Educare, sensibilizzare, aiutare le vittime e punire i colpevoli: le ricette contro la violenza sulle donne

25.11.2021 – 18.00 | Ricorre oggi la Giornata Internazionale dedicata all’eliminazione della violenza sulle donne, un momento voluto dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite per sensibilizzare la collettività su un tema sempre, tristemente, molto attuale, come dimostrano le quotidiane cronache. In occasione di questa iniziativa, dunque, sono stati moltissimi i messaggi che sono stati lanciati per sensibilizzare sull’argomento.
A partire da quello dell’Assessore regionale al lavoro, Alessia Rosolen, che ha intanto rivendicato come, rispetto ai 22 comuni che realizzavano iniziative con 60 mila euro nel 2018, a oggi “siamo riusciti a portare le risorse a disposizione a 174mila euro ampliando il numero di comuni coinvolti a 65.”. Rosolen si è così espressa nel corso dell’incontro dal titolo “Uniti contro la violenza sulle donne. Sportivi per la scuola“, svoltosi a Trieste nella sala Tessitori del palazzo del Consiglio regionale e a cui hanno partecipato anche la presidentessa della Commissione Regionale per le Pari Opportunità (CRPO), Dusy Marcolin, la dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Alida Misso, il presidente del Consiglio Regionale, Piero Mauro Zanin, e diversi campioni dello sport, non solo triestino ma di tutta la regione: oltre a Adrian Banks, Daniele Cavaliero e coach Franco Ciani dell’Allianz Pallacanestro Trieste, Ray Petronio e Lucrezia Cergol, capitani rispettivamente della squadra maschile e femminile della Pallanuoto Trieste, hanno presenziato anche le olimpioniche Mara Navarria, Chiara Cainero e Giada Rossi, Melissa Tassan, giovane arbitro di calcio, Brian Nuytinck dell’Udinese Calcio e Luca Magnino del Pordenone.
Marcolin ha espresso, nel corso dell’iincontro, la necessità di “intervenire al di là del nucleo famiglia”, rivendicando in questo senso l’importanza di parlare ai giovani delle scuole, come nell’incontro odierno, mentre Zanin, dopo aver ringraziato la CRPO per l’iniziativa, ha posto l’accento sulla necessità di “essere rigidi nella punizione”, se “come dimostrano anche i casi di cronaca non è più sufficiente formare e informare”. L’importanza della certezza della pena è stata sottolineata anche da Rosolen, che ha anche voluto ricordare come negli ultimi anni le iniziative promosse dall’amministrazione abbiano avuto grande riscontro sul territorio, grazie alla capillarità con la quale si sono svolte, facendo però un appello a interrompere quel “silenzio che alla fine rischia di essere l’arma più mortale” da parte delle vittime di violenza.
Ma nel corso della giornata, al di fuori dell’incontro con le scuole, sono stati tantissimi a esporsi su questo tema. Salvatore Spitaleri, membro della commissione paritetica Stato-FVG ed esponente del Partito Democratico, ha evidenziato come sia fondamentale che “si organizzino reti di protezione per le donne in difficoltà, si attivino percorsi di sostegno per le vittime, si implementino centri di ascolto e di educazione alla differenza di genere e alla relazione uomo donna”, mentre la senatrice dem Tatjana Rojc ha chiesto una maggiore sensibilizzazione su “L’omertà da parte di chi sa”, che “è una colpa che deve pesare come un macigno. Non c’è più tempo da perdere: si devono educare i bambini e i ragazzi al rispetto e al fatto che nessuno debba sentirsi minacciato, tanto meno in nome di qualcosa che viene chiamato ‘amore malato'”.
Anche da parte del gruppo consiliare della Lega l’attenzione è stata posta sulla mancata presa di coscienza del problema della violenza. “Il primo passo è quello di superare
l’indifferenza. Quindi, riconoscere e condannare con fermezza questa piaga che riguarda tutti noi” fanno sapere i consiglieri leghisti, che aggiungono anche che “La battaglia contro la violenza sulle donne passa anche attraverso il miglioramento della condizione socio-economica femminile.”. “È doverosa da parte delle istituzioni e delle forze sociali l’opera di prevenzione della violenza che con molte azioni si cerca di operare, attraverso reti di sostegno alle vittime e l’offerta di strumenti per offrire un’alternativa pratica per riconoscere ed uscire da situazioni pericolose” ha poi aggiunto a quanto detto dai colleghi di partito la Consigliera regionale Maddalena Spagnolo.
La consigliera regionale di Forza Italia, Mara Piccin, ha sottolineato come sia importante il contributo della legge per la lotta alla violenza: “I contributi della politica in senso normativo sono fondamentali ma non sufficienti – osserva però la forzista, aggiungendo che “ai cambiamenti di carattere normativo e giuridico devono accompagnarsi quelli di tipo culturale e occupazionale: le donne non devono trovarsi nel dubbio se denunciare i propri persecutori perché prive di indipendenza economica o di supporto sociale.”. Il deputato azzurro, Roberto Novelli, ha quindi annunciato di aver presentato un emendamento alla legge di Bilancio per introdurre il patrocinio gratuito ai genitori delle vittime di violenza di genere.
“Il femminicidio e la violenza fisica sono, purtroppo, soltanto la più eclatante delle forme di sopraffazione che le donne subiscono – ha spiegato la consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle Ilaria dal Zovo – Le leggi e la loro applicazioni sono importanti, ma è fondamentale anche e soprattutto la sensibilizzazione e l’educazione al rispetto della donna, nelle scuole come in famiglia. Ed è decisivo non girare la testa dall’altra parte in caso di episodi di violenza, ma denunciare all’apposito numero 1522. Lo facciano le vittime di violenza ma anche familiari o vicini di casa che ne sono testimoni: nessuno può chiamarsi fuori da questa battaglia di civiltà.”.
Furio Honsell, consigliere regionale di Open Sinistra FVG, ha poi posto l’attenzione su un’altro aspetto: “È necessario garantire alla donna la piena autodeterminazione riproduttiva anche nel nostro paese, togliendo vincoli come la cosiddetta “obiezione di coscienza”. In certe situazioni diventano infatti anch’essi violenza di genere. Non c’è nulla di ammirevole nella “obiezione” alla richiesta di aiuto della donna o nel negare un servizio sanitario. L’aborto è un diritto e non un mero “rimedio”.”.
Il capogruppo del PD in consiglio comunale a Trieste, Giovanni Barbo, insieme alla segretaria provinciale dei dem, Laura Famulari hanno infine inaugurato una calligraphy art contenente i nomi delle vittime di violenza di genere dal 2006 al 2020, chiamata Urlo di Penelope e realizzata da Francesco Grosso. “La lotta alla violenza sulle donne sia un costante e pressante impegno, uno sdegno e un’angoscia che assilla il nostro lavoro nelle istituzioni e nella società, non il pensiero di un giorno o la retorica buona in tragiche circostanze. Ci assumiamo questa responsabilità e la rendiamo visibile nella sede del Partito democratico, dove da oggi il dolore delle donne ci parla col volto di un archetipo femminile dell’Occidente: Penelope” hanno dichiarato per l’occasione.