“Tales of unwritten” storie non scritte e scorci di vita a Trieste Photo Days

10.11.2021 – 11.30 – Trieste nel periodo dal 28 ottobre al 1 novembre ha ospitato un importante festival fotografico denominato Trieste Photo Days. Di questo evento si è fatta promotrice l’associazione culturale dotArt. Questo progetto ha esposto artisti fondamentalmente appartenenti alla Street photography, un genere fotografico che vuole riprendere i soggetti in situazioni reali e spontanee, in luoghi pubblici al fine di evidenziare aspetti della società di tutti i giorni.

Tales of unwritten” ovvero storie non scritte, scorci di vita immortalati da uno scatto, che grazie alla fantasia e un po’ di inventiva possono risultare solo un input per immaginare le vite che continuano a scorrere dopo che un singolo fotogramma è stato fissato. Le immagini raffigurano celebrazioni della bellezza o cronache del degrado urbano, spaziando enormemente nelle vite e nelle zone del mondo, così poliedriche e varie in tutti i loro aspetti.

Sono all’incirca 620 gli autori che hanno partecipato, perciò le opere esposte sono davvero molto numerose, all’incirca 1700 foto, e hanno richiesto spazi adeguati per essere fruite al meglio. Le sedi espositive sono state:

  • la Biblioteca statale Stelio Crise;
  • Civico Museo d’arte Orientale;
  • Accademia Scaglia;
  • Sala Fittke;
  • Stazione Rogers;
  • Stazione centrale di Trieste;
  • la Sala Xenia.

Ognuna di queste sale ha ospitato determinate tematiche in modo da essere ben suddivise per categorie.
Occasioni di questo genere sono utili non solo per guardare il lavoro degli altri ma anche per prendere spunti di riflessione anche per migliorare il proprio lavoro e per accogliere nuove idee.

La realizzazione di questo evento è stata possibile anche  grazie al contributo di importanti associazioni come la Fondazione benefica Kathleen Foreman Casali, nata nel 2001 con lo scopo di favorire le espressioni culturali in ogni settore, promuovere la scienza e la ricerca scientifica a livello nazionale e internazionale, aiutare gli studenti  meritevoli appartenenti a famiglie bisognose e la Fondazione Pietro Pittini che si rivolge ai più giovani  e fragili per dare un’opportunità di  emancipazione e di sviluppo del loro potenziale. Propongono un’ampia rete di attività, mirate alla crescita educativa e lavorativa della persona, al supporto sociale e culturale, con l’obiettivo di massimizzare il beneficio sociale.

[I.T.]