Finisce la corsa del ddl Zan, il Senato vota a favore della “tagliola” di Lega e FdI

27.10.2021 – 16.00 | Il Senato ha votato a favore della proposta di Lega e Fratelli d’Italia di non esaminare gli articoli del testo del disegno di legge Zan, la legge contro l’omotransfobia, il cui percorso, dopo l’approvazione alla Camera dei Deputati, era stato ostacolato da una lunga serie di rinvii. L’emiciclo di palazzo Madama, con voto segreto, si è espresso in favore della “tagliola” proposta da Lega e FdI con 154 voti a favore, 131 contro e 2 astensioni. La conta dei voti ha messo in evidenza la presenza di franchi tiratori all’interno dei partiti di centrosinistra.

“Chi per mesi, dopo l’approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il ddl Zan – ha dichiarato il deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, con riferimenti neanche troppo velati a Italia Viva – è il responsabile del voto di oggi al Senato. È stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare.”. Già lo scorso 14 luglio era stata posta sul disegno di legge la questione sospensiva, che non aveva passato l’esame del Senato per un solo voto (allora i favorevoli alla sospensione furono 135, contro i 136 che invece votarono per proseguire l’iter).

Si ferma quindi l’iter necessario all’approvazione della legge che, adesso, dovrà tornare in mano alla Commissione competente, quasi un anno dopo il suo passaggio (con approvazione) alla Camera dei Deputati (dove era stato approvato lo scorso 4 novembre 2020). Dovrà tornare alla Commissione competente, ma non potrà farlo prima di sei mesi e partendo da un testo diverso. Di fatto, la vita del ddl Zan finisce oggi. Con non poche polemiche: all’interno dei partiti del centrosinistra è già scattata la caccia ai franchi tiratori e già in Aula diversi partiti avevano criticato la scelta della Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, di votare la cosiddetta “tagliola” proposta da Lega e Fratelli d’Italia. Criticata, inoltre, la scelta di Casellati di concedere il voto segreto, su richiesta di Roberto Calderoli, senatore leghista, e Ignazio la Russa, di Forza Italia.

Il testo del ddl Zan approvato alla Camera e neanche passato dall’esame del Senato prevedeva in un certo senso l’estensione del decreto Mancino all’omofobia, o, per essere più precisi, prevedeva l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice penale in caso di reati di discriminazione e violenza su base razziale, etnica o religiosa anche a discriminazioni e violenze perpetrate per motivazioni legate all’orientamento sessuale, all’identità di genere e alla disabilità.
E.R.