I portuali di Trieste replicano alla Commissione: “È dittatura”

14.10.2021 – 12.15 – Si aggiunge un nuovo tassello nello scontro tra il Coordinamento Lavoratori Portuali di Trieste (CLPT) e il Governo Draghi. Il CLPT ha infatti replicato con una nota stampa dove afferma di aver ricevuto “una circolare dal Governo che parla di illegittimità a poter scioperare“.
Il riferimento è alla Commissione Garanzia che ha segnalato l'”illegittimità” dello sciopero, avendo violato una serie di norme che regolano lo svolgimento di una protesta entro i confini della legalità. Il Coordinamento ha replicato affermando che “Crediamo che qui il Governo lanci un chiaro messaggio ‘siamo in dittatura‘ e si fa come vogliamo noi” a cui si contrappone “che crediamo nella Costituzione Italiana e quindi siamo convinti di essere in Democrazia”. In realtà, sotto il profilo strettamente giuridico, uno sciopero richiede di seguire date norme e date regole pratiche, a tutela di chi non vuole o non è coinvolto nella protesta; la Commissione Garanzia si occupa proprio di quest’aspetto.

La nota cita poi la “discriminazione dei lavoratori che continua e anzi raddoppia”, rifiutando proprio la soluzione dei tamponi gratuiti proposti, in via eccezionale, a spese delle aziende: “Prima la discriminazione tra vaccinati e non, ora tra chi avrà il tampone gratuito e chi a pagamento“, definita “una manovra per continuare a mettere i lavoratori uno contro l’altro”.
La nota stampa non cita in nessuna sua parte il Porto di Trieste, della quale pure è espressione e (futuro) danno, a segnale di come la protesta si sia ormai spostata su un piano strettamente ideologico.

Si allega, in versione integrale, la nota stampa:

 

 

 

 

 

 

 

[z.s.]