“L’aristocratica” orchidea, bella anche in inverno: come curarla?

30.11.2021 – 11.17 – Chi lo ha detto che l’inverno non è una stagione adatta alle piante? Certo, nella stagione fredda il verde che ci circonda diminuisce notevolmente, ma all’interno delle proprie case sono comunque numerose le specie che anche nei mesi più gelidi possono donare quel tocco di colore in più tipicamente assente in questi periodi. Tra queste troviamo l’orchidea:  dalla forma nobile e “aristocratica”, i loro petali dalle mille sfumature facilmente contreranno il gusto estetico di molti. Adatte agli ambienti interni, proprio perché necessitano del caldo essendo di origine tropicale, se curate in modo adeguato hanno una vita lunga e prosperosa. Ecco dunque alcuni accorgimenti per prendervi cura al meglio delle vostre orchidee.
Innanzitutto, uno degli elementi fondamentali è la luce: l’ideale è posizionarle vicino ad una finestra in modo che possano goderne di una buona quantità senza però il rischio di “scottarsi” con i raggi solari diretti, soprattutto nei mesi mesi estivi. Nel caso in cui si decida di spostarle all’aperto, infatti, è bene ricordarsi di fornire loro un riparo, in particolare nelle ore più calde della giornata. Allo stesso modo l’orchidea non può essere posizionata in un luogo buio, poiché questo le impedirebbe di produrre fiori e sviluppare le radici.
Per quanto riguarda l’annaffiatura, deve essere molto frequente: ogni 3-5 giorni va inumidito il terreno. Buona parte delle orchidee tropicali non affondano le loro radici nel terreno, ma vivono tra le intersezioni dei rami di alti alberi, o tra le rocce, dove si depositano materiali decomposti o in decomposizione; quindi prediligono terreni molto soffici e dissestati. In genere si concimano per tutto l’arco dell’anno, ogni 12-15 giorni, ma utilizzando un concime specifico ed in quantità molto ridotta.
Infine, per ottenere una nuova fioritura è quasi sempre necessario per un periodo esporre le piante ad un calo delle temperature: questo permette di simulare l’inverno che avrebbero vissuto nel loro ambiente naturale e, al termine, la normale ripresa vegetativa con la conseguente produzione di fiori.

[i.t]