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sabato, 3 Dicembre 2022

Cervi aggressivi e stagione degli amori. Cos’è successo a Tarvisio?

03.11.2021 – 09.25 – Si era attorno a mezzogiorno del 31 ottobre 2021, quando Santino Moroldo (73 anni) e la moglie Ida (69) decidono di farsi una passeggiata lungo un sentiero che si trova proprio dietro ad alcune case, nei pressi di via Romana a Tarvisio.
Improvvisamente, i due vengono caricati da un grosso cervo maschio. L’animale sembra accanirsi su di loro, costringendoli persino a rotolare lungo un pendio.
Secondo quanto riportato da alcune testate locali, due amici di famiglia, sentendoli gridare e chiedere aiuto, hanno immediatamente lanciato l’allarme alle autorità competenti. Sul posto sono presto intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tarvisio, i vigili del fuoco e il Soccorso alpino e speleologico della stazione di Cave del Predil, ma l’animale non voleva saperne di allontanarsi, rendendo così difficoltose le operazioni.
Marito e consorte hanno riportato lesioni alle gambe. Lui è stato trasferito in ambulanza a Tolmezzo, mentre lei è stata trasportata in elicottero all’ospedale di Udine.
Ma è la prima volta che un fatto del genere accade? “Fatti del genere, seppur molto rari, accadono più spesso di quello che si immagina”. Spiega il ricercatore faunistico, nonché Consigliere delegato alle politiche per la montagna e risorse naturalistiche di Tarvisio, Paolo Molinari. “Ogni anno ci sono 4 – 5 casi documentati solo nella Mitteleuropa. Restando sul locale – nel 1954 due fotografi naturalisti Tarvisiani furono aggrediti da un cervo in bramito perché si erano avvicinati troppo alle femmine – uno pieno di lividi ed ematomi, il secondo con 5 costole rotte e 6 punti di sutura. Nel 1962 una signora villeggiante fu aggredita e gravemente ferita all’addome da un capriolo. Nel 1971 un signore in bicicletta fu attaccato e ferito da un capriolo nella vicina Arnoldstein in Austria a pochi km dal confine. Nei primi anni novanta una signora con il suo cane al guinzaglio furono attaccati e feriti da un camoscio a Tarvisio. Un caso è riportato anche ad inizio del 2000 a Osoppo, ma con ferite lievi. A ottobre di quest’anno un signore è stato ucciso in Stiria in Austria – incornato da un maschio in amore. Insomma questi incidenti seppur anomali e rari – si ripetono. Ma va tutto relativizzato –  pensiamo ad esempio che ogni anno mucche al pascolo per difendere i propri vitelli attaccano delle persone – mediamente ne vengono ferite una cinquantina all’anno, la media dei morti per anno è di 5 persone nell’arco alpino”.

Un comportamento, quello del cervo, effettivamente anomalo, continua Molinari. “Questo animale è nato e cresciuto selvatico in Foresta di Tarvisio ma in un’area vicina all’abitato. Ogni inverno si avvicinava alle case dove veniva “premiato” con pane, mele, carote e altre cose da mangiare che la gente gli butta per compassione e amorevolezza nei confronti degli animali. Questo individuo è cresciuto quindi senza alcun timore nei confronti dell’uomo. Ha circa 4 anni e ciò vuol dire che quest’anno ha partecipato per la prima volta attivamente alla stagione degli amori. Ciò vuol dire livelli ormonali alti, aggressività alta, che servirebbe a controllare i rivali maschi e che in questo caso evidentemente si è scaricata sui due malcapitati considerati come degli intrusi, dei rivali. Fino a che non sarà possibile parlare con le due persone ferite sentendo la testimonianza di prima mano, non sarà possibile esprimere ipotesi più precise”.
In caso di incontri come questi, con animali il cui comportamento risulta essere anomalo, conclude Molinari, “è meglio evitare avvicinamenti, meglio allontanarsi, ma trattandosi di casi così rari e isolati non è proprio necessario dare grandi consigli. Non c’è ragione per sviluppare una fobia contro i cervi o altri animali, sono incidenti infinitamente più rari rispetto ad altri tipi di incidenti – le fonti di pericolo più grandi sono altre”.

d.s

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