Covid: proteste, bambini e paesi limitrofi aumentano il contagio

04.12.2021 – 16.50 – La quarta ondata sta coinvolgendo tutta Europa. Ma esattamente, dove stanno andando l’Italia e, in modo particolare, il Friuli Venezia Giulia? I dati aggiornati a ieri indicano che siamo vicini al plateau. A spiegarlo oggi in conferenza stampa il responsabile della task force regionale anti-Covid, Fabio Barbone. Il 20% di contagi in meno, un tasso di mortalità più basso e meno letti occupati in terapia intensiva sembrano “annullare il rischio di andare oltre le soglie della zona rossa e di quella arancione” precisa Barbone. Il contagio pare essere al momento influenzato principalmente da “condizioni esogene – racconta Riccardo Riccardi, vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia – in questo caso la situazione oltre il confine della regione. Ora siamo alle prese con l’operazione bambini, attorno a 68mila unità. In quattro o cinque punti della regione, con l’aiuto del Burlo, allestiremo degli hub vaccinali dedicati ai bambini”. La trasmissione del virus in regione è quindi legata alla situazione dei paesi limitrofi, al tasso di incidenza tra i più piccoli, ma anche alle numerose proteste: “Le manifestazioni sono devastanti – conferma Massimiliano Fedriga, presidente della regione – i numeri forniti dal professor Barbone sono eclatanti. Si tratta del più grande focolaio della storia della pandemia in regione. Se la gente vuole manifestare almeno sappiamo che c’è un responsabile. Manifestazioni come queste si sono rivelate estremamente pericolose: gente non vaccinata, non distanziata, senza mascherina, che si urla addosso. Si tratta di situazione nella quale il contagio si diffonde”.
Spiega Fedriga: “Ci metto un minuto a scrivere un’ordinanza, ma poi va fatta rispettare. Le persone manifestano lo stesso e cosa dovrebbero fare a quel punto le forze dell’ordine? l’alternativa è avere delle manifestazioni nelle quali c’è un responsabile che ne risponda”.
Riguardo invece il trasporto pubblico locale “Non abbiamo ancora indicazioni precise dal governo – ammette il presidente – ma sin dall’inizio si è parlato di controlli a campione. I controlli sono utilissimi, ma siamo in mezzo a una pandemia. O la comunità si muove assieme oppure abbiamo perso. L’appello che faccio – conclude – è che tutto questo deve essere frutto della consapevolezza di ognuno di noi. La logica non è che tutto si può fare fin che non vieni sanzionato”.

b.b