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venerdì, 30 Settembre 2022

Porto Franco Trieste, D’Agostino: “Serve un riconoscimento anche industriale”

09.12.2021 – 07.01 – Il dibattito su come far valere lo status di porto franco di Trieste, secondo quanto affermato dall’Allegato VIII del Trattato di pace di Parigi, continua a dominare il discorso sulla logistica triestina; specie dopo il rigetto dell’Unione Europea nei confronti della richiesta operata dal Senato. Il presidente dell’Authority Zeno D’Agostino è tornato sula questione durante una conferenza del Propeller Club di Trieste, riportata da Ansa.it. Secondo D’Agostino: “Non c’è bisogno di un atto specifico da parte del governo per riconoscere il Porto Franco di Trieste” ma occorre che questo sia “riconosciuto anche a livello europeo, comunitario, perché il Porto Franco è già una associazione di fatto del nostro scalo”.

D’Agostino però vede la situazione in maniera positiva: “Nella sua lettera [di Gentiloni n.d.r.] io non vedo qualcosa che ci colpisce direttamente in maniera emergenziale, ma vedo la possibilità di allestire un tavolo a livello romano per dare risposte a tutta una serie di soggetti che sino a pochi anni fa non erano pronti a difendere sul tema del porto franco di Trieste. Quindi oggi ci sono situazioni che se gestite bene ci possono permettere di portare a casa dei risultati che aspettiamo da un bel po’ di tempo”.
Tuttavia quanto realmente occorre è “un riconoscimento politico e anche industriale“, nel senso che non basta “declinare lo scalo per la gestione dei flussi portuali ma anche per le attività manifatturiere e industriali”. È il vecchio discorso, più volte discusso dal Presidente, di un Porto che non si limiti a fare opera di carico/scarico delle merci, ma si allarghi alla lavorazione delle merci (BAT docet).

[i.v.]

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