21.5 C
Trieste
giovedì, 18 Agosto 2022

Green Ports, Green Cities: può la città-porto essere sostenibile?

08.10.2021 – 10.26 – Come può lo sviluppo di un porto condizionare una città? E come può, a sua volta, una città facilitare e permettere il fiorire di un grande scalo? E come, in tempi di transizione ecologica e Green Deal, adattare tutto ciò alle esigenze di una sostenibilità ambientale? Si è intitolata non a caso Green Ports, Green Cities la terza giornata del Sea Summit, una convention parallela alla Barcolana volta a indagare il rapporto tra l’uomo e il mare.
È stato il Ministro delle infrastrutture e della Mobilità Sostenibili Enrico Giovannini a inaugurare la giornata, complimentandosi con Trieste per la Barcolana, definita “evento unico al mondo”. Giovannini ha osservato che è raro associare l’ambientalismo alle infrastrutture; eppure è uno sforzo che deve essere fatto, specie in relazione ai porti italiani. La transizione ecologica progettata dal Ministero prevede di investire sulle ferrovie, il cui piano è stato giudicato dall’Unione Europea “il più avanzato e il più sistemico”. Infatti, ha spiegato Giovannini, “connetteremo 11 portie9 centri di scambio intermodale“. L’obiettivo, in estrema sintesi, è che “non si deve uscire unicamente dal porto unicamente con trasporti su gomma”. Specificatamente si investirà “sulle gallerie del porto di Gioia Tauro che impediscono di mettere i container sulle rotte ferroviarie” e in generale lungo la “dorsale adriatica”.
Non vi saranno inoltre solo i fondi del Pnrr; sono in arrivo 15 miliardi dal Fondo Sviluppo e Coesione e altri 80 dai fondi europei ordinari.
Giovannini ha concluso osservando che “porti e città sono due facce della stessa medaglia“; pertanto “bisogna investire non solo sulla mobilità, ma su tutti gli aspetti”, perché “le città non possono essere disgiunte da questo grande impegno”.

Vi è stato poi un breve intervento a carattere pubblicitario del Presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola che ha evidenziato la storia secolare dell’azienda in rapporto al mare, così come le “battaglie pacifiche per la libertà e l’eguaglianza” condotte dal Leone di Trieste.

Nell’ambito ministeriale occorre inoltre rilevare l’intervento dell’On. Vannia Gava, attualmente Sottosegretario di Stato per la Transizione Ecologica, che ha definito l’Italia “banchina portuale d’Europa” affermando che la sostenibilità sarà “fondamentale per il rilancio dell’economia portuale”, specie attraverso opere come “dragaggi, bonifiche e ristrutturazioni dei moli”. Occorre inoltre “recuperare errori strategici nel passato” e superare la “eccessiva incidenza della burocrazia”. La decarbonizzazione rimane un “obiettivo ormai fissato” sebbene l’intero processo di transizione si rivelerà un “processo lungo e difficile”. Concludendo che “da soli si va veloci, ma insieme si va lontano“.

Il cuore della prima parte del Sea Summit dedicato alle “Green Ports, Green Cities” ha trovato una conclusione con un lungo intervento tecnico di Laura D’Aprile, Capo Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi.
L’ingegnere ha snocciolato un’ineluttabile serie di dati, secondo cui “nel 2050 i due terzi della popolazione mondiale abiteranno nelle città; il 75% delle risorse naturali verrà consumato nelle città; il 50% dei rifiuti verrà prodotto all’interno della città; il 50% delle emissioni del gas serra proverranno dalle città”. Pertanto “le città circolari sono l’obiettivo dei finanziamenti del Pnrr“. L’Italia si ritrova in una “buona posizione” grazie alla “Presidenza del G20” dove ha concluso “un risultato epocale”, ovvero “portare il tema dell’uso sostenibile delle risorse e dell’economia circolare” all’interno di un “consesso complesso” composto anche da paesi agricoli e/o in via di sviluppo.
L’Italia inoltre procede veloce sulla strada delle riforme per i fondi del Pnrr dove “la transizione ecologica è uno degli assi portanti”. Sono stati dedicati infatti “3 miliardi di euro all’economia circolare”. Si tratta di una necessità impellente, in quanto “è evidente un rallentamento della produzione industriale connesso unicamente alla mancanza di materie prime”, specie delle “terre rare”. Toccherà dunque all’economia circolare “rimpiazzare catene primarie di valore che in questo momento mancano”.
In quest’ambito verrà coinvolta anche la blue economy, perchè “l’Italia è il mare“; questo rappresenterà un “ulteriore volano di ripresa per il nostro paese”.

[z.s.]

spot_img
Avatar
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore