Rugby, Sergio Parisse: storia di un Capitano. La grande parentesi dell’Italia

27.10.2021 – 16.10 – È stato lo storico capitano dell’Italrugby fino al Mondiale del 2020, della squadra francese dello Stade François ed attuale giocatore del Tolone. Centodieci chilogrammi di massa distribuiti uniformemente su quasi due metri d’altezza, dando così l’impressione a chiunque lo guardi di trovarsi al cospetto di un colosso. Sergio Parisse nasce in Argentina nel 1983 da genitori italiani e, dopo i numerosi e fallimentari tentativi di farlo avvicinare ad altri sport, all’età di cinque anni abbraccia il rugby grazie alla passione trasmessa dal padre, ex-giocatore. Fin da subito viene considerato un vero talento: convocato dalle nazionali giovanili non ancora maggiorenne, ad appena diciannove anni esordisce in prima squadra. Arriva in Italia nel 2002 nelle fila della Benetton Treviso, ma dopo tre anni la svolta: viene ufficializzato il suo passaggio alla prestigiosa squadra parigina dello Stade François,  all’interno della quale negli anni seguenti viene investito del significativo incarico di indossare la fascia da capitano. Quando nel 2010 il club viene travolto da una profonda crisi economica e gran parte dei giocatori lasciano la squadra, Parisse è uno dei pochi che decide di rimanere, lanciando un forte messaggio di attaccamento e amore per la maglia che dimostrerà in futuro anche con quella azzurra. Già da qualche anno ha annunciato il ritiro dalla nazionale ma tuttora detiene il monumentale record di 142 presenze, condite da 83 punti marcati (16 mete e un drop kick). La grande parentesi con l’Italia si apre proprio in quel fatidico 2002, anno del suo arrivo nella penisola ma soprattutto dell’ esordio con la Nazionale, disputatosi contro i temibili All Blacks. Buffo notare come la parentesi doveva chiudersi esattamente come si era aperta, in quanto la centoquarantatreesima ed ultima presenza doveva essere proprio contro la Nuova Zelanda, ma a causa del maltempo il match fu rinviato. In forza al Tolone da tre anni, ha però dichiarato il suo ritiro alla fine di questa stagione con trentotto candeline sulle spalle, affermando che effettivamente il suo fisico non è più all’altezza. Come spesso accade nella carriera di un rugbista gli infortuni non si fanno mancare, il più recente quello alla spalla ad inizio stagione che costringerà allo stop fino alla pausa natalizia la terza linea italiana. Subisce anche infortuni più pesanti: nel 2009, due giorni prima dell’incontro con la nazionale samoana, in un allenamento cade e si rompe il crociato. Come abbiamo potuto vedere sia dentro che fuori dal campo Parisse però ha accusato il colpo, è caduto, ma poi si è rialzato con un balzo felino per tornare al centro della mischia. Sergio Parisse ci ha insegnato che nella vita mollare non è neanche un’opzione da considerare e ci racconta nel libro “L’ovale rimbalza male” tanti simpatici aneddoti e le grandi e piccoli scelte di un uomo come lui che, probabilmente, il rugby non incontrerà più. 

di Leonardo Mazzone