali effetti finali, una spesa annuale per la famiglia-tipo di circa 631 euro, con una carico in ogni caso del più 30 per cento rispetto al 2020 per l’elettricità e di circa 1.130 euro per quanto riguarda la bolletta del gas (un aumento del 15 per cento rispetto all’anno precedente).

Numeri decisamente sensibili e aumenti importanti in una situazione, per le famiglie, già molto difficile, che fanno temere una crescita rapida della povertà energetica e spingono a più riflessioni: innanzitutto, quali sono le cause che portano a questo aumento? Dopo aver assistito ad un calo costante dei costi in bolletta nel corso del 2020, il rincaro si basa su diversi fattori, tra i quali i costi di approvvigionamento della materia prima, la spesa per gli oneri di sistema, la tassazione, le tariffe di trasporto e gestione del contatore. L’aumento atteso per il 2022 si basa principalmente sulla crescita delle quotazioni delle materie prime, ovvero dell’energia elettrica e del gas naturale: i prezzi europei del gas, in particolare a seguito di fattori geopolitici, sono infatti cresciuti di oltre l’80 per cento nel terzo trimestre del 2021, portando ad una conseguente ripercussione sugli utenti.

È possibile evitare, in qualche modo, questi aumenti? In prima battuta, soprattutto per riscaldare gli ambienti, uno dei modi per evitare spese oramai importanti è certamente l’utilizzo di prodotti certificati e di alta qualità: un impianto di riscaldamento realizzato a regola d’arte e moderno, infatti, permette di risparmiare notevolmente, contenendo i costi all’interno della propria bolletta. Fondamentale è l’attenzione al coefficiente di trasformazione tra l’energia (e quindi il calore) ottenuta e la potenza termica utilizzata, che non potrà prescindere oltre che dall’efficienza anche dal costo che misura l’unità di energia. Altro punto su cui focalizzare l’attenzione è il cosiddetto mercato libero, comprendendo la differenza tra quest’ultimo e quello a maggior tutela.
Il mercato libero può garantire un’offerta fissa, che quindi non tiene conto delle variazioni di costo dell’energia, perché sono proprio le compagnie a stabilire le proprie tariffe, mentre per quello tutelato bisogna fare riferimento all’Autorità che regola il settore, ovvero, come abbiamo già visto, l’ARERA: servizio che verrà però abolito a partire dal 2023, momento a partire dal quale esisterà unicamente il mercato libero e saranno dunque le compagnie a stabilire direttamente le proprie tariffe e condizioni.
Nonostante la possibilità che il costo della materia prima scenda sotto il livello pattuito nell’offerta, visto l’andamento dell’energia negli ultimi tempi, è molto difficile che questo accada; dunque una delle opzioni che potrebbe portare ad un maggiore risparmio è quella delle bollette di luce e gas a prezzo fisso, potendo, inoltre, al termine dell’offerta, rinegoziare con la stessa compagnia o con un’altra le condizioni per un successivo contratto di fornitura fisso o variabile. Occhio quindi alla qualità e adeguatezza degli impianti, alla professionalità ed esperienza di chi li realizza, e al fornitore di energia.

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